domenica 2 marzo 2008

Un film che mi ha lasciato qualcosa

Detto con tutto il sarcasmo possibile; facendo il verso a quelle che si sentono fuori dai multisala, oppure il lunedì mattina sul treno, che commentano Into the wild. Tutte balle.

Devo ancora capire appieno le oscure corde che si tendono dentro don Alessandro quando si tratta di scegliere il film per concludere il "capitolo" della catechesi per gli adolescenti. Da un lato, è ovvio che non avrebbe alcun senso proporre un blockbuster hollywoodiano, dall'altro che un film troppo pesante renderebbe ancor più incontenibili i ragazzi che, durante le proiezioni, danno il peggio di sé. Ciò non toglie che, quasi sempre, il nesso tra film e tema sia labile, generico o - al contrario - troppo parziale. Nonostante questi limiti, a volte ci si azzecca. Nel senso che il film è bello e/o interessante. Altre volte si fa fiasco. Come questo venerdì.
Attenzione! Continuando a leggere, spoiler e commenti scorretti.

Buon compleanno, Mr. Grape! è il tipico film vuoto. Certo, questo e quel personaggio sono soli. Se ci fai caso, anche quell'altro e l'altro ancora. Anzi, a ben vedere, sono tutti soli. Ma - a ben vedere - tutti sono soli, film o non film. Poi, può avere un certo interesse cinematografico vedere Di Caprio quando sapeva recitare, ed un certo interesse estetico un Johnny Depp giovanile e robusto - se sei una sedicenne con il có a viòle. Ciò non toglie che i personaggi siano persi in un'autocommiserazione totale ed odiosa; che la madre courage di trecento chili diventa un personaggio sopportabile solo da morta, e comunque rimpiangi che non muoia in un modo più doloroso. Che il fratello ritardato sia picchiato troppo blandamente, nell'unica scena in cui le prende - non è che ce l'ho con lui, ma è insopportabilmente stato allevato nel cuìsmo più totale da una madre indegna; e gli effetti della cattiva educazione si vedono su tutti. Che, con le schifezze che tutti ingurgitano, e che mi hanno fatto star male per loro, l'unica ad averne i segni sul corpo è, appunto la madre; che si capisce dalla prima scena che lei vorrebbe consumare, ma il nostro Depp passa tutto il film senza fare una mossa. Salvo poi sciogliersi verso la fine, per far contenti gli sponsor del plaid.

Chissà cosa ci riserverà il tema dipendenza, il prossimo...

7 commenti:

Chiara ha detto...

Secondo me un bel film sulla solitudine poteva essere la fabbrica di cioccolato. Non pesante, per le sedicenni... Interessante e analitico per gli intelligenti.
Il lieto fine è un po' da favola, ma non fa che sottolineare l'illusione dell'uomo e la dimensione della solitudine per gli alieni al "paradiso" conclusivo...

Ma...una domanda da "animata": perché anziché "dipendenza" non si prende mai "INdipendenza"? Dipendenza è un concetto che ha moltissimi aspetti da analizzare, anche in positivo, ma se i vostri adolescenti sono come quelli di qui, si rimane molto sui luoghi comuni o in superficie. L'indipendenza invece potrebbe coglierli un po' più di sorpresa, legata al concetto di libertà e responsabilità. Mie riflessioni personali da animata, appunto...

Cassa ha detto...

Abbiamo un forte partito di educatori ossessionati da alcol e droga (confronta la cronaca dell'incontro di settimana scorsa). Credo che abbia influito.
E il programma è insindacabile, in ogni caso.

Chiara ha detto...

Pardon! Ho notato l'insistenza, proprio per questo osavo una "proposta alternativa"...

Anonimo ha detto...

Ho scoperto che Buon Compleanno Mr Grape è il film che la diocesi consiglia per il tema solitudine (odiosi seekers!)ho idea che il don abbia copiato proprio da lì, ca... ma non ha niente da fare almeno sbattersi per scegliere un film decente! Rosciate Rulez

Cristian ++ ha detto...

Ciao,
Io proporrei "i ragazzi dello zoo di Berlino" per il tema dipendenza (si accettano scommesse?)... l'avevo visto a scuola qualche anno fa e mi aveva colpito (qualche scena la ricordo ancora).
Avevamo visto anche "Blow", ma secondo me era meno incisivo (e anche meno truculento); inoltre invitava, molto più del primo, al consumo di "sostanze" (come le chiamano gli educatori).
C'era anche la proposta di vedere Trainspotting (credo che si scriva così), ma alla fine non si è fatto nulla.
Altre proposte? (magari le mie sono un po' scontate)
Ciao

Chiara ha detto...

Propongo "Paura e delirio a Las Vegas". Benché io abbia un po' la nausea di film su questo tema, è molto particolare, interessante, di denuncia (e non di esaltazione, come è chiaro fin dalle prime battute) e per le 16enni c'è ancora Johnny Depp.
L'unico inconveniente è che molti che l'hanno visto hanno avuto come reazione: anch'io!

Cristian ++ ha detto...

Non ho visto "paura e delirio a Las Vegas", ma posso dirti che anche quando abbiamo visto i due film citati sopra (correggo, il titolo completo del primo film è "Christiane F.: noi, i ragazzi dello zoo di Berlino") ci siamo detti: "Anche noi!" (non entusiasticamente, però).
Il primo film presenta cose orribili ed in modo molto realistico (e realista), senza censure, (i protagonisti fanno di tutto: sniffano, si prosituiscono, si bucano) in un vortice sempre peggiore ed in modo continuo. Alla fine del film sembra di essere entrati in un altro mondo (certamente non un bel mondo, ma ci si ritrova dentro).
[Effettivamente è un film un po' pesante (eufemismo) e se non ricordo male anche abbastanza lunghetto]
Nel secondo film inizialmente il protagonista vive una fase fortunata e sembra che le droghe gli diano veramente la chiave per il successo, poi lentamente arriva a perdere tutto.