venerdì 21 marzo 2008

Così muore Dio


Tre uomini attendevano sulle panche. Erano un funzionario ritiratosi a vita privata, un vecchio marinaio, ed un soldato segnato dalle guerre. Il funzionario era un uomo nervoso e calvo. Non stava seduto più di un minuto. Si alzava, si affacciava al salone, scuoteva la testa e tornava a sedersi. Già lo facevano attendere da ore.
Il marinaio dava evidenti segni di demenza. Era scosso da un perenne tremore, e recitava senza più voce, come una folle litania, Il grande Pan è morto. È morto..
Gli occhi del soldato sembravano quelli di un cieco, che non riesce a vedere; ma il soldato non era cieco. Guardava, ormai da anni, altrove. Erano anni che non aveva smesso di guardare quello che aveva visto, che gli si era conficcato negli occhi. Non vedeva altro.

Valerio Tauro gli ordinò di entrare.
Risulta, esordì mentre il soldato, pur continuando a rivolgere lo sguardo in alto, entrava nella stanza e rimaneva in piedi, dando chiaro segno di vedere le colonne e le suppellettili sparse - perché non ci andava a sbattere, che tu sostieni di aver visto Dio. Lo confermi?
Ho visto Dio
E dove credi di averlo visto?
Non è questione di credere. Più di quanto non si deve credere ai propri occhi ed alle proprie mani. Ho visto Dio come vedo voi adesso - rispose continuando a fissare alto sopra la testa di Tauro, a cui non poté sfuggire una smorfia di scetticismo - Perché ridete?
Dove dici di aver visto Dio? Sei stato il solo a vederlo?
Il solo no, perché c'era una folla, su quel monte. Sapete, le esecuzioni attirano tutti. C'erano perfino i capi del popolo, quelli per cui solo calpestare la nostra ombra è peccato. Ma non erano voluti mancare. Credevano di aver vinto
Aver vinto perché mettevamo a morte un loro suddito?
Era uno che aveva dato loro dei problemi. Senz'altro, molti di più di quelli che aveva dato a noi. Mai visto uno che si fa torturare prima, e crocifiggere poi, senza opporre resistenza né proferir parola. Nonostante il sangue degli altri ci chiuda il cuore, mentre facciamo il nostro lavoro, e nonostante questo ci rendesse ancora più crudeli, non possiamo dire di non esserne rimasti segnati.
Quindi è da questo suo atteggiamento, che dici di avervi visto Dio? Un debole senza la forza di opporsi nemmeno a chi lo insulta?
Non è allora, che ho visto Dio. Quello era solo un condannato a morte per motivi politici. Uno che non era stato in grado, né lo era, di passare dalle parole ai fatti; che parlava di liberazione per il suo popolo, ma poi era andato anche a trovare un centurione.
Voi l'avete crocifisso, dunque. Rispettando gli ordini. Quando era sulla croce, hai visto Dio?
Quando l'abbiamo crocifisso, per prima cosa la folla è venuta sotto i suoi piedi, e lo ricopriva di insulti e di sputi. E meno di una settimana prima lo avevano acclamato come re - avevamo anche stati messi in allerta per una possibile rivolta. Ma niente. Questi lo insultavano, e lui chiedeva a "suo padre" di perdonarli.
È da questo, che hai visto Dio?
Devo ammettere che era la prima volta che vedessi un condannato perdonare i propri aguzzini. E, probabilmente, era così anche per quella folla. Tanto è vero che, dopo non molto tempo, si è stancata ed è tornata alle proprie case. Lasciandolo agonizzante su quella croce. Solo in tre sono rimasti. E piangevano. Parenti o amici; e pensare che c'erano folle che lo seguivano, prima.
Un capo politico abbandonato dai propri seguaci. Un capo politico originale, te lo concedo, ma niente di più. Da questo hai visto Dio?
No. Però non era un agitatore, non era un terrorista come quelli che avevamo appesi accanto a lui. Probabilmente, era un innocente.
Non sarà stata la prima volta che uccidevi un innocente, immagino. O forse, hai visto Dio in tutti gli innocenti cui hai tolto la vita?
No, ma quest'uomo moriva in modo straordinario...a mezzogiorno si è fatto buio.
Una tempesta che saliva dal deserto?
I miei commilitoni dicevano che sì, non poteva essere nient'altro. Ma non c'era vento.
Dunque hai visto un prodigio? Da questo prodigio, dici che era Dio?
No, e del resto nessuno sa dire se quello sia stato o meno un prodigio. Stava sempre peggio. Sempre più raramente si sollevava per respirare; sempre più a lungo rimaneva issato ed immobile. Lo avevamo già messo a dura prova, torturandolo. Si vedeva che non avrebbe resistito a lungo, e che già la vita lo abbandonava. Poi vennero le tre del pomeriggio, e lui si mise ad urlare parole incomprensibili. Anche i pochi presenti che conoscevano la sua lingua non concordavano su quello che stava dicendo. Forse si rivolgeva al profeta, forse a qualcun altro.
Forse delirava come un uomo qualsiasi...
Di lì a poco morì, se così si può dire. Mentre spirava, venne un forte terremoto; il panico si diffuse per la città. Si diffusero voci, secondo le quali il velo del tempio era strappato, ed i morti uscivano dai sepolcri. E lui era morto.
Dunque, è da questi segni potenti, che dici di aver visto Dio?
Non nego che i segni ci colpirono molto, me ed i miei compagni. E che ci spaventammo anche noi. Ma gli altri non hanno visto Dio, hanno avuto solo paura. E non è nel terremoto, né nei prodigi, che ho visto Dio.
Dove, allora? Ché ho altre persone da interrogare
Negli occhi di un uomo che era stato tradito; che era odiato e disprezzato; che era sconvolto da un incredibile male fisico, e da una immensa sofferenza; e che, mentre moriva, aveva negli occhi il più grande amore che mai abbia sentito. E amava i suoi amici che erano fuggiti, ed i suoi connazionali che l'avevano consegnato a noi, e noi che lo uccidevamo, e me che ero lì con la lancia, pronto ad aprirgli il cuore per accertarmi del decesso. Ma la cosa più straordinaria è che, dopo che è morto, pur sapendo che ero stato io ad averlo ucciso, non mi sentivo con un peso in più sulla coscienza. Mi sono sentito sollevato del suo peso, e di quello di tutti gli altri uomini che ho ucciso. Come se il male della mia umanità fosse stato portato via. Come se lo sguardo sollevato su quell'albero, e quella vita sottratta, avessero salvato la mia. L'ho detto allora, e lo ripeto oggi: Veramente quest'uomo era Figlio di Dio.

Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio"
Mc 15,39

2 commenti:

Chiara ha detto...

Com'è difficile testimoniare con le parole.

tilde ha detto...

Chè la Fede, che forse mai m'è appartenuta, neppure ora, riesce.