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mercoledì 2 dicembre 2009

Applicazioni Fisiche della Teoria dei Gruppi

Con ieri ho portato a casa un'altra casella del libretto, sulla strada ancora tutta in salita per diventare Dottore Magistrale (ma in latino suona meglio, sarò "Maestro").
Si tratta dell'esame di Applicazioni Fisiche della Teoria dei Gruppi, che al di là dello spreco di maiuscole significa algebre di Lie, con particolare riferimento all'algebra del gruppo di Poincaré e ad SU(3) dell'interazione forte; esame che avevo messo in conto di fare per la prima-seconda settimana di novembre ma che è lentamente scivolato fino a ieri, complice anche la continua procrastinazione (dieci giorni, di giorno in giorno) del docente, preso dal dover far "supplenza" ad un collega assente.

Esame oggettivamente non difficile, che in sede di prova scritta (come al solito, è tipico degli esami con Girardello) ha avuto come principale difficoltà capire cosa lui volesse - né è facile all'orale, ma almeno lì continua a correggerti finché imbocchi la strada giusta; difficile capire cosa lui volesse, e tra l'altro il professore giustamente si lamenta, perché basta andare a chiedergli e ti spiega. Solo che, mentre fai l'esame, difficilmente ti passa per la testa che la risposta che tu daresti alla domanda non sia quella che vuole lui...

Pagando questo scotto, alla fine è andata bene e sono riuscito a portare a casa un 28, che credevo di aver buttato alle ortiche impelagandomi in tableaux di Young che quasi non sarei nemmeno tenuto a sapere, avendo evitato l'esame di Metodi Matematici avendone affrontato due terzi degli argomenti a Fisica Matematica il terzo anno.

Anche se per indole sarei portato a mettermi sugli allori una settimana, non c'è tempo. Anche perché tra un esame e l'altro sarebbe anche il caso di fare un po' di ricerca, e quindi devo mettermi a ripassare i miei cari vecchi bialgebroidi.

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giovedì 16 aprile 2009

QFT

Per ribadire il minipost di Twitter, non vuole più vedere una teoria φ-3 da rinormalizzare in vita sua, in qualsiasi numero di dimensioni. Pertanto (anche se non ha capito alla perfezione il meccanismo di valutazione) si accontenta del miserrimo 26.

E da domani (mettnedo tra parentesi Fisica Teorica) si occupa - almeno per un po' - di quello che gli piace: geometria, meccanica, and so on

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giovedì 2 aprile 2009

Overrated

Esame di Teoria Quantistica dei Campi. Già non tutto va come vede all'inizio, perché ero rimasto che saremmo stati in due a sostenerlo oggi ed invece mi trovo solo ad attendere il docente davanti alla porta chiusa dell'ufficio.

Mi consegna un foglio scarabocchiato con il testo di alcuni esercizi, tra cui alcuni di indicibile (almeno, per me stamattina) difficoltà: «Non sono domande standard, ma ho fiducia in lei».

Morale: «Vedendola in classe durante il semestre pensavo ne sapesse una più del diavolo. Invece mi delude. Torni dopo pranzo, che vediamo che fare»

Dopo due domande per evitare l'imbarazzo de non so che voto darle, il verdetto - preceduto dall'offerta di una tazza di caffè decaffeinato, che declino perché...decaffeinato?? - «Io le devo dare ventiquattro, e lei deve rifiutare il voto. Ci vediamo la settimana dopo Pasqua»

Tra due settimane, ossia. Sperando che il concorso combinato di aver capito cosa diavolo vuole quando scrive: teoria phi-qualcosa e l'abbassamento delle sue aspettative serva ai miei fini.

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martedì 3 marzo 2009

Fisica Atomica e Molecolare

Non è per niente elegante darsi le arie; ma, insomma, saranno solo quattro crediti ma sono i primi quattro crediti della Laurea Magistrale. Tra l'altro, i primi ed ultimi crediti nella categoria Fisica della Materia, inseriti nei piani di studio per la "gentile" concessione del Ministero, e che non c'era e non c'è verso di eludere.

