giovedì 31 gennaio 2008

Caccia alla legge

Oggi pomeriggio apro Outlook per, al solito, scaricare tutta in una volta la posta che mi arriva alle varie caselle sparse per la rete, e ci trovo una mail mandatami da Enrico, con lo strano oggetto "Dialogo". Un po' incuriosito, la leggo e scopro che mi ha mandato la mail in risposta ad un mio commeno su un blog - ormai moribondo - di quelli del Liceo Bagatta di Densenzano (un premio a chi indovina come ci sono arrivato...no, troppo facile), dove commentavo un commento ai risultati delle elezioni per il Consiglio d'Istituto. Sostenendo, in sostanza, al contrario di Enrico, che non c'è (non dovrebbe esserci) il premio di maggioranza per le elezioni degli organi collegiali (e mi sembra anche giusto, lo spirito deve essere quello di favorire la democrazia, non la governabilità, che per quella basta ed avanza il preside). Fattosta che lui sosteneva di essere rimasto fuori perché, applicando detto premio, la lista con il maggior numero di voti si era portata a casa due posti, benché la differenza con la seconda (la sua) fosse minima.E, in aggiunta, con il fatto che i candidati della prima lista avessero raccolto meno preferenze di quanto non avesse fatto lui, escluso.

Si può concordare o meno con la sua idea, e cioè che, essendo al Liceo e contando le persone, dovrebbe avere la precedenza il voto di preferenza su quellodi lista - ed io, pur capendo la posizione, non la condivido - perché è la lista la titolare del programma, non il candidato, ma il punto è che, conti alla mano - i dati che mi ha fornito saranno spannometrici finché si vuole, ma rendono - applicando il sistema D'Hondt, che è quello che ho sempre usato per i lunghi anni di Commissione Elettorale d'Istituto, i risultati avrebbero dovuto essere diversi, ed assegnare due seggi alla lista vincente e due alla seconda classificata. Non è più, al contrario di quanto credesse Enrico, una questione di premio di maggioranza ma, per assurdo, di premio di minoranza. Mi risulta infatti eletto uno di una lista con meno della metà dei voti della seconda.

Evidentemente non si è usato il metodo D'Hondt. Il punto è: dovrebbe essere questo metodo usato, oppure è solo tradizione? In effetti, che sia usato al Lussana potrebbe anche solo essere un retaggio degli anni '70. Un vecchio vademecum che fa riferimento a circolari del 1981 e che tengo in un cassetto della scrivania (ormai inutile, ma a suo tempo fondamentale per contestare le fantasiose attribuzioni dei miei colleghi/professori) parla esplicitamente del metodo dei quozienti successivi (che, come chi ha aperto il link ormai sa, è un altro modo per chiamare il D'Hondt), ed anzi lo descrive ad uso degli impiastri. Gira che ti rigira - e questa è stata la vera e propria caccia alla legge, con collegamenti fantasma, password per accedere a banche dati giuridiche e mega-decreti-mille-proroghe convertiti in legge l'ultimo giorno utile, mi sono effettivamente reso conto che la legislazione votata dal Parlamento (Decreto Legislativo 297/94) non disciplina in dettaglio lo svolgimento delle elezioni (e qui pensavo di avere perso), ma si fa riferimento (ho vinto! ho vinto!) all'Ordinanza Ministeriale 215/91, tuttora valida - poiché è citata in un articolo della rivista di pubblica istruzione del novembre 2007 - che, in effetti, oltre a disciplinare maniacalmente preparazione delle liste elettorali e dei candidati, modalità di voto e tutto il resto - grazie, ministro Misasi - parla esplicitamente del metodo dei quozienti.

Ora, tutto sta nel vedere - e io non sono in grado di farlo, ma magari qualcuno dei miei lettori sì - se un eventuale regolamento diverso da parte del Bagatta è legittimo o meno. Oppure - e conoscendo certi segretari non è neanche impossibile - che abbiamo semplicemente sbagliato ad attribuire i seggi. Anche se ormai credo siano scaduti i termini per il ricorso.

Poi ci sarebbe il dato politico. È vero, io non conosco questo Enrico Orlandelli, ma so che era una lista concorrente di quella sponsorizzata dai vari Olimpici Desenzanesi - questo grazie ad una gaffe fatta su Messenger, ma potevo evitarmela rileggendo il post già citato. Ma, in questi termini, il dato politico passa anche in secondo piano - perché prima c'è la legittimità. Ci sarà un motivo se i presidenti di seggio mi contendono ed i rappresentanti di lista mi odiano...

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mercoledì 30 gennaio 2008

Ministero Marini

Nel suo studio di Palazzo Grazioli, il Magnifico Cav. sta discutendo con Pierferdi, per indagare l'effettiva tenuta del suo partito sulla rigida posizione delle elezioni anticipate. Non è un segreto - insomma, se lo so pure io - che diversi esponenti, e non dei più defilati, dell'UDC sarebbero pronti a riunirsi in un abbraccio con vari spezzoni democristiani attualmente in cerca di sé stessi. Ed intanto seguono con attenzione lo schermo televisivo, perché il Segretario Generale del Quirinale ha annunciato che il Presidente sta per comunicare le sue decisioni. Mentre si sta aprendo la pesante porta di noce, Pierferdi dà segni di agitazione.

Insomma, se devi andare in bagno, vacci!, gli urla contro il padrone di casa. Non siamo più all'asilo. E, un po' imbarazzato, Casini si alza con un cenno di scuse ed imbocca l'ultima porta a destra.

Mentre lui fa quello che deve fare, il Cav. accoglie con crescente irritazione la decisione di Napolitano e l'assenso del presidente del Senato.
Quando Casini rientra, con il volto leggermente imperlato di sudore, Silvio gli rovescia contro tutta la propria ira. E, con la coerenza che ha sempre mantenuto e che mantiene sempre, attacca quel fascista di un comunista abruzzese che, subito dopo pranzo, aveva definito troppo saggio ed autorevole per raccogliere la missione disperata di Napolitano.

Mentre Marini parla, Casini è una statua di cera. Le gocce di sudore si stanno raccogliendo in un rivolo che gli scende dalla fronte abbronzata. Ha tutta l'aria di stare poco bene. Scusa, Silvio, ma il pesce che hai fatto servire a pranzo...da dove hai detto che veniva?
Che ne so da dove viene? Ma di sicuro è il più caro di tutti. Perché?
Un brivido freddo scuote Pierferdi. Non vorrei offendere la tua ospitalità...ma credo di non riuscire a digerirlo bene. Ti spiace se...?
Come fossi a casa tua!, fa quello, rimpiazzando per un attimo il ghigno piccato con un sorriso a trentadue denti da manifesto elettorale. Il fatto di avere vent'anni più del suo commensale e di aver digerito anche la doppia porzione di cassöla che ha seguito il rombo lo mette di buon umore, nonostante tutto.

Stavolta Casini si premura di chiudere bene, alle proprie spalle, sia la porta del salone che quella del bagno. Il brivido è sempre più intenso e fastidioso.
Fruga nelle tasche della giacca finché trova il telefono, che ormai sta vibrando come un ossesso. Sul display lampeggia uno scudocrociato, ed accanto c'è scritto: Franco.
Ti sembra questo...?
e, dall'altra parte,
Alla tedesca.

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martedì 29 gennaio 2008

Notizia sullo stato mentale

Quando ero ragazzo e sognavo per notti intere i videogiochi cui attendevo durante il giorno, solitamente decidevo che era giunto il momento di prendersi una pausa di riflessione e staccare dal computer - o, perlomeno, dai videogiochi. Dev'essere stato in un'occasione del genere che ho iniziato a programmare. Salvo poi sognare la soluzione ai vari bug che infestavano i codici, e dover trovare un altro hobby.
Questa premessa per dire che, dopo un quattro mesi di intense blogging, forse potrebbe essere il caso di darsi una regolata. Come, infatti, giustificare il fatto che stanotte (tra lunedì e martedì) ho, e tra l'altro con molta soddisfazione, sognato - ed il fatto che mi ricordi i sogni è di per sé raro (avevo fatto attenti studi, alle elementari, e mi capitava quando non mi impegnavo in letture serali) - i vari blogger che frequentano queste pagine o le cui pagine frequento. Alcuni di costoro li ho conosciuti di persona, magari per un fuggevole saluto, riguardo altri mi devo essere ispirato - nell'immagine onirica - alle foto dei profili o ad altre immagini di sfuggita, per altri ancora devo avere proprio improvvisato. Ma tant'è.

Così c'era il sempre indaffarato, allegro, dal temperamento di leader, Daniel, la profonda di lui sorella, ed anche la sig.a Milena, anzi mamma, che - deve essere il tono di un recente commento - gestiva al modo di una cupola mafiosa (con tanto di scagnozzi intimidatori) un'organizzazione che aveva a che fare con la riduzione dei gas serra (c'entrava in qualche modo che mi è rimasto misterioso con il controllo dei fumi delle caldaie) - ed io vi cercavo lavoro (o meglio, Daniel cercava di rifilarmi il suo). Anche altri, poi; di sfuggita Giulio, che doveva fare da contesto per l'ingresso del padre Gigi, che non so come - nel sogno - mia nonna, che solitamente trova tutti insopportabili, ha immediatamente preso in simpatia. Sono quasi sicuro, poi, che ci fosse un professore, e tra il prof. Beccaria e l'anonimo di matematica propenderei per quest'ultimo.
Devo essere riuscito, come se non bastasse, ad intavolare una discussione sul Partito Democratico - a proposito, vedendo ShinyStat ho visto che si arriva qui anche cercando "matteo casati pd" (e spero che i miei avversari interni non lo scoprano) - e quindi un altro probabile candidato ad una parte del sogno è senz'altro Silvio.

Pur conoscendo la comprensibile obiezione che mi potrà essere mossa (ed è il solito gretto materialismo maschilista), oso esprimere il mio sincero rammarico per il fatto che non abbia partecipato alla rimpatriata dei blogger Valentina, che non conosco ma - mi sbaglierò - da quella mezza foto che ha sul suo subito abortito blog sembra una ragazza a proposito della quale ne varrebbe la pena - sapendo che mai e poi mai Cassa insedierebbe qualsivoglia coppia, in nessun caso (ok, tranne che nel caso in cui ne trarrebbe vantaggio, ma detta così sembro peggiore di quanto non sia).

Che dire? Da un lato quasi mi vergogno per questa finta intromissione nelle vite degli altri, molti dei quali non hanno più voglia di avere a che fare con me di quanta ne abbia io di avere a che fare con, non so chi citare per non offendere nessuno, facciamo Pecoraro Scanio.

Dall'altra, come si sentiranno gli altri due-tre assidui frequentatori che non ho sognato? Si sentiranno forse esclusi, come quando uno deve girare un meme a quindici persone (dico, quindici) e di fatto lo dà a tutti fuorché a te? Forse. Ma in questo caso è quasi una nemesi. (Ma che bella l'alliterazione!). Ovviamente, devo chiarire che tutte le impressioni che ho scritto poco sopra sono relative al sogno, non vanno prese come giudizi della persona - che conosco, al più, di vista.

E da tutto questo ricaverò l'insegnamento a non seguire così tanto il blog?

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Le due opzioni

Faccio una cosa rischiosa, cioè mi azzardo in un pronostico che sarà verificato stasera o, al più tardi, domattina. È senz'altro molto più facile pronosticare quello che succederà nel 2015, anche perché, sbagliassi, nessuno se ne ricorderebbe; o, ricordandosene, potrei sempre sostenere che ricorda male.

Invece, sapendo che con tutta probabilità domani sera dovrò mettere un commento con scritto come volevasi dimostrare, hanno fatto il contrario di quanto dicevo, annuncio ugualmente quali sono, a mio avviso, le due opzioni di Napolitano, sapendo che, qualunque cosa faccia, ci sarà chi rimane scontentato - e, tra l'altro, è un po' un'illusione degli ultimi quindici anni che il Presidente non scontenti nessuno e sia benvoluto da tutti. Un'illusione, mi rendo conto, che in realtà rispetta lo spirito costituente, ma che, nella storia della Repubblica, non si è sempre verificata - ed in particolare faccio riferimento all'illustre Picconatore.

Scartata l'opzione delle elezioni anticipate, c'è quella che, credo, attualmente è in pole-position, anche in seguito alle odierne dichiarazioni dell'UDC, e cioè il ministero Marini. Che scontenterebbe FI, AN e Lega - e qualche minuscolo sinistrorso, ma credo li si metterebbe a tacere facilmente. E poi c'è l'opzione scontenta-tutti, che almeno per par condicio andrebbe presa in considerazione. Cioè sciogliere il solo Senato; il che, oltre ad essere costituzionalmente più che legittimo, avendo il governo Prodi ricevuto la sfiducia soltanto da una delle due camere, è certo un modo un po' forzato - con tutto l'eufemismo possibile - per imporre una rivoluzione del costume politico italico. Perché, è inutile fingere di ignorare il dato politico, con elezioni nel giro di qualche mese il Senato andebbe al centrodestra.
Può fare danni, questa situazione, senz'altro. Ma sarebbe un passo avanti verso l'eucatastrofe.

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lunedì 28 gennaio 2008

Ol Guglielmino Cancelli

Non credo ci sia bisogno della traduzione, nemmeno per i più lontani. Ma se fosse il caso, chiedete e vi sarà dato.
Comunque, fa morire.

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La prossima torta la scelgo io

Del venerdì sera s'è già detto.
Sabato mattina ci sarebbe dovuto essere, a Bergamo, un convegno sulle infrastrutture lombarde cui, come partecipante alla Scuola di sussidiarietà, dovevo partecipare, ma mi avevano comunicato in settimana che è stato rinviato a data da destinarsi causa impegni politici dei relatori (leggi: caduta del gov.). Così c'è stato ulteriormente modo di studiare - anche se ho un po' trascurato meccanica per sistemare un paio di dimostrazioni della tesi.

Nel pomeriggio, ulteriore impegno "politico". Con questo fine settimana, infatti, si sono organizzati i livelli locali del PD, e quindi c'è stata l'assemblea per la costituzione del circolo di Scanzorosciate-Gorle con il suo direttivo (elefantiaco e sostanzialmente inutile, ma non c'è stato modo di farglielo capire. E quindi mi ci hanno messo) e l'elezione dell'assemblea provinciale. Che, figuriamoci, già era una resa dei conti quando era quella della Margherita, si è trasformata in una lotta all'ultimo sangue. Non ho ancora bene il polso della situazione, benché sulla scrivania dello studio siano sparse tabelle e conteggi, ma sembra che in Valle Brembana ne abbiamo presi sei su otto. Altrove non so. Per ora. È sicuro che hanno eletto mio cugino, anche perché a Scanzo c'è stato un accordo con i DS e su 104 votanti ha preso 94 voti.
Tra un intervento e l'altro del dibattito ho trovato il tempo di tagliare i capelli, che ormai mi stavano emoficando, essendo oltre un mese che rimandavo. E sono venuto via prima del tempo per andare a suonare Messa.

Era il compleanno di mia nonna, e dopo una cena estremamente - benché nelle intenzioni lo dovesse essere ancora di più - frugale ci siamo precipitati a Brembate per la torta alla crema. Buona. Accompagnata con dei croissant imbottiti di panna montata. Buoni. Tutto buono. E pesante. Al punto che - fatto raro, per chi mi conosce - ho dovuto moderarmi. Quello che non avevo considerato, dal punto di vista alimentare, era il seguito della serata.

Tornati a casa verso le 9.30, non ho fatto in tempo a scendere dall'auto di famiglia che già ero salito all'oratorio, dove ci si trova il sabato per decidere cosa fare. Non potendo permettere che, per due settimane di fila, Fabio sparisse, io e Daniele siamo andati a fargli la guardia; infatti, a Pedrengo, suonava il gruppo in cui canta una sua compagna delle medie - che da qualche tempo, complice l'interparrocchialità - essendo di Tribulina - ha ripreso a vedere, ed anzi avrebbe dovuto suonare lui, nel suo gruppo. Ma, come già nelle sue precedenti esperienze da bassista - ora è un batterista molto migliore di quanto non fosse con l'altro strumento - stare in un gruppo opprime la sua creatività e soprattutto richiede troppo tempo. Finito il concerto l'abbiamo strappato da Rocco che l'aveva accompagnato e si dirigeva verso casa ed abbiamo fatto un salto alla birreria Bells di Gorlago - sì, ci sono anche posti più vicini - dove, scoperta la birra Kilkenny - ora una controllata Guinnes, comunque una buona birra rossa - io non so come la gente possa bere le Lager - abbiamo pianificato il folle piano per il proseguo della serata.

Ci risultava che Claudio, che è veramente molto tempo che non riusciamo a beccarci fuorché fuori Messa, dovesse liberarsi entro l'una, ed avesse espresso l'intenzione di venire con noi. Allora - e senza un motivo logico, a ripensarci - abbiamo deciso che sarebbe stato epico organizzare una cena nella cucina di Daniele. Dopo aver scartato la costinata, perché non si vedeva dove comprare carne intorno alla mezzanotte del sabato, eravamo giunti al compromesso di una pasta spessa, i.e. una pastasciutta con un condimento vietato ai cardiopatici. Senonché ci fosse comunque bisogno di un minimo di spesa, che però poteva essere soddisfatta chiamando il sacrestano, la cui famiglia ha un negozio di alimentari in piazza della chiesa; ma non quello non risponde al telefono.

Dopo aver brevemente ventilato l'ipotesi di andare a fare la spesa al più vicino autogrill(cosa c'è aperto tutta notte? L'autogrill!), ci siamo risolti ad andare in una delle pasticcerie sorte a pochi metri dalle discoteche (in quanto gli avventori hanno voglia di burro e creme ad ogni ora del giorno e della notte) per comprare una torta. Che la prossima volta scelgo io, perché ci siamo (si sono) fatti tentare da una cosa detta TUNNEL, dall'aspetto di un cannoncino gigante - che pesava più di un chilo.

Mentre Claudio ci informava che stava male ed era già andato a letto, siamo andati a procurarci da bere (un litro di latte alla spina!) ed abbiamo provveduto alla colazione alle due di notte. Una tazza di latte col Nesquik - che era dalle elementari che non usavo - ed una/due fette di questo tunnel che, dopo essere stato in forno per diversi minuti senza che si scongelasse in modo decente, abbiamo scoperto essere ripieno di ogni tipo di gelato - crema, zabaione, spagnola (con tanto di amarene candite) e via di questo passo. Alla seconda fetta impallidisco, e faccio presente ai miei due colleghi che il mio stomaco sta comunicando tutte le proprie perplessità su quello che stavamo mangiando. I miei due amici commentano l'estrema debolezza del mio stomaco. Finché anche Fabio, dopo una (o due) ulteriore fetta, concorda col mio parere. Staremo male, anche una volta rientrati a casa, tutta notte.

Venerdì sera don Alessandro ci aveva accennato ai suoi compagni di messa che erano passati per Rosciate. Così, domenica, abbiamo pensato bene di andare a trovare don Ruben, curato di Valtesse di san Colombano in città, che ci ha accolti in un oratorio pressoché deserto e tranquillissimo. Chiacchiere e discussioni, un salto in un negozio di film per cercare l'apparentemente improbabile ritorno ad Oz dell'85 - non ho ancora capito bene i gusti di Fabio in fatto di film, e poi all'oratorio di Rosciate per dirimere le questioni della cena di don Bosco.

Comunque ho mal di stomaco anche adesso. Dovevamo scegliere la torta di mele, l'avevo detto, io.

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domenica 27 gennaio 2008

Era perduto e l'ho ritrovato

A dire la verità, l'ha ritrovato mia sorella che stava sistemando tutte le sue cose in taverna. Ma la sostanza non cambia.

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sabato 26 gennaio 2008

La solitudine

Cerca la solitudine!
Mi sono congedato, ieri sera, dalla suora mentre lei gridava queste parole al mio indirizzo.

Non era un invito a chiudermi in qualche eremo ed a non farmi più vedere (invito che, ad ogni buon conto, non sarebbe stata la prima volta che sentivo), ma a preparare del materiale per la nuova tappa del cammino per adolescenti.

Metafora del pellegrinaggio. Come tanti termini catechistici, forse un po' abusata. Ma non è un discorso sul lessico quello che serve, e voglio fare.

Nostro intento sarebbe mostrare, accanto al significato per così dire standard della solitudine, che crediamo sia profondamente inciso nelle vite di questi adolescenti che fanno di tutto per essere parte di un gruppo, per essere sempre tutti insieme, per non farsi emarginare, per non essere mai circondati dal silenzio, l'aspetto della solitudine come possibilità, risorsa e via di questo passo (sono quattro momenti concettuali, non sono qui per copiare il foglio degli appunti.
Il materiale di cui si parlava servirà per il primo incontro sul tema, venerdì prossimo, quando vorremmo partire dalle riflessioni dei nostri ragazzi, sperando (si accettano scommesse, noi del gruppo di quarta abbiamo già puntato) che superino solitudine come vuoto autonomamente; e, per farlo, si pensava di poter offrire loro spunti di riflessioni, parole sparse e via di questo passo che possano essere legate, in modo obliquo piuttosto che (che va inteso in buon italiano, e quindi non come "oppure", ma "preferibilmente a") esplicito.

E poi c'è aperta una sottile disputa su "Fango" di Lorenzo Cherubini (che - come musicista e/o guru - non amo per niente) a proposito di Io lo so che non sono solo anche quando sono solo vs. Io lo so che sono solo anche quando non sono solo.
Se qualcuno avesse spunti da darmi, gli assicuro che non mi prenderei il suo merito.

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venerdì 25 gennaio 2008

Il mio cervello fuma...

...a forza di studiare meccanica - e così, tra l'altro, sfuma l'ipotesi di ridare Matematica, perché speravo di arrivare al punto a cui sono adesso un po' prima, e di avere un minimo per rinfrescare l'altra.

Sono arrivato, finalmente, ad avere gli strumenti per affrontare quasi ogni esercizio. Anche se adesso ne ho in ballo uno che non so da che parte girare.

Abbiamo una funzione d'onda, espressa in coordinate sferiche,
Psi(r,\theta,\phi) = Aexp(-r/r_0)[1;sin\phi]
dove [1;sin\phi] è uno spinore.

Mi chiede i valori misurabili di J_z (J momento angolare totale). Da questo, presumo che la funzione d'onda abbia un momento angolare orbitale ed uno di spin; e, assumendo che sia così, potrebbe essere che ho
psi = Aexp(-r/r_0) +> + Aexp(-r/r_0)sin\phi ->.
Ma come faccio da sin(phi) a trovare le armoniche sferiche che mi servono per avere gli autovalori di L_z?

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giovedì 24 gennaio 2008

Il Senato respinge

Riprendo solo adesso, e pertanto non ho potuto concludere il mio intendimento di aggiornare in diretta il blog con gli interventi del Senato. Peccato.

Bisogna però citare la trovata geniale di Castelli (LNP) che pronuncia cinque frasi, chiedendo ai colleghi senatori di indicare quali di esse sono state pronunciate da Prodi e quali da Mussolini. Simpaticissimo.

Comunque, ormai la notizia si è diffusa ed il Senato ha respinto la mozione, su cui era stato richiesto il voto di fiducia, di approvazione delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio (mi scuso per la lunghezza dell'espressione, ma in Senato ci tengono moltissimo alla forma) - anche perché Calderoli è un cerbero, e di fronte alla leggerezza del governo, una volta, ha fatto anche chiedere ai segretari del senato se la fiducia si intendeva posta sulla sua mozione di sfiducia, perché non era stata presentata nessuna mozione a favore del governo.

Mentre i senatori sfilavano a dare il loro voto, mi sono sorpreso a ritenere che sarebbe stata meglio la sfiducia di una fiducia guadagnata per qualche miracolo; perché questa avrebbe potuto essere un alibi al continuare così, soprattutto per il modo ottuso che diversi partiti della sinistra hanno di leggere la situazione politica.

Adesso bisogna solo frenare la folle corsa alle urne che, sebbene sia comprensibilmente voluta (ho visto il TG2) da Maroni, non ha nessun senso, se non di cupio dissolvi, da parte di Rizzo. E di Prodi. Che credo sia tanto incazzato da minacciare chissà cosa; sperando non si avveri la previsione di Cossiga, cioè lo scioglimento del solo Senato. Perché allora sì che sarebbero casini.
O forse sarebbe bene così; perché bisogna immergersi fino ad essere sommersi dal baratro politico ed istituzionale, prima di riuscire a rialzarsi.

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Live blogging from Senato

Tramite il satellite, certo. È mia intenzione aggiornare questo post, appunto dopo appunto, durante il dibattito al Senato.

Il solito Calderoli fa questioni di regolamento. Nonostante il dentista sia insopportabile, credo che sia l'unico che conosce i regolamenti, e lo usa (o tenta di usarlo) a proprio vantaggio.

Ha chiesto la parola il Presidente del Consiglio dei Ministri. Ne ha facoltà.
Speriamo che si capisca il motivo del suo ostinarsi ad andare alla conta. Intanto, sta facendo un pasticcio tra Padri Costituenti e seconda repubblica.

Note di colore: Visco si è tagliato i capelli, Rutelli ha una brutta camicia button-down. Il discorso è brevissimo. Dopo quelle constatazioni di dubbio gusto sulla Prima Repubblica, che tradiscono non solo la storia ma anche lo spirito della costituzione, chiede la fiducia. Ed inizia il dibattito, con il sen. Rossi del Movimento Politico dei cittadini che annuncia il voto favorevole. E fa un discorso da comunista. Contro governi istituzionali.

Viene il turno di Fisichella (ex destra DC, tra i fondatori di AN, poi fuoriuscito da AN e non mi ricordo presso che partito accolto nel CentroSx). Dovrebbe votare contro - stando alle voci. Bella cravatta. Dice che la parlamentarizzazione della crisi potrebbe essere considerata fatta dopo la fiducia della Camera senza UDEUR. E chiede a Prodi di non andare al voto. Però non dice se voterà pro o contro.

Parla Morselli della Destra. Discorso altisonante in tre minuti. Degna di nota l'inusitata pronuncia di Finanzial Taims. Per la Destra è un giorno di gioia.

Baccini, UDC. Quando parlano quelli dell'UDC è sempre interessante ascoltare. Anche se forse abusa degli undici minuti, e parte decisamente alla larga citando De Gasperi nel '49; parla dei quindici cosiddetti anni di transizione in cui si dimena il nostro paese. Comunque l'annuncio - scontato - è stato dato subito. Voteranno NO alla fiducia. Tutto il resto sono parole, serie e condivisibili. Ma sostanzialmente inutili. Non credo . mi correggerete - che se si hanno dieci minuti per parlare si sia obbligati a parlare fino alla fine del tempo. E, ancora, avrebbero preferito che Prodi si dimettesse prima del voto del Senato. Questa dinamica non mi è ancora chiara, specie da parte dell'UDC. Perché la Sfiducia parlamentare dovrebbe rendere più improbabile il governo istituzionale delle dimissioni "spontanee" di Prodi? Comunque, annunciano che dopo la sfiducia vogliono il governo istituzionale. Almeno loro non si smentiscono, neanche quando, come oggi, sarebbe facile fare trionfalismo.

Gramazio di AN (che può parlare solo per cinque minuti. Da quando AN ha meno tempo dell'UDC? - boh) è degno di nota più per il suo aspetto che per le parole che dice. Anche se fa delle battute acide sui professori della Sapienza. Il suo aspetto, dicevo, perché ha il cattivo gusto di indossare un blazer, con i bottoni dorati che scintillano volgari. E se la prende con Andreotti - che dovrebbe votare sì. Come osa? Elezioni subito.

Parla Cusumano, quello dell'UDEUR in forse. Discorso lungo ed a tratti fumoso. Parla di far recuperare ai partiti il ruolo attivo della politica. Etica della responsabilità, almeno a parole. Se si infervora ancora un po' esplode. Scelgo con la mia solitudine e la mia libertà, per il Paese e le mie idee, la fiducia a Romano Prodi ed al suo governo. È la fine del mondo. Credo che Barbato (capogruppo UDEUR) e Strano lo stiano linciando. Almeno dai versi che si sentono. Marini sospende la seduta.

Parla Zanda (PD) sull'ordine dei lavori. Giusto per perdere tempo. Stigmatizzando il linciaggio di Cusumano. Pare che sia stato portato fuori in barella in seguito ad un malore (si spera da stress). Immagino che siano tutti lì a fare la posta al medico perché lo rimetta in piedi alla svelta. Ed intanto Zanda chiede di sospendere Barbato e Strano - anche perché, in tal modo, scende di due il quorum per la fiducia. Lasciate fare a loro. Marini però prende tempo. E Storace ringrazia. Giustamente l'uno prende tempo, e comprensibilmente l'altro ringrazia.

Parla Massidda, DCA-Repubblicani-Mov. Autonomie; accuse varie, contro la famosa seduta spiritica dei tempi di Moro (a cui si dice partecipasse Prodi, ma nella versione dietrologica che so io le cose non sono così lineari), contro i rifiuti campani in Sardegna (ed è ben sardo, si sentirebbe lontano un miglio). Dovrebbero votare contro.

Gagliardi, Rifondazione. Vestita come una nonnina, in cardigan di lana rossa. La Menapace, al suo fianco, sembra la regina Vittoria, al confronto. Ma come parla? Episodi su cui faremmo meglio a SOTTACERE?

Senatore Cursi, AN. Ancora la questione dei rifiuti di Napoli. Voto contrario.

Perrin, gruppo Per le Autonomie, il senatore della Valle d'Aosta. Ha qualcosa di cui lamentarsi, per le sue autonomie speciali e minoranze, e la montagna e così via. Comunque ribadisce l'adesione all'area autonomista-progressista. Dovrebbe essere scontato il suo voto favorevole. E, in caso di sfiducia, governo istituzionale.

Senatore Palma, FI. Richiama, attribuendolo a Prodi, dopo di me il Diluvio. E usa l'avverbio pervicacemente. Io c'ero arrivato ieri o addirittura ier l'altro. Ho vinto.
È lungo, n'è, ma parla bene. Con citazioni in varie lingue...francese, latino, napoletano...

Del Pennino, ancora DCA-Repubblicani-Mov. Autonomie. Ventila un'ipotesi, a nome Kossiga, di scioglimento di una sola camera. Il Senato. Che, in realtà, non è una grande idea - perché se si scioglie il Senato, la maggioranza di centrodx sarà ancora più netto. Oppure c'è l'ipotesi 2. Irrigidire il dibattito onde evitare accordi tra le forze politiche. Che, non sono nella testa di Prodi, ma temo sia il vero intendimento.

Pinzger (autonomie), in sano tedesco, è contro le elezioni. Anche lui ha una bella cravatta, nera con minuscole fantasie argento. Nell'ipotesi di sfiducia, un governo tecnico per le riforme. Non necessariamente con mandato a scandenza. Intanto è fiducia.

Tibaldi (Verdi e Comunisti Italiani) è un cretino. Non lui personalmente (spero); per la posizione che esprime. Io questa sinistra estrema che va dietro al gioco di Prodi di irrigidire le cose e gioisce per la parlamentarizzaizone della crisi...anche lui replica la teoria di Diliberto di ieri della crisi tramata da Vaticano e massoni. E dal Partito Democratico. Intanto voto zero a come si veste. Visto che indossa i jeans sotto la giacca antracite. E sono per il voto anticipato in caso di sfiducia. Io li metterei alla porta solo per questa ottusa ottica apocalittica.

Pisa, Sinistra Democratica. Ridistribuzione, tassazione delle rendite. Riduzione delle spese militari. Il mondo della sinistra e della pace. Discorsi come questi li ho letti anche nei libri di Andreotti. Qulle belle cose che non cambiano mai. Il PD come fattore destabilizzante. Ma certo! Abbiamo, e l'Italia con noi ha, tutto l'interesse a smantellare questo sistema di bipolarismo in cui tutti sono ostaggio di tutti gli altri.

Galli, Lega, tira fuori il lato peggiore di quel partito. Insultando a destra ed a manca. I Senatori a vita, Ferrero, Sircana, D'Alema, e dopo con lui tutti i membri del governo. Chissà come mai, credo che non voteranno la fiducia.

Grassi, di Rifondazione Comunista, indica la più probabile causa della crisi - cioè la legge elettorale. Intanto, recupera dai tempi della rivoluzione francese il termine di "Palude" per indicare il centro. Un singolare intervento pieno di critiche al governo. Poi, con fare elegante, annuncerà la fiducia. E sono contro governi istituzionali o intese con l'opposizione.

A dire il vero inizio a stancarmi. Tofani di AN ribadisce quello che è già stato detto; ma ci infila, almeno, una bella battuta. Diliberto che definisce Prodi "un guerriero" sta pensando all'armata Brancaleone.

Pastori, di Forza Italia, fa quello che si augura essere "un esercizio retorico", stigmatizzando un'eventuale (ed improbabile) fiducia grazie al voto dei Senatori a vita. Ricordando la vicenda del '94 per contestarne l'interpretazione. Con buone argomentazioni, vuole le elezioni anticipate.

Zanone, PD. Apprezza la decisione del dibattito parlamentare - in sottile contrasto con la posizione del suo partito. Responsabilità delle parole assunte in Parlamento. Riconoscendo le difficoltà della situazione del Senato a partire dall'inizio della legislatura, impianta tutto un discorso per sconsigliare di abbattere il governo e dover andare alle elezioni.

Marini interrompe per cinque minuti, per consentire l'allestimento tecnico della diretta televisiva, che inizierà con la replica del Presidente del Consiglio

Si ricomincia. Parla Prodi. Sintesi dell'attività di governo; in pratica ripropone il discorso di ieri alla Camera. Solleva un po' di maretta quando attacca il Porcellum. Fine del discorso. Questione di fiducia.

Dichiarazione di voto di Rossi. Legge una mail in cui gli chiedono di votare la fiducia. Lui acconsente.

Gregorio (Italiani nel mondo), il transfuga dell'IdV, vota contro, suscitando fischi.

Turigliatto, Sx Critica, voterà contro. E ci infila un attacco al PD
Fisichella fa un breve riassunto della sua carriera. Conflitto interiore tra responsabilità e pulsioni. Non formalizza le dimissioni (che pure deve aver valutato). Se i colleghi formalmente dimissionari non voteranno, non lo farà nemmeno lui. Se lo faranno, lo farà anche lui. Ma non dice COSA!
Manzione (UD) attacca il PD, dicendosi a favore di Prodi. E voterà la fiducia.
I liberaldemocratici ribadiscono che volevano evitare il voto di fiducia al Senato. Ritengono di dover salvare il Paese da un senato ingovernabile, e vogliono un governo istituzionale per la legge elettorale. Per evitare agonia e ricorso alle urne, loro votano no. (come votando no si evitano le elezioni, me lo spiegano)
Storace (la Destra) saluta l'intervento di Scalera con un finalmente ex-presidente. E, ovviamente, annuncia il NO alla fiducia.
Angius, del Partito Socialista, critica la posizione dell'UDEUR, vuole un nuovo programma ed un nuovo governo Prodi. Chiede che, vada come vada il voto, Prodi salga al Quirinale. Attacco al Partito Democratico, per aver frainteso il significato delle elezioni del 2006 (cioè il pareggio); ne ha anche contro la Sinistra Radicale. Rabbia ed amarezza. Scommette sulla sconfitta. Voteranno sì alla fiducia.
L'attesissimo Cossiga. Il Senato si è quasi svuotato. Ma la folla gli fa corona attorno. Accenna ai rischi di crisi internazionale (tra cui l'indipendenza unilaterale del Kosovo). E, come previsto. annuncia il voto di fiducia.
Mastella attacca con un discorso lacrimevole..."lentamente muore, muore lentamente", di Neruda. Parla di ua maggioranza che non c'è. E conferma il no del suo gruppo.
Formisano, IdV, dichiara voto favorevole - e ci infila un pezzo dell'eterna polemica tra Italia dei Valori ed UDEur.
Cutrufo, DCA-PRI-Mov.Autonomia, sposa la tesi dei contrari alla parlamentarizzazione. Ed annuncia voto contrario. Auspicando futuri radiosi e lungimiranti. Pia illusione.
Oskar Peterlini (Per le autonomie), con leggero accento tedesco, parla di consenso, di riforme. Quelli delle autonomie sono i più democristiani di tutti; quando parlano, sembra che abbiano una patina di polvere sulle giacche impeccabili (questa, a dire il vero, un po' troppo vistosa), residuo della prima repubblica. Votano sì alla fiducia, ed in caso contrario governo di Solidarietà Nazionale.
Ripamonti, Verdi e Comunisti Italiani. Dieci minuti di intervento sprecati; questo costume di trasmettere in diretta non il dibattito, ma le dichiarazioni di voto, spinge i parlamentari ad infilare nelle proprie dichiarazioni di voto considerazioni di politica generale, per le quali c'è già stato il tempo. Parlando un po' di tutto, annunciano lo scontato sì alla fiducia.
Salvi, SxDemocratica. Attacchi a Mastella, e voterà sì.

A causa dell'intervento di mio fratello, devo sospendere l'opera. Spero di poter tornare ad aggiornare quanto prima. Nonostante questo, è ovvio che qualcosa si perderà

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mercoledì 23 gennaio 2008

Dal dibattito alla Camera

Eh, certo! Mi piacerebbe avere il buon tempo di stare a Montecitorio ad assistere ai lavori. Invece (e solo in occasioni importanti) mi accontento del canale 825 di Sky.

Le tre ore di oggi (di cui una si perde per l'assurdo costume della chiama nominale) hanno partorito alcuni commenti:

  • Cirino Pomicino (DCA - Nuovo PSI) spiega la differenza tra partiti e governo; e critica la confusione di ruoli tra i due. Complice anche il fatto che parla all'inizio, non se lo caga nessuno.Ma ha più ragione di molti. Primarepubblicano
  • Capogruppo UDEUR (mai visto) annuncia che non parteciperanno al voto. I commentatori unanimi ed io troviamo la cosa curiosa. Perché non votano contro? E poi, alla camera non cambia niente in nessun caso. Ma cosa faranno al Senato - poi Fabris dice che voteranno NO, ma allora a che pro 'sta storia? Ambiguo
  • Diliberto (PDCI)dà la colpa per la crisi di governo al Vaticano, ai massoni, alla CIA (perché non agli Ebrei?). Spassoso.
  • Maroni (Lega Nord) dà spettacolo: pronuncia il discorso alternando il tono della voce, fa domande e si dà risposte...Teatrale
  • Casini (UDC) usa la gloriosa espressione "partito di maggioranza relativa". Due volte. Nostalgico
  • Fini (AN) è di ottimo umore. Cosparge il discorso di battute: il governo si è sempre salvato per il fattore C, che non è il fattore Costanza, ma degenererà nel fattore I, che non è Intelligenza, ma Incubo; poi cita Montanelli, che la sinistra ama tanto i poveri da volerne sempre di più. Da cabaret
  • Cannavò (Sinistra Critica) è l'unico VERO comunista. Da museo.

Il dubbio della serata è: ma perché l'UDC non vuole che Prodi vada a perdere la fiducia al Senato? Cioè, Dini lo capisco, così non sarebbe costretto a votare contro...ma Casini? Il loro governo istituzionale si può fare comunque. Boh. Puzza di bruciato.

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Seri problemi con Tele2

Questa volta sono davvero sconcertato. Soprattutto perché sono una di quelle "anime candide" che non ha mai usato programmi P2P (in realtà ci ha anche provato, ma quando al primo tentativo non sono riuscito ho lasciato perdere che tanto lo facevo solo per il gusto di).

Pare (e dico pare perché non si sa mai, ma ci sono un po' troppe segnalazioni) che il mio fantastico provider, che sarebbe Tele2 e che in altre occasioni mi ha già dato problemi, abbia implementato dei filtri sul traffico p2p (per intenderci, Emule) per "risparmiare banda", e come effetti collaterali abbia bloccato tutt i servizi Microsoft. Al che, spero che Bill si erga con la sua potenza e li massacri. In una casa colma di adolescenti di tutte le età c'è uno psicodramma per la questione di Messenger (e, in effetti, che vada una volta su cinquanta secca parecchio anche me), ma il problema è ben più grave. Non accede a MSN (anche se ieri MSN France qualcosina andava), niente posta di Hotmail, ma nemmeno il fondamentale Windows Update, e nemmeno il sito di Microsoft.

Delle due l'una: o Tele2 è in mano a fanatici anti-Microsoft - benché abbia letto che il problema è esteso ai vari gTalk e così via - o hanno toccato qualcosa di estremamente più grande di loro. Che, ribadisco, mi aspetto se li scrolli di dosso e li massacri. Ci sono già state denunce all'ADUC per la questione del P2P, ma concorderemo tutti che questo è ben più serio (anche perché l'uso del P2P è di dubbia legalità, in fondo). Pare che i problemi abbiano iniziato a verificarsi dal 14 gennaio o giù di lì.

Un sacco di utenti incazzati consigliano a gran voce di disdire e passare (o tornare, ma non sarebbe il mio caso) a Telecom con Alice. Io - lo dico molto schiettamente - non lo voglio fare. Voglio che il problema si risolva. Senza tentennamenti. Anche perché i filtri antispam di Tele2 sono molto efficaci, e mi ricordo al contrario quelli di Virgilio/Alice. Se qualcuno conoscesse qualche tecnico di Microsoft Italia, lo interessi al caso. Non che lo risolva. Che interessi a sua volta i propri capi, e così via finché Bill dispieghi la potenza del suo braccio e disperda i superbi nei pensieri del loro cuore.

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Vento di Prima Repubblica

Stavo giusto lamentandomi ieri sera che le crisi non sono più quelle di una volta: troppa rigidità, poca disponibilità a "mettersi d'accordo", politici - sulla media - molto meno validi.

Poi ho letto sui vari quotidiani online, stamattina, delle manovre di palazzo per un governo tecnico, od istituzionale. Dei tentativi PDisti di silurare in segreto Prodi; sono voci di stampa, non si sa quanto valide. L'unica incongruenza con la nostra storia politica è un Presidente del Consiglio così pervicacemente attaccato al suo ruolo. Dopo di noi il diluvio o, come diceva Tabacci, Muoia Prodi con tutti i filistei; ma questa è una cifra della mitica seconda repubblica.

Lascio con una citazione d'Andreotti, che motiva il proprio voto di fiducia

«Una vecchia regola dice che ogni governo è peggiore di quello precedente. Quindi, meglio tenersi quello che c'è».

Io spezzo una lancia in favore dell'Andreotti VIII, al solito

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martedì 22 gennaio 2008

Odissea ferroviaria

Uno spasso. Prendere il treno delle 7.52 ed arrivare a Milano Greco alle 9.40, con 80' di ritardo (avendo finito per arrivare col treno delle 7.22).

Uno spasso, perché stamattina non avevo niente da fare, ed ero partito presto perché, per arrivare ad aprire il laboratorio alle 12.30, bisogna uscire di casa al più tardi alle 10.00, e la mattina rimane buttata via.

Senza fretta, diventi quasi comprensivo nei confronti del personale viaggiante, cioè dei capitreno spauriti che devono fronteggiare orde di pendolari inferociti, essendo per una volta del tutto innocenti - era infatti saltata una linea elettrica, l'unica era far scendere i viaggiatori a spingere.

È stato a dir poco curioso il modo in cui l'ufficio movimento di Carnate ha cercato di risolvere la situazione, sostanzialmente bloccando tutti i treni finché non fosse libero nemmeno un binario, senza ombra di dubbio per fare pressione psicologica sugli operai con giubba fluorescente che armeggiavano appollaiati come piccioni sui cavi - e che si sa bene lavorare, in condizioni normali, con massima flemma. Dopo un paio di manovre al limite del gioco di prestigio (costringere un diretto ed i suoi frettolosi passeggeri a fare tutte le fermate ed a stiparsi peggio di un carro piombato di nazionalsocialista memoria, rimandare indietro il mio treno onde sostituire un Milano-Bergamo bloccato dal guasto e trasferire me ed i miei sfortunati compagni di viaggio sul precedente Bergamo-Milano che stava mettendo radici sul terzo binario) ci siamo mossi; e, nonostante la voce imperiosa avesse dichiarato Guasto terminato, molti treni hanno fatto una miserrima fine.

E mi rimarrà il dubbio se i treni soppressi, ancora prima che io partissi, in direzione Lecco e da Cremona fossero indipendenti da questo guasto ovvero la dimostrazione dell'effetto "farfalla". A volte, credo mi divertirei un mondo a gestire il traffico ferroviario. Perché la realtà è meglio dei modellini Lima! (quando facevo sì che l'eurostar travolgesse un treno d'epoca)

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Uno dei tag più negletti

Finalmente torno ad usarlo. Ma non c'è nessun giudizio politico, in questo incipit. I motivi immediati di questa crisi, Mastella che sostiene di non essere sostenuto da tutti i partiti della maggioranza (oggettivamente vero, che poi sia un motivo per aprire una crisi magari è un altro discorso), appaiono più che altro come pretesti, non si sa quanto dignitosi, per coprire la più profonda ragione, più tattica che politica, per aprire una crisi. Penso che moltissimi commentatori ci siano già arrivati, quasi come tutti gli "uomini della strada".

Cosa altrimenti, se non la legge elettorale? Badate, ad un profano potrebbe sembrare che la legge elettorale non sia poi così importante, rispetto a tante altre questioni sul tappeto, pensioni televisioni magistrati e chi più ne ha più ne metta. Ma dalla legge elettorale passa la sopravvivenza, o meglio il peso politico (perché mi sembra difficile che un partito "muoia", almeno finché contestualmente alla legge elettorale non si ristrutturino i regolamenti parlamentari) dei vari partiti. Nonché, ma non sono sicuro che i vari leader dei vari partiti ne tengano conto, l'idea di democrazia che vogliamo dare al nostro paese. La situazione, attualmente, è questa:
la proposta Vassallo, affondata, ha lo stesso spirito delle correzioni alla Bianco, e dovrebbe imporre il bipartitismo per legge elettorale. Già si vede come ha funzionato bene il Mattarellum, e come in generale funzionano i tentativi di modificare le dinamiche politiche per legge.
La Bianco introduce correzioni al proporzionale per favorire i partiti medi (oggettivamente, studi non miei); naturale che i più convinti siano Rifondazione ed UDC.
Non c'è niente (e probabilmente nessuno, a parte loro stessi) che punti a favorire un riconoscimento dei partiti piccoli (una distribuzione di resti a livello nazionale, per dire). Ed allora, perché questi piccoli partiti sono disposti a correre il rischio di un referendum (Mastella sarebbe disintegrato, se passasse l'Acerbo bis (nome dato con polemica patente, ma la sostanza è ancora peggio di quella))?

Credo che si speri nel fallimento dei referendari. Non so se sia possibile o no. Potenti tamburi mediatici sono pronti a spingere le folle alle urne. Ma andare a votare con il Porcellum farebbe contenti tutti i partitini. Va messo in conto.

E Prodi è convinto di poter riottenere la fiducia. Silvio sostiene prepari trucchetti. Che poi "trucchetti" non sono. È politica. Mettiamo alla prova la stoffa dell'uomo. Il fatto che si fosse fatto fregare da Marini e D'Alema, una volta, non depone troppo contro di lui. Credo che quei due riuscirebbero a gabbare il demonio.

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lunedì 21 gennaio 2008

Tuffo all'indietro

Cifra del fine settimana appena trascorso potrebbe essere quello indicato nel titolo; non che sabato pomeriggio, per dire, ci fosse alcuna intenzione di tornare a fare, per una sera, quello che si faceva fino ad un anno fa, ma le condizioni ci hanno, per così dire, risospinto su quei lidi, abbandonati e superati; e le vecchie spiagge non hanno più i colori ed il profumo di una volta. Ma ci sono. E su di esse si stende il dolente sguardo disincantato per un mondo che muore.

Va beh, forse sono un po' troppo tragico, e si può anche buttarla sul ridere, come in effetti abbiamo fatto. Anzi, ad essere più onesti, non abbiamo fatto altro che ridere. Per tutto il fine settimana.

Da quando non frequento più con tanta assiduità l'università, perché i corsi sono finiti e sono in fase pre-esami, non posso dire che il fine settimana sia introdotto dal non dovermi alzare a prendere il treno. Da quando ho abbandonato, a settembre, la mia quarta elementare per dedicarmi solo agli adolescenti, non posso dire che il fine settimana sia introdotto dall'andare a fare il catechismo. Rimane però la terza attività del sabato, che fa capire che è ora di farsi una doccia, tirar fuori dall'armadio un vestito più bello del solito, ed uscire volente o nolente, cioè la messa prefestiva, con relativo accompagnamento al canto. In giornata mio fratello mi aveva detto di chiamare l'organista titolare, perché durante la settimana passata avevano fatto delle opere di manutenzione e dovevo sentire un po' d'istruzioni. Dopo aver diligentemente chiamato, e fatto tutto l'ambaradan perché il nuovo motore non si accende direttamente dalla postazione dell'organista (spero rimedino presto), sono andato a provare questi registri tutti sistemati. C'è ancora qualche limite nella meccanica esterna, in particolare la solita combinazione libera che se non ci si mettono abbastanza registri decide quali inserire per suo conto (con una predilezione per la vigesimasesta), ed i ripieni che sono sempre un po' lenti ad uscire, ma il suono è molto migliorato, a partire dal principale 8 p. fino alla tromba. Così, per testare un po' il suono, prima di messa si è imposta la Partita di Zipoli, che ha un crescendo sonoro che credo abbia suscitato qualche protesta tra le vecchine convenute per recitare il rosario.

Quando, dopo cena, si è trattato di uscire, vengo a sapere - ma anche lui, dirmelo prima delle nove di sera! - che Fabio non ci sarà, ed allora sento Daniele che, come al solito, arriva senza idee di cosa fare. O meglio, un'idea ce l'avrebbe, ed io stesso l'ho valutata, per tutto il pomeriggio, ma di andare noi due soli a Clusone, perché alla Collina c'è il compleanno di Ivan Belli (storico dj del compianto Antares, immeritatamente negletto - certo, la selezione non è il suo forte, dovendo pagare anche i rozzi gusti valligiani, ma la tecnica è sopraffina, per riuscire a far andare d'accordo generi così diversi - e, benché sia tempo che non andiamo nemmeno a bere dal Giò, solo in due, con uno che deve guidare, è decisamente unfair. Così pensiamo di fare un giro in Città Alta, perché un po' di movimento c'è sempre e poi può essere gradevole. Dopo aver corso un rally criminale ed adrenalinico sulla Castagneta (non tanto criminale la guida, quanto fidarsi di una Panda) abbiamo parcheggiato al solito posto su via Beltrami e siamo scesi in Colle Aperto. E siamo stati investiti dalla consueta (ma ogni volta sembra che ce ne dimentichiamo) folla squatter, stavolta di particolare intensità, se il primo commento fatto è stato le stradine di Città Alta sono sature di deficienza. Dopo una vasca in discesa sulla Corsarola (durante la quale abbiamo incontrato esemplari di adolescenti rosciatesi in libera uscita), una risalita alternativa e mezza ridiscesa (durante la quale si scherzava del nastro di Moebius, perché se qualcuno ci avesse incrociati prima, mentre scendevamo, ci avrebbe visti due volte scendere e mai salire, ci siamo introdotti nell'irish pub dove, tra pinte di Guinnes che in effetti era da settembre che al sabato sera bevevo solo whisky, piattini di arachidi ed i rarissimi (e quasi snob) piattini per-i-gusci-d'arachide, e ragazze al tavolo dietro che berciavano di lui-che-non-si-da-una-mossa-che-devo-fare-ancora-vuole-solo-uscire-a-bere-qualcosa? a voce talmente alta che ho dovuto far capire che non era il caso fissandole dandomi aria di concordare con loro (annuendo alle loro espressioni più forti e così via) finché non hanno deciso di abbassare il tono ed i toni, abbiamo passato un po' il tempo.
Poi siamo scesi da Bergamo e tornati in paese (desolatantemente deserto); ma, avendo saputo che Fabio era assente per via della festa dei 18 di sua cuggina - abbiamo deciso di intraprendere una Caccia al tesoro cercando di indovinare il locale in cui erano andati a festeggiare. Dopo averne fatti passare un paio abbiamo pensato di mandargli un messaggio per chiedere un indizio, ma quello non ha risposto (e meglio così, perché erano nella taverna di casa a festeggiare...) ed abbiamo proseguito la nostra quest, che ci ha condotto, dopo molte elucubrazioni, inutili col senno di poi, al Clubbing di Mozzo, al quale c'era consumazione obbligatoria; trattenuti un attimo dal bicchiere di whisky da finire (e con la storia del prezzo unico per la prima consumazione ci ho anche guadagnato, data anche l'abbondanza), stavamo valutando d'andarcene quando Daniele, fissando alle mie spalle, fa guarda l'Improbabile, e non faccio in tempo a voltarmi che già sono afferrato da Giuseppe, che chissà cosa - ma ce lo immaginiamo - ha condotto solo in quel posto. Visto che lui è il re del dileggio, ci siamo fermati un po' a commentare le disinvolte adolescenti che ancheggiavano lascive - ed abbiamo partorito l'ipotesi che uno potesse entrare, prenderne una a caso per l'orecchio e farle una scenata di gelosia folle davanti a tutti, giusto per vedere l'effetto che fa - con la variante che l'uno possa non essere un giovane - nella fattispecie io, che avevo dato l'idea - ma un signore di mezza età facente funzione di padre. Scena non del tutto irrealistica, perché immaginavo queste legioni di padri a casa, ignari di dove si trovino le figlie, di con chi siano, e soprattutto di come siano svestite. E credo, almeno una volta, di aver assistito a qualcosa del genere. Però il padre non si era sporcato le mani ad entrare ed a trascinare fuori la giovane. Faceva fuoco e fiamme dall'atrio ed ha mandato dentro una di lei amica. Dopo aver nominato frase della serata quella là balla come un giunto cardanico abbiamo levato le tende in direzione Dessi Kebab.
Nonostante in superstrada fossimo superati dalla Celica di Claudio e lo chiamassimo all'istante per invitarlo ad unirsi a noi, quello era stanco e decideva di non fermarsi. Ed al Dessi ci saranno state venti persone in attesa del proprio panino con carne. Da cui maturiamo la decisione di spostarci al Sammi, duecento metri più giù in Borgo Santa Caterina, ma c'è una bella differenza. Per prima cosa, non capisce che io voglio SOLO carne e bianco, niente stranezze vegetali, e me lo riempie con tutto. E - ben più grave - quel kebab non toglie la fame, anzi ne mette di più ancora. Avevamo sempre sostenuto che fosse un posto troppo fighetto (ammesso e non concesso che un kebab possa essere in qualche modo così definito), adesso ne abbiamo la certezza. Dopodiché, a nanna.

La domenica mattina, oltre le consuete faccende di casa - perché fare le pulizie di fino la domenica? Perché? - riesco a vedere Zelig di W.Allen, che il don mi aveva prestato la sera del venerdì. Nel pomeriggio, un po' di meccanica quantistica ed un po' di musica elettronica.
Per cena, all'Oratorio di Scanzo, cena-avanzi del campo al Trasimeno con proiezione di foto e filmati. Abbiamo mangiato, per comodità di spazi, nel salone polivalente (che, pur essendo polivalente, immagino che quelli della società sportiva ci abbiano in odio, dopo averci mangiato dentro con relativo impiastramento solo in parte mitigato dal copri-pavimento di gomma), ed in effetti ci stavamo dentro bene. E poi abbiamo mangiato ad abundantiam, anche per la modestia gastrica delle adolesceti; e credo che potrebbe esserci una cena per finire gli avanzi degli avanzi del campo. Per le foto è stato testato, per la prima volta, il doppio commento alternato. In pratica, accanto al veterano Malvezzi sono stato affiancato io, onde gettare una patina di acido cinismo sulle foto ed i soggetti. Acido cinismo che ha fatto il suo dovere, perché in diverse sono venute a fare le offese per i miei commenti su pettinature, vestiti, espressioni (questa foto è la prova che i primi piani non sono una forma d'arte). Dopo aver sgomberato tutto quei pazzoidi si sono messi a giocare a calcio, in un campo a cinque, in dodici contro tredici, senza scarpe - per non rovinare la palestra. Credo di aver perso il conto dei gol. E quello delle scorrettezze, tipo calpestare l'avversario a terra, indugiando particolarmente sulle costole; mentre quello subiva col sorriso sulle labbra (ed una bestemmia nel cuore, a mio parere).

Nel tornare a casa sono state prodotte alcune delle più assurde stupidità del fine settimana, ma devo avvisare i miei lettori che sono un po' volgari. Pertanto, se qualcuno vuole mantenere di me un'immagine di compassato rispetto, è bene non legga. Se invece avete sempre ritenuto che io sia un cretino/un gretto materialista maschilista/e\o peggio, allora adesso ne avrete le prove
Qualora lui la dovesse deflorare, mi riderà il culo (si noti il contrasto stilistico tra protasi ed apodosi)
Ce n'erano altre, ma ora come ora non ricordo. O meglio, ricordo la differenza tra lotta greco-ortodossa e lotta romana. Ma se nemmeno la suora ha capito la questione del filioque, ho poca speranza per i miei lettori.

C'è quasi d'aver nostalgia del tran-tran.

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domenica 20 gennaio 2008

Numero

Un'ora e mezza passata, come anni fa, quando era mia cura preparare la playlist delle feste, con le orecchie strette nelle cuffie, a trovare il modo di miscelare con più cura ritmi in quattro quarti.

Se penso che questo, un tempo, era l'hobby di quando avevo poca voglia di musica. Perché, per le giornate di ispirazione, c'erano sintetizzatori e drum machines - tutto virtuale, non ci ho mai messo molti soldi, a differenza di altri - con cui - è attualmente in fase d'istruttoria diocesana se sia stato eretico o meno - abbiamo anche, con la collaborazione di qualche amico (che peraltro ha dato il LA), mio fratello, ed anche un (allora) prete novello, scritto una messa.

Adesso mi torna più difficile mettermi davanti a monitor e tastiera, magari con qualche giro armonico stampato in testa, e scrivere qualcosa di passabile. Come mi è più difficile scegliere dalla sempre più abbondante raccolta di mp3 dance e derivati - che mio fratello continua ad incrementare - qualcosa che valga la pena essere ascoltato, oltreché ballato (per quello va bene tutto). A volte mi sembra che, una volta, i pezzi che i djs passavano fossero migliori. Probabilmente non lo erano. Eravamo di bocca più buona noi.

Siamo sempre più come dei vecchi brontoloni, che ai giovani rimproverano tutto. Con l'aggravante che spesso questi giovani hanno la nostra età.

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sabato 19 gennaio 2008

Iniziavo a sentirmi escluso

Adesso sono anch'io nel novero di coloro che hanno letto l'ultimo Potter. Non sono riuscito a battere il recordo de il Calice di Fuoco, ma solo perché ieri sera sono andato all'incontro degli adolescenti e poi, invece di tornare a casa come nei miei programmi, siamo andati a fare un giro in città. Perché Fabio ed Emanuele potessero prendere un kebab. Va be'.

Sarei riuscito a finirlo anche prima di pranzo, se mio padre non mi avesse coinvolto nei suoi programmi di questa mattina.

Che dire? Non sono uno di quelli che si ritrovano smarriti dopo la parola Fine. Però ha ragione il prof. Beccaria - non so se anche nello specifico, a dire il vero - e quel finale ci lascia un po' perplessi.

Certo, potrebbe essere semplicemente che l'epilogo sia solo stato un po' buttato lì, ma anche no...

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giovedì 17 gennaio 2008

Referenda

E così la Consulta Costituzionale ha approvato i quesiti referendari. In realtà non avevo capito perché avrebbe dovuto respingerli, o che attesa ci fosse per il verdetto. E qualcosa c'era perché, a parte che i giornalisti saranno stati due mesi che ci tormentavano con 'sta storia della consulta, ho letto di pressioni e contropressioni perché la suprema corta respingesse o meno il testo dei tre referendum. Che, a mio avviso, non avevano e non hanno (ed infatti sono stati approvati) motivo di essere rigettati.

Adesso che la Consulta ha approvato, non è che i referendari di turno debbano mettersi a brindare, perché il problema politico si apre adesso. Con la questione della nuova legge elettorale che in parlamento aspetta di essere discussa - e possibilmente approvata, anche se questi partiti fanno di tutto per lasciare in bocca a me, ed a tanti altri cittadini illusi che credono che, in democrazia, la forma sia buona parte della sostanza, e quindi ogni volta che mettono mano al disegno di legge riescono a peggiorarlo sempre un po' - con la questione del doppio/triplo gioco del Silvio, che mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico sostiene a giorni alterni ogni possibile opzione, con la questione dei miei grandi capi Democratici che sono anche peggio di lui.

Il problema politico, dicevo, è tutto aperto. Io non so di che pasta siano fatti i referendari. O meglio, i pochi che so di che pasta sono mi bastano per farmi accapponare la pelle e mi farebbero sostenere aprioristicamente le ragioni del no, fosse anche salvando il porcellum calderoliano. Abbiamo AN, partito per altri versi dignitosissimo ma che da sempre (sono giovane, ma ricordo Fiuggi...) è presidenzialista e leaderistico - e mi sembra anche giusto, dato il colore che, per quanto sfumato, possiede tuttora - e, quindi, sostanzialmente in contrasto con la vicenda storica ed istituzionale della nostra repubblica, e Parisi - su cui non mi dilungo perché poi sembra che sia la mia ossessione...

Ma gli svariati milioni di elettori, che non voglio apparire antidemocratico ma ogni giorno che passa mi sembrano sempre più popolo bue, hanno o avranno idea di cosa si va a votare?

I quesiti sono tre. Anche se è insensato, iniziamo a prendere in esame il terzo perché è ampiamente condivisibile. Trattasi dell'obbligo per un candidato di presentarsi in una sola circoscrizione e non in tutte, a piacimento. In questo modo, si tolgono preziosi (ma non fondamentali, finché le liste sono bloccate - e qualcuno mi deve spiegare, ma sensatamente, come le preferenze possano essere nemiche della democrazia, o se ne hanno paura solo i grandi illuminati che altrimenti nessuno si cagherebbe) paracadute a quelli che non sanno affrontare come si deve la sfida elettorale, ed ai vari leader di piccolissimi ma iper-garantiti partiti. (Per dire, Craxi maschio, che comunque nemmeno con questo espediente è riuscito a farsi eleggere, pur essendo leader di un qualche partito socialista era candidato nelle liste dell'Ulivo). E niente da dire.

Ma poi arrivano gli altri due (che sono lo stesso, e valgono uno per la Camera e l'altro per il Senato - e sarebbe stato comico ne avessero bocciato uno e promosso l'altro). In soldoni, cambiano il testo del porcellum in modo che il premio di maggioranza non vada alla coalizione vincitrice, ma al partito con più voti. Ciò significa che FI, od il PD, con il 27-30% dei voti che realisticamente possono prendere, avrebbero diritto al 55% dei seggi. Io mi ricordo ancora (e stavolta non perché sia così vecchio, ma perché l'ho studiato) che la cosiddetta legge truffa del '53 dava il 65% a chi aveva più del 50%...questa legge sarebbe quasi doppiamente truffaldina. Oggi, un giurista che non avevo mai visto né sentito ma certamente ritenuto illustre da Mazza che l'ha voluto al TG2, sosteneva che questa modifica della legge elettorale finalmente ridurrà la frammentazione e ci porterà al "sogno impossibile" del bipartitismo. A parte che, forse, il bipartitismo sarebbe più un "incubo terribile", già Segni (Segni, Segni...nel '93 potevi diventare il nuovo De Gasperi, il nuovo Berlinguer, il nuovo Craxi - scegli un po' te chi preferivi - come hai fatto a farti fregare da quell'arricchito brianzolo?) aveva provato a colpi di referendum e legge elettorale a cambiare il sistema politico italiano. E vediamo tutti i giorni come abbia avuto successo...nel peggiorarlo. Quindi, occhio ai referenda.

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Lavoisier ed io

Qualche sera fa si discuteva con mia madre delle mirabolanti proprietà del rubidio. E, molto impressionato dal fatto che detto metallo al contatto con l'acqua esplode, dato anche il fatto che né io né mia madre ne avessimo mai trovato in nessun laboratorio, mi sono messo a fare una ricerca in rete. Dopo aver scaricato il pesantissimo catalogo della Carlo Erba, ed avere scoperto che lo vendono in minime quantità come reagente per la spettroscopia al plasma - che praticamente lo rende inutilizzabile ai miei scopi dinamitardi - avevo gettato la spugna.

Soltanto che, oggi, cercando una parola che inizia con lettere simili (non ricordo nemmeno quale), è apparso nella lista delle vecchie ricerche di Google il metallico nome. E, pensando bene di fare la ricerca in inglese (sostituendo buy rubidium a comprare rubidio)...ho trovato questo sito. Se fate click sul nome del prodotto vi accorgerete di quanto poco sia a buon mercato questo metallo alcalino. E dire chè è il 16° elemento più diffuso sulla terra!

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Mastella ed io

Con tutto la confusione che si è dimostrata esserci tra reati e pratiche politiche discutibili (rilancio l'occhiello del Corriere), almeno negli occhi della magistratura...

...spero che mai nessuno intercetti le mie chiamate con il mio ex-segretario provinciale.

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mercoledì 16 gennaio 2008

La Sapienza di questo mondo

Ero del tutto intenzionato a lasciar perdere - c'è contraddizione nell'esordire così ma, benché qui si odino i paradossi, si apprezzano le contraddizioni - e di voler vedere trionfare un dignitoso silenzio sull'indegna cagnara degli ultimi giorni. Tanto più che, come dicevo anche nella cbox, sarei esploso se la storia fosse continuata, e mi sembrava di dover ritenere, ieri in serata, che ci si fosse messa una pietra sopra. Certamente non una bella pietra sopra, ma si poteva non ti curar di loro, ma guarda e passa.

Ma stamattina, guardando le varie notizie che GoogleNews presenta, così uno riesce anche a farsi un'idea senza bisogno di uscire - in ispecie oggi, che piove come Dio la manda e non devo andare all'università né altrove - per comprare il giornale, ho letto un corsivo sulla Stampa che, se possibile, mi ha contrariato ancora più delle ben note vicende di cronaca accademica dei giorni passati.

Accadde in Italia che il direttore di un prestigioso ateneo invitasse all'inaugurazione dell'anno accademico il vescovo della città, già celebre ed illustre professore universitario; inoltre, essendo questa città Roma, il prelato in questione è anche il punto di riferimento imprescindibile di centinaia di milioni di cattolici (siamo sull'ordine del miliardo, mi pare) e, senza la possibilità di distinguo da intellettuali, senza ombra di dubbio la più nota autorità religiosa e morale del mondo.

Accadde, e questo può succedere solo in certuni atenei che si vantano di avanguardie e modernità, e sono rimasti come minimo a trent'anni fa, che si scatenassero furibonde prese di posizione atte ad impedire in ogni modo la visita.

Accadde che l'ospite invitato, di fronte a questa furibonda reazione, alla necessità ventilata di schierare forze dell'ordine, agli attesi scontri, nonché a tutta una serie di blasfemie accessorie che fanno seriamente dubitare del titolo di studenti attribuito a quelli che frequentano la tale università, perché uno studente a forza di studiare qualcosa, seppur poco, dovrebbe avere imparato, decida di declinare l'invito.

Accadde anche, cosa del tutto comprensibile e sensata (forse l'unica cosa sensata di tutta la vicenda), che chi si era espresso con tanta violenza contro la presenza del Papa abbia esultato ed esulti tutt'ora.

Ma grida vendetta al cospetto della Ragione, prima ancora che di Dio, il coro di coloro che, fino a ieri nascosti dietro la farisaica tesi de il Papa ha diritto a venire e tutti gli altri hanno diritto a fare tutto quello che è in loro potere per impedirglielo (perché fosse l'illustre prof. Frova, che dal punto di vista accademico, peraltro, stimavo, dall'alto dai suoi settanta e rotti anni non può fare molto di più che scrivere una lettera condita con fuoco e fiamme, ma i facinorosi, subito pronti ad occupare il rettorato, sono baldi e giovani a dispetto di contenuti e dialettica [incredibile, pensavo si fossero estinti] vecchi di trent'anni), oggi sono pronti a ricoprire d'insulti ed accuse ridicole il pontefice per non essersi offerto alla furia della piazza. Pare che (e con pare non intendo esprimere scetticismo, ma un dantesco appare) perfino i 67 luminari abbiano preso un granchio nella loro virulenta argomentazione anti-pontefice, attribuendogli frasi che aveva citato per prenderne le distanze. Ma, anche non fosse stato, anche l'allora card. Ratzinger avesse detto che, sì, il tanto amato Galileo fosse su una posizione meno scientifica di quella del card. Bellarmino (che quatto quatto è santo dal 1930, ad ogni buon conto), e che quindi si potesse giustificare il processo inquisitorio, da quando si precluderebbero le porte dell'università ai "nemici della scienza"?

Se a La Sapienza si insegnassero solo ed esclusivamente Scienze MMFFNN (MatematicheFisiche&Naturali), un'obiezione del genere, qualora vera, avrebbe forse un senso. Ma non mi si dica che a Roma non esistono quegli obbrobri logici, lessicali ed intellettuali che vanno sotto i nomi di Scienze Sociali, o Scienze dell'Educazione, o Scienze del cazzo&derivati, o non si insegna Filosofia. Cos'è, un filosofo spiritualista alla Bergson non è nemico della scienza, ed un papa sì? Quelli che ritengono che il sapere scientifico sia una forma di sapere tecnico,o che sia secondario al sapere umanistico, non sono forse nemici della scienza? Ma quelli sono dottoroni, hanno ai loro piedi interi dipartimenti, eppoi forse votano lo stesso partito. Come se Marx fosse più scientifico di San Tommaso.

Qui ci sarebbe da scrivere per ore, ma non ce n'è il tempo. E quindi solo una parola su Galileo. Ne ho lette un po' di tutti colori, ci sono libri in cui viene dipinto come un santo cattolico (Zichichi...) ed altri in cui sembra il Che Guevara degli scienziati. Scordando che, ad ogni buon conto, abiurò le proprie tesi. Faccio solo un riferimento al post dell'altro giorno. Che fondamento di scientificità (nel senso odierno) dire che la terra gira intorno al sole e non viceversa? Certo, si potrà dire, questo modo di vedere la realtà è più recente, ai tempi di Galileo queste sottigliezze sui sistemi di riferimento non c'erano. Ma non sarebbe vero. Perché le ha inventate lui, ed infatti si parla ancora di relatività galileiana. Che, mal gliene incolse, si sbagliava. Questo non giustifica l'Inquisizione, perché non trattandosi di materia dottrinale non avrebbe dovuto metterci becco; e poi, perché ciascuno dovrebbe essere libero di scegliersi i propri errori. E di trovare la propria strada per meritare l'Inferno.

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Il primo gradino

Dopo un paio di giorni di lavoro pieno - che mi hanno anche un pochino distratto dal blog, ma non so se per i miei lettori - e la qualità di quello che scrivo - sia stato un bene od un male - ho concluso (si spera stavolta in via definitiva) il primo capitolo della tesi.

Ha assunto una fisionomia un po' diversa da quella che avevo originariamente annunciato (ed è inutile che andiate a cercarlo al vecchio link, perché a questo punto l'ho eliminato) perché abbiamo deciso di tralasciare tutto l'approfondimento sull'algebra di Clifford (che, se serve, ormai c'è, ma non era il caso di appesantire la tesi con tutto un nuovo argomento) e di non partire direttamente dal concetto di geometrica generalizzata (la questione dello spazio somma di V e del duale V*), ma di addentrarci nella questione passando per i campi vettoriali, l'algebra di Lie e così via - anche perché così, en passant, si toccavano temi di meccanica, altrimenti era tutta astrattissima geometria.


Insomma, per farla breve, ecco il primo capitolo, che si trova anche nella cartella di documenti qui a fianco. Se qualcuno è in grado di darmi opinioni, a patto che la consulenza sia gratuita, sono ben lieto di accogliere osservazioni e critiche. Per i colleghi interessati: mi raccomando di non pubblicarmi in faccia!

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lunedì 14 gennaio 2008

Contro Galileo

Osservate i due video, e dite cosa gira intorno a cosa, per favore.

video video

E dire che era stato lui ad inventare la relatività. Quale delle due risposte è più corretta?

PS.: c'è qualche errore nel primo video - credo di non aver avuto pazienza con il rendering e di avere usato vecchi tentativi, sul finale - comunque il concetto dovrebbe essere chiaro

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Maturity


Due giorni tranquilli, senza foga, senza furori, senza correre su e giù in cerca di un divertimento anelato che mai si raggiunge, e che spinge le persone a spostare sempre un po' più su l'asticella del proprio sabato, fino a metterla troppo in alto ed a farsi seriamente male quando, scavalcatala, il lunedì si ricade nel mondo vero.

Non sarà maturity come quella della vignetta, sarà, magari e più semplicemente, pigrizia, o vecchiezza (da non confondersi con la vecchiaia, dato anagrafico che, nemmeno volendo, potrei vantare), o banalmente mïa òia, fatto sta che in questi giorni, da venerdì sera fino a ieri, sono riuscito a riposare come non da tempo - anche se, volendo pignolare, avrei forse dovuto riposare meno e studiare di più, ma adesso ho venti giorni a mia disposizione, per farlo. Salvo strani problemi con i laboratori, tipo che domattina dovevo stare a casa e mi hanno chiesto di fare un turno in più...

Nonostante le critiche anonime (che, a quanto pare, non devo ascrivere a don Alessandro), venerdì sono andato al gruppo adolescenti, quarta superiore. Tema della serata, restituzioni del campo invernale, che nonostante i coraggiosi interventi di qualche adolescente più sensato (in realtà sarebbero anche tanti, costoro, ma si sa com'è endemica la stupidità anche tra quelli che sembrano bravi, e qualcuno è riuscito a stupirmi in negativo) sono diventate una sequela di lamentele scomposte e contraddittorie, tipo che c'era troppo poco tempo libero e però il pomeriggio libero ad Orvieto è stato troppo lungo e non sapevamo che fare. Dopodiché, anche per l'opportuno e non breve confronto con i miei colleghi, non si è potuto far altro che andare a casa.

Sabato mattina, al solito, è come se non ci fosse, il vero buco nero della mia settimana, ed anche il pomeriggio non è che il mio lavoro sulla tesi sia stato così produttivo. Comunque pronto per uscire la sera, senza tanti problemi; anche perché, se per caso - a volte succede - avessi avuto voglia di stare a casa, sarebbe stato improponibile perché mia sorella aveva invitato una legione di amiche più un paio di maschi infiltrati. E sono andato al bar dell'oratorio, che ormai è diventato frequentatissimo. Con il fatto che a Gavarno (COME BARBIANA! Gavarno come Barbiana! Come Barbiaaaana! Gavarno come Barbiana...) ed alla Tribulina rispettivamente non c'è più e non c'è mai stato l'oratorio con annesso bar, che a Scanzo deve esserci stata una lotta di potere finita con la conquista del bar da parte di quelli grandi (in un intorno dei 20-21 anni), il nostro bar, da sempre abitato da un popoloso branco di vecchi più o meno pensionati, è diventato ritrovo di gran parte degli adolescenti dei nostri gruppi. Specialmente da quelli che scendono dai monti. Aspetta un po', perché Daniele prima delle 21.30 non esiste, e Fabio era andato a Bergamo a suonare con Herbert e doveva rientrare, smontare la batteria e sistemarsi, poi si esce e si inizia la consueta recherche del posto dove andare. Facendo presto, perché mio fratello è riuscito a convincere Daniele ad andare a ballare al Samuel, dopo. Andiamo al Darachi di Bergamo, affacciato sulla Morla, dalle parti del palazzetto dello sport, che non siamo mai riusciti a vedere perché o c'era sempre tanta gente da non riuscire a metterci il becco, od una volta che l'abbiamo trovato deserto perché era talmente tardi che stavano chiudendo. Lì, in un discreto ambiente etnico, con un dj-set dalla selezione misurata, ma dal volume un po' troppo alto, oltre al consueto Laphroaig ho anche provato l'Oban 14 yrs.(di cui, magari, in seguito darò la scheda di degustazione - comunque direi, prima di leggere e quindi facendo una figura miserrima, che secondo me sa di tabacco). Poi siamo tornati in paese per far il cambio di compagnia. E sono andato a casa.

Domenica mattina a casa, a fare i mestieri, perché per la messa si sarebbe andati, la sera, a quella interparrocchiale di giovani ed adolescenti, che è una volta al mese. Questa volta anche comoda, a Rosciate. E, dopo la messa, una bella cena conviviale, altro che la solita pizza al metro che si mangia volentieri ma dopo un quarto d'ora tutti si sono già alzati perché hanno finito. E, dopo la cena, quattro chiacchiere al bar. E, dopo le chiacchiere, a casa. A dormire? Beh, non subito. Prima ho avuto il coraggio di prendere in mano Lettera ad una professoressa regalo da parte del don dopo la visita a Barbiana. Ho avuto la resistenza solo di leggere le reazioni della stampa, di quella "democratica" e di quella "borghese", nonché di qualche più recente polemica. E scuoto la testa. Il fatto che sia stata scritta con l'intento espresso (poi, magari, qualche avvocato del diavolo verrà a dirmi che l'intento vero era quello di sensibilizzare, spronare, educare) di vendicarsi, o quanto meno di lamentarsi per la reiterata bocciatura agli esami di prima superiore di due alunni di Barbiana, perché non avrebbero saputo come si deve il programma di storia (perché la storia è una bugia che i ricchi raccontano ai poveri), di matematica (perché per insegnare matematica alle elementari basta sapere la matematica delle elementari) e di italiano(perché è inutile scrivere cose che gli analfabeti non capiscono), mi era ignoto. Ed è un'altra prova a favore della mia tesi, Vostro Onore!

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domenica 13 gennaio 2008

Sembra di sparare sulla Croce Rossa

Giuro che non lo faccio più, ma stavo girando completamente a caso tra gli utenti blogger di Bergamo, e sono incappato in due o tre blog scritti come se fossero uno space. Comunque, non ho potuto fare a meno di leggere questo post che devo assolutamente condividere con il mondo (specie di genere maschile, ma è tranquillamente unisex. Non dò il collegamento all'autrice perché a. spero di dimenticarmene presto, e b. depone talmente contro di lei che mi sembrerebbe una vigliaccata segnarla a dito. Comunque dovrebbe avere (leggete bene) 14 anni. E scrive:

si è vero a volte a 14 anni si pensa di sapere tutto... pensi di poter far molte cose... credi di poter amare,credi di poter avere una storia seria, credi di essere 3msc con il tipo ke ti ha fatto prendere una cotta... io ke illusa.... credevo di aver trovato una xsona ke sapeva farmi star bene, ma invece era solo uno di quelli ke quando hanno la ragazza nn la mollano un secondo.. ke con lei si credono kissà ki... prima le dicono ke è unika,, speciale, fantastika, ke nn la lascerà mai, poi appena lei ha qlcs, ecco ke lui trova tutti i lati negativi... nn vuoi star + con lui x un altro ke ti piace? sei un bimba... nn vuoi + star con lui xk nn ti senti + legata così tanto come prima? sei una bimba... siamo tutte delle bimbe oppure delle troie quando li lasciamo... xk loro nn sanno accettare il fatto di divedersi da noi.. non accettano che noi abbiamo un altro ragazzo a cui pensare e ke può essere bello + loro.... ragazze noi siamo stufe di essere prese x delle troie o delle bimbe quando li lasciamo... vero?? allora facciamogliela pagare.... xk noi nn siamo inferiori a nessuno.. e tanto meno a dei deficenti ke presi male alla fine della storia ci tirano dietro le parole....!!

Cito solo, perché è il caso: non accettano che noi abbiamo un altro ragazzo a cui pensare perché è più bello di loro e li lasciamo. Invece di ringraziare che qualcuno si limita a darle della bimba...

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Dalla forma al contenuto - Icasi dell'adolescenza

Abstract


Dalla forma dei brevi interventi sugli space si può risalire non solo al contenuto del messaggio, ma - procedendo senza eccessiva sicumera - al contenuto dello scrivente. Questa tesi rivoluzionaria, che molto deve alla moderna esegesi letteraria [Panattoni, 2001], è l'argomento principale di questa nostra lettura. Proseguiamo l'analisi del passo che, ormai, è diventato paradigmatico dell'intera categoria [Casati, 2008], focalizzandoci in particolar modo sulla distinzione tra contenuto sostanziale e contenuto sovrastrutturale, messo in luce parziale da [Dehò DC-Bg, Salvi OFMI-Gand., 2007] e che speriamo di poter meglio chiarire, anche in risposta alle incomprensioni che l'argomento ha incontrato nella Società degli Psicognostici [Vismara, in Acta Societatis Psycognosticeos, 12-2007]. In particolare affronteremo la questione libertà-necessità della comunicazione (§1), ragioni e fini della gioia (§2), presenza od assenza di Senso (§3).

Le ragioni dello scrivente
Nonostante nel precedente articolo [1] si sia posta particolare attenzione alla novità formale del passo, un'analisi del contenuto porta alla conclusione che, pur sotto le vesti di una forma rivoluzionaria, la struttura del testo segue le vecchie, borghesi e reazionarie norme della buona composizione. Il passo si articola infatti in: dichiarazione di intenti dello scrivente, che svolge la funzione di introduzione; svolgimento del tema, in cui vengono veicolati i contenuti della comunicazione; saluto e firma; post-scriptum, che dopo essere passato di moda verso la fine degli anni '90 - perché gli SMS non consentono di dilungarsi - ritorna prepotente nei blog. Per analizzare le ragioni dello scrivente, dunque, pare sufficiente sviscerare le prime righe. E tale è il metodo classico; bene, mostreremo che questo non è sufficiente.
Per prima cosa, bisogna chiedersi a chi si rivolge lo scritto. Questo è, come già detto in [1], un intervento del blog di LiveSpace. È però necessario fare presente che esistono due classificazioni di riservatezza di uno Space, si può cioè decidere di renderlo pubblico o visibile solo ai propri contatti messenger (in [2] vengono indicate anche possibilità diverse, ma si tratta, come è ovvio dato il tipo di pubblicazione, di pure speculazioni). Questo space, il cui titolo sarebbe indicativo ma non lo possiamo dare per questioni di riservatezza - ed in [3] ci si chiede se tenere all'oscuro i lettori di informazioni riservate ed a tutta prima ritenute inessenziali possa precludere la piena comprensione e non sia un po' un inganno - è del tipo accessibile solo ai contatti messenger del proprietario, stanti le conclusioni di [4]. Dunque, solo gli amici di vario grado possono leggerlo. Nell'introduzione, appunto, è dichiarato l'intento di raccontare qualcosa di allegro dopo tanta depressione. Ed è, infatti, tipico degli adolescenti questo alternarsi di esaltazione e scoramento, che alcuni ([5-7]) vorrebbero ricondurre a questioni di meccanicismo fisiologico. Se, però, leggiamo gli altri interventi dello space, ci si accorge che non è mai lasciato spazio ai momenti di scoramento, che quindi vanno intuiti nei lunghi periodi che intercorrono tra un intervento e l'altro. E questa pare essere, in effetti [4], una caratteristica abbastanza comune agli Space presi in esame. Possiamo quindi concludere, con una ragionevole certezza, che il fine di questo intervento è comunicare uno stato d'animo positivo - con lo scopo espresso di farsene vanto (cfr la vostra *** è felice e se ne vanta). Questo è, senza dubbio, lo scopo esplicito, ma possiamo leggere, attraverso le righe (a proposito del legger tra le righe è letteratura fondamentale [8]), un sentimento di empatia collettiva che lega l'adolescente alla propria rete affettiva di amicizie ed amori - nel senso adolescenziale del termine ([9]). È in questo sentirsi parte di un tutto organico che l'adolescente può ([10]) e deve ([11]) superare il proprio io egoista, per aprirsi alla dimensione dell'Oltrefinito nella cui dialettica l'Uomo trova compimento.

La forma della gioia
A fronte della volontà espressa di comunicare il proprio momento felice, il lettore poco attento potrà essere rimasto deluso dall'apparente assenza di concretezza. Mancano del tutto, infatti, riferimenti a cosa ha reso la scrivente felice o del perché ella si trovi in questa condizione. Anzi, le prime righe fanno pensare ad una condizione normale, con il naturale alternarsi di situazioni positive o negative. Pur sapendo che questa osservazione va a favore delle tesi, che nel complesso rigettiamo, di [6], noi siamo dell'idea che questa sia una concessione al mefitico clima di relativismo valoriale, per il quale non deve esistere una scala dei Beni - e, conseguentemente, dei Mali - che invece ci pare sia sottintesa dalla scrivente. Se, infatti, a fronte di un alternarsi regolare di cose belle e cose brutte, la somma è gioia, significa che esistono cose più belle di altre.
Abbiamo qui volutamente seguito la dizione "belle" e "brutte" in luogo di "buone" e "cattive" perché, in queste poche righe, si segna un punto fondamentale e subconscio della realtà e del Giudizio. Checché ne possano pensare gli Psicognostici [12], e checché la vulgata del secolo proclami da ogni tetto, l'idea del Bello si rivela primigeniamente assoluta e svincolata dalla categoria del gusto; infatti, fosse vero che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace nessuno abbinerebbe al bene che ti capita "il bello che ti capita". E, purché la scrivente sia immersa nel secolo, e benché ci si possa aspettare che, interrogata in merito, sposerebbe le tesi psicognostiche, nonostante ciò il suo animo, riversato sulla carta, aderisce alle tesi spiritualistiche ed antistoriche. Cosa può dire lo studioso di queste cause inespresse della gioia? Con la modestia che va utilizzata approcciandosi alle recondite profondità dell'animo umano, cerchiamo di capire cosa siano le cose belle che non si possono raccontare x's riskia d farsi sgamare o x'semplicemente sn cs trp belle ma nn ankora sicure e xciò nn vorrei sbilanciarmi trp x il momento... . Scegliamo deliberatamente di tralasciare l'analisi delle cose a proposito delle quali si rischia di essere scoperti, perché riteniamo che una gioia che non possa essere condivisa non sia una vera gioia, o che comunque sia molto più in basso nella scala dei Beni sottintesa al brano intero, e focalizziamo la nostra attenzione sulle cose troppo belle ma non ancora sicure. È già stata ampiamente affrontata ([13]) la questione del troppo, che lungi dall'avere il valore negativo che l'italiano gli attribuisce, per gli adolescenti ed i giovani riveste il significato della pienezza sovrabbondante. E, allora, questo troppo belle indica, per i discorsi fatti, una pienezza sovrabbondante di Bene, che - ricordando la lezione dei Padri della Chiesa [14] - non può che essere identificato con l'Amore. L'Amore non ancora sicuro, che quindi ci fa escludere (si confronti [15]) che la scrivente incorra in crisi mistiche o parli dell'amor sacro, e che quindi si può pensare semplicemente attraversi una fase di cotta per qualcuno. Nel riuscire a fare e a dire tutto quello che pensa emergono le ombre di una predilezione macerata nel silenzio che, alla data dello scritto, sta spogliandosi della propria tremebonda indistinzione per prendere forma in un rapporto personale. Dunque, il rapporto con l'altro come fonte di gioia.

Dal senso al Senso
Affrontiamo ora la questione più spinosa, se cioè questo genere di interventi sia uno sfogo meccanico e vano, oppure veicoli significati profondi, sia per lo scrivente che per il lettore. Anche qui, bisogna stare attenti ed andare oltre la letteralietà (ovvero, l'interpretazione letterale) delle frasi, perché altrimenti si leggerebbe che va beh dai è stupido, e si accetterebbe senza discussione la prima tesi. Ed anzi, questo sminuire patentemente il proprio scritto, che si ritrova anche in altri e più blasonati autori (tutti conoscono il caso di [16]), lungi dall'essere una prova di falsa modestia, serve a leggere il tutto con occhi diversi. Le intenzioni della scrivente, pare, sono quelle di non presentare ai propri lettori un componimento regolare, leggibile e dall'aspetto pubblico - e, per lo studio fatto sulla comunicazione in forma epistolare dagli adolescenti [17], conosciamo bene gli stilemi scelti in tali occasioni - ma vuole dare l'impressione di uno sguardo furtivo e destrutturato dal buco della serratura dell'anima. Questo fatto viene opportuno per chiarire l'anticipata distinzione tra contenuto soprastrutturale e contenuto sostanziale del testo in esame. Il contenuto soprastrutturale è la già citata vanteria per la propria felicità, oppure il giudizio di stupidità su quello che è stato prodotto, o l'ampiamente analizzata questione delle "tante cose belle e brutte". Questo contenuto non è, per così dire, indicativo della soggettività personale della scrivente, ma rispecchia fedelmente il contesto sociale, economico e politico - con le sue implicazioni culturali - in cui la scrivente opera, e che viene facilmente paselato essere quello di adolescente di buona famiglia, senza visibili problemi sociali, che Leopardi direbbe stare vivendo la propria lieta stagione; tra l'altro, c'è un accenno indicativo alla scuola, lasciato in chiusa del passo, che quindi rimane in posizione dominante e veicola l'importanza dell'ambiente-scuola per gli adolescenti di oggi.
Per riconoscere il contenuto sostanziale bisogna spogliare il brano di tutte queste connotazioni, senz'altro interessanti ma non personali, e trovarne la radice. Nella seconda sezione abbiamo parlato del rapporto con l'altro come fonte di gioia, e da queste parti dobbiamo aggirarci per trovare il cuore dello scritto. Ci sono le amiche, c'è questo bene sovrabbondante non espresso da cui ci aspetta grandi cose, c'è, per usare le parole di [18], questo mondo che brulica di Amore e Morte, che viene espresso al di là delle parole che si usano, quasi - abbiamo mostrato - contro le parole e le forme di questa comunicazione. Per cui, riteniamo, si possa confutare la tesi in [19], che vorrebbe essa prosa essere parole vuote di persone vuote.

Bibliografia
  1. Casati, Prosa da space, 2008
  2. Guida in linea di Windows Live Messenger, 2007
  3. Beccaria, L'orientamento ermeneutico di Silente, LeftWing 2007
  4. Casati, Casati & Pedrini, Analisi comparata di LiveSpace,2007
  5. Capovilla DC, Adolescenti, 1999
  6. Redi, Rossi, Adolescenti e produzione ormonale,1983
  7. Croci, Odiofreddo, Perché non possiamo non dirci adolescenti,2002
  8. Roncalli, Tra le righe, 2007
  9. Alberoni, Amare per un adolescenti, 1997
  10. Dehò DC, Il gruppo adolescenti,2006
  11. Personeni DC, La Relazione, in Acta Actionis Catholicae, 2002
  12. Vismara (a cura di), Bello! - Scritti sull'arte, in Acta Societatis Psycognosticeos, 11-2007
  13. Belisari, Conforti & a., Animali spiaccicati, 2004
  14. Di Tarso, Lettera ai cristiani di Efeso, 2,4
  15. Meister Eckhart, Sermoni tedeschi, 1985 (traduz. italiana)
  16. Manzoni, Promessi Sposi,1840
  17. Casati, Caglioni, Epistolaria adolescentium, 2006
  18. Colm, Commento, in Psicologismo e umanità, 2008
  19. Roncalli, Commento, ibidem

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