E, nonostante non fosse semplice restare seri, stretti tra il professore a sinistra e l'assistente a destra, che a momenti sembrava si stessero interrogando tra loro - e non voglio pronunciarmi su che voto si sarebbero dati, per carità di patria - sono anche riuscito ad imparare qualcosa. Durante l'esame.

So che detto così suona decisamente male, ma vedete voi cosa fare se, con aria soave e delicata balbuzie l'assistente ti chiede
Ecco, le vorrei fare una domanda su un argomento che non abbiamo affrontato; credo che abbia tutti gli elementi per rispondere. Prendiamo un benzene, e sostituiamo un idrogeno con un gruppo - non so - metile. Discuta i livelli energetici degli orbitali molecolari. ARGH!
Perché avevamo affrontato la molecola di benzene, durante le esercitazioni - gentilmente concesse da un mio collega, visto che il venerdì pomeriggio non è decisamente il momento di fare lezione - ma qui si richiede di pensare! (scandalo: solitamente non si richiede ad un essere umano di dare un esame e pensare allo stesso tempo, o perlomeno non è costume)

Non avrei mai pensato di doverlo dire (in realtà temo che mi capiterà ancora), ma per venirne fuori con una certa qual eleganza ho dovuto fare affidamento agli insegnamenti di Lui; in particolare, teoria delle perturbazioni per stati degeneri.

Si sono lasciati convincere.

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lunedì 2 marzo 2009

Di CFU e studenti

Chi studia all'università sa che non di solo pane vive l'uomo, ma piuttosto di CFU. Ogni cosa, dal difficilissimo corso annuale a sapere scrivere la tesi al computer (o, meglio, competenze informatiche acquisite durante la scrittura della tesi) prevede un corrispettivo, più o meno onesto, in termini di Crediti Formativi Universitari.

Di solito, ad un credito corrispondono otto ore, in teoria da ripartirsi tra lezioni esercitazioni ed ore presunte di studio, anche se non è mai molto chiaro quali siano i criteri effettivi, vista la disomogeneità delle accoppiate insegnamento-crediti; al punto che la versione più probabile dei fatti sia che il numero dei crediti sia direttamente proporzionale all'esigenza di fare, a fine dell'anno, cifra tonda.

Questa ampia digressione per dire che, comunque, se un esame vale quattro crediti, va studiato il tempo necessario a preparare quattro crediti. Ed ogni giorno in meno di studio è un'ipoteca sul voto finale, ed ogni giorno in più più che altro una perdita di tempo. Ecco, il corso di Fisica Atomica e Molecolare è un corso di quattro crediti, e lo studio era stato organizzato in maniera molto chiara: due giorni di studio generale, tre giorni di studio per l'esame scritto, esame scritto, un giorno di ripasso per l'orale, esame orale. Probabilmente c'era un giorno di meno nella preparazione dell'orale, rispetto all'optimum. Ma l'essere capitato tra i piedi il Carnevale Ambrosiano che ha dilatato i tempi tra scritti orali è stata una jattura. Perché uno non ha la coscienza di studiare per l'esame successivo, con questo in vista, ma dopo un po' non ha più voglia di mettersi sui libri e sui quaderni per rileggere annoiato, per l'ennesima volta, che l'elettrone sta circa dappertutto...

L'esame di domani sarà una liberazione da queste maledette molecole e da tutto il resto di questa roba da chimici

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sabato 28 febbraio 2009

Elezioni Universitarie a Bergamo

Nelle giornate di giovedì e venerdì si sono tenute le elezioni degli organi accademici all'Univerisità degli Studi di Bergamo. La mia percezione è che - a differenza della scorsa tornata, in cui i partiti politici di centrosinistra avevano seguito più da vicino composizione delle liste e campagna elettorale - quest'anno si sia lasciato ampio spazio di autonomia all'associazione studentesca Officina 33, che finalmente si è liberata dall'abbraccio soffocante dei Collettivi Studenteschi.

I risultati sono positivi - che è un modo moderato per dire che hanno vinto, anche se i dati pubblicati sul loro sito sono ancora provvisori, mentre l'università tace - anche nella ultradestrorsa sede di economia, in cui si sono tenute ottime posizioni.

I più doverosi e sentiti complimenti a tutti i ragazzi dell'associazione, ed auguri di buon lavoro allo squadrone degli eletti.
Ma non sarei io se non mi mettessi subito a giocare con i numeri. Vorrei portare l'attenzione dei miei lettori bergamaschi (per carità, anche degli altri, ma non credo siano poi così interessati) sullo spostamento dei voti dal 2007 a ieri. In particolare, incredibile ridimensionamento della quota di rappresentanza del Movimento Universitari Padani, e travaso dei voti sulla lista Azione Universitaria, o Destra Universitaria (in facoltà diverse le denominazioni cambiano). Officina 33 guadagna dappertutto, passando ad economia dal 23 al 37%. Vorrei però farvi osservare i risultati di Lingue e Letterature Straniere, perché è l'unica facoltà in cui si sia presentata Liberamente, lista legata a Comunione e Liberazione. A differenza dell'ultima tornata, dove con il nome Listaperta erano stati presentati candidati un po' per tutti gli organi. Da un lato, questo indica senz'altro una compressione della presenza ciellina nell'università, e può benissimo trattarsi semplicemente di un fatto "generazionale"; se tra due anni il gruppetto di Comunione e Liberazione che ora è negli ultimi anni delle superiori si iscrive a Bergamo le cose cambieranno. Intanto, però, nella sola sede in cui si presenta, Liberamente porta a casa senza colpo ferire la maggioranza relativa. Staccate di pochi voti Officina 33 e poi Destra Universitaria.

Dire a nuora perché suocera intenda

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venerdì 20 febbraio 2009

Apnea


Per prima cosa mi scuso con i miei lettori - sempre meno, specie man mano che i post si fanno più radi - ma questa settimana è stata molto simile a quella che penso essere l'anticamera dell'inferno.

Da un lato, le ultime lezioni del semestre che, in teoria, doveva finire una settimana prima, ed i professori per terminare i corsi hanno raddoppiato le ore di lezione, realizzando improponibili incastri ed ottenendoci tour de force inimmaginabiti. Tanto che eravamo soggetti, noi teorici, non solo alle ironie dei colleghi sperimentali, ma addirittura a quelle degli altri insegnanti. Adesso, martedì dovremo affrontare l'esame di Fisica Atomica e Molecolare con uno dei corsi studiati meno bene della storia - ed esercizi per lo scritto che sembrano del tutto estranei alla teoria del corso.

D'altro canto, con insospettabile ed ironica coincidenza di tempi, questo sabato si svolgerà l'Assemblea Provinciale dei Giovani Democratici, e direi che il clima è di tutt'altro tenore a quello che si respirava quando, ormai due anni fa, curai l'organizzazione del Congresso dei Giovani della Margherita. Un infinito numerabile di riunioni per trovare la giusta alchimia - in onore della quale ho messo la foto, che sta a voi scoprire di chi è - e questo va bene. Un po' meno bene che non si riesca mai a chiudere un accordo che l'accordo vada rimesso in discussione. E mai da noi.
Adesso sembra che le cose abbiano iniziato a marciare sul giusto binario, ed almeno il congresso di domani dovrebbe filare liscio. I nodi, se ci sono, verranno al pettine dopo.

Poi certo, qualcuno potrebbe chiedersi perché, col Partito che si sfascia, affannarsi tanto per il Movimento Giovanile. Sono possibili due risposte, credo. La prima è che bisogna diffondere un mood di normalità, ed evitare il più possibile l'impressione di «Tutti a casa!» che si respira; la seconda è, più o meno, «Già...»

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mercoledì 21 gennaio 2009

Anti-everyday physics

Nei commenti ad un recente post, Daniel ha auspicato che venisse, in queste pagine, destinato uno spazio consono alla cosidetta everyday physics, cioè alla fisica nella vita di tutti i giorni. Quello che nessuno degli addetti ai lavori rivela ai non-addetti ai lavori è che, per la maggior parte del tempo e dell'impegno, gli studenti i professori il mondo accademico in generale fanno di tutto per allontanarsi il più possibile da questa maledetta vita reale in cui le cose non funzionano mai come dovrebbero, ed il formalismo matematico non è una valida ancora di salvezza cui attaccarsi se le cose divergono.

Ciò non toglie che, d'altra parte, anche le cose che non sembrano avere alcun appiglio con la realtà la determinano potentemente. Ad esempio, oggi ci è stata venduta una fotografia della costante cosmologica di cui tanto si sente parlare, fotografia che ha lasciato tutti quanti di stucco (tranne il misterioso francese).

La foto si trova nella continuazione, per non rovinare la sorpresa a nessuno, e non sconvolgere chi non la vuole vedere

Ovviamente, la Λ che sembrerebbe proprio la costante cosmologica (almeno per analogia di simbolo), qui dovrebbe essere il cutoff ultravioletto. Se qualcuno sa cogliere il significato e me lo sa spiegare, me lo segnali che sono disposto a superare mani e monti per offrirgli un caffè.

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martedì 13 gennaio 2009

La scoperta dell'acqua calda

No, effettivamente quella ce l'aveva spiegata un paio di mesi fa. Oggi la lezione (o, meglio, la parte della lezione più strana) è stata "perché le nuvole diventano nere quando sta per piovere?". Di sicuro alcuni di voi hanno idee in merito, altrettanto certamente alla maggior parte dei lettori non interessa assolutamente nulla. Ma sono certo che sono ben pochi quelli che hanno mai sentito la spiegazione che ci è stata venduta.

Martedì pomeriggio. Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Fisica "G. Occhialini". Lezione di Meccanica Statistica in un aula in cui, nonostante i due gradi scarsi del mondo vero, non faranno meno di ventitré gradi
L'attenzione credo sia ai minimi storici, quando il professore sbotta con la domanda. Dopo aver discusso tra sé e sé per rammentare se ce l'avesse già spiegato o meno, esordisce. Tutto è dovuto al regime critico della transizione liquido-gas nella nuvola. Il fenomeno prende il nome di opalescenza critica (anche se non c'è accordo su Wikipedia) ed è dovuto al fatto che le fluttuazioni di densità delle molecole d'acqua decadono molto meno velocemente del consueto (secondo il teorema centrale del limite) a regime critico, e quindi (detto in modo non rigoroso) ci sono molte più fluttuazioni di densità dell'acqua in una nuvola in cui sta per piovere. Essendo l'acqua una molecola polare, una fluttuazione della sua densità comporta una fluttuazione di polarizzazione nello spazio della nuvola. I fotoni che abitualmente passano nelle nuvole (e che, quindi, danno loro il colore bianco) vengono assorbiti maggiormente perché interferiscono con la polarizzazione, e quindi rendono le nubi nere. Chiaro, no?

E poi la gente crede che noi fisici teorici non serviamo a niente...

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mercoledì 7 gennaio 2009

Il post dell'ospite - Università per non universitari

Lascio la parola e lo spazio a Fabio che oggi, essendo in ferie, mi ha accompagnato all'università nella giornata peggiore degli ultimi anni in quanto a condizioni meteo, ed ha seguito le lezioni di Girardello. Declino ogni responsabilità, o meglio, la giro su di lui...

Intruso nella meccanica quantistica. Non ci capisco un'H.
È davvero assurdo, come fa ad insegnare una persona così:
in poche parole costruisce numerazioni e calcoli per sé stesso, e se le spiega da solo.
La soprannomineremo teoria della meccanica folle.

Non è un discorso impressionante, è discontinuo e assolutamente scollegato.
Finalmente un collegamento con il mondo, si rivolge alla classe guardandola in faccia.
Niente libri, appunti di qualche nottata di alcool passata davanti alla televisione, passando da Blob a Showgirl con donnine pseudobiotte, e lui con un bicchiere sporcato di Jack Daniel's che nemmeno ascolta la TV, a volume fin troppo alto; alternando il televisore alla scrittura di formule, passando dalla penna rossa alla penna blu per rompere la continuità.
Il resto dela classe è anormale, fatta di persone disparate l'una diversa dall'altra.

Si passa dalla barba barbarica ed il capello sciolto, fino ad arrivare al non capello. Da una collana bizzarra, ad una felpa di Pulp Fiction.
Matteo ascolta sorridendo, ridacchiando sotto i baffi con un suo socio, riccio con un maglione verde che vive di vita propria.

Secondo me il professore è schiavo della sua materia, l'algebra è la sia linfa vitale come per me la musica!
Il silenzio nella stanza è inquietante, il solo suono è quello delle sfere delle biro, che strappano la verginità così candida dei fogli bianchi lasciati troppo tempo nell'armadio.

Si susseguono numeri, lettere e simboli. Un intercalare usatissimo è banale, cioè la frase di solito usata è «questa successione funziona così sennò il risultato sarebbe troppo banale». Si alternano le lavagne, quella appena scritta passa in alto, la vecchia viene cancellata e si scrive di nuovo, in modo continuo e per me senza alcun ordine logico.

Sembra non si sia nemmeno accorto della mia presenza

È un'esperienza stranissima. Tutto è nato dall'idea di intrufolarmi in una delle tente lezioni dell'università di Micaela, ma l'occasione è stata la meccanica quantistica di Matteo e io mica rifiuto...Forse era meglio andare con Micaela, che per strano caso stamattina abbiamo incontrato sul treno. L'argomento della discussione è stato nif, nif, nif (per i mortali, neve ndr): abbiamo, cioè, raccontato l'odissea della pala mattutina, con gli avvistamenti non cercati di alieni tipo il Giorgio Sedda, la famiglia Casati e ultimo (anche per importanza) Matteo Brevi.

Gli sguardi degli alunni parlano, sulla lavagna c'è un errore.
Matteo prende molto lievemente la parola e dà la propria spiegazione. Il prof a sua volta ascolta, sempre con lo sguardo rivolto alla lavagna, e annuendo corregge borbottando una spiegazione per tale svista.
Teoria o follia: la distinzione di questi due concetti viaggia su linee parallele. Nella follia delle persone c'è una percentuale di genialità e studio teorico.
Il prof sorride al suo pubblico facendo una battuta con un filo di voce. Un altro errore e Matteo a bassa voce impreca «#!&@».

C'è uno sguardo che non mi fa stare sereno, è quello dell'allievo pelato. Sta lì nel suo, scrivendo ogni tanto, penso non respiri, mordicchiando con brama la penna fino a ridurla in brandelli. Indossa una felpa New York University. Straniero?
Anche la ragazza è inquietante, viso pulito, felpa della standa e una bizzarra collana portata sopra la felpa, tipo Carnevale di Venezia. Anche lei dà i numeri.

Finalmente dell'ossigeno! Entrano tranquillamente due alunni, un uomo ed una donna. Il prof alzando gli occhi dagli appunti azzurri si rende conto del passaggio dell'ora e dice «Finisco due cose e cambiamo lezione». Pausa caffè, e M-JOY Milka, cioè cioccolata al latte con nocciole. Discreta.
Do un'occhiata agli appunti di Matteo: ultimo appunto un pupazzo di neve contornato da pini innevati.
Cambio dell'ora, cambio di atteggiamento. Il prof seduto, finalmente, con un libro aperto sottomano, dando nozioni su capitoli di, penso, "geometria quantistica". Il tono della voce non cambia, sembra silenzioso come la neve che scende alle nostre spalle, ma che lascerà il segno, cioè riuscirò mai a capire ciò che dice? Riuscirò mai a tornare a casa?
Non mi ero nemmeno accorto che mancasse uno studente!
Rientra togliendo il giubbetto, seguito dallo sguardo senza emozioni del prof. È il socio con la barba e la felpa di Pulp Fiction (idolo!)
Matteo si ricorda che i miei fogli stanno finendo e mi allunga la pila di fotocopie "fasulle" da usare sul lato posteriore. Ringrazio.

Ogni tanto, durante la lezione, nel cambio delle lavagne il socio di Matteo (quello che ha condiviso con noi il caffè) si gira e ride di bestia. Anche lui è un folle.
Degli ultimi infiltrati nella classe, cioè il ragazzo e la ragazza c'è poco da dire, o perlomeno così sembra. La ragazza, che già avevamo incontrato in biblioteca, è davvero strana, capelli naso sciarpa e vestiti di un gusto...beh...discutibile (qui ho limato parecchio, ndr). La cosa che mi turba è lo sguardo, molto enigmatico.
Il ragazzo, a dire la verità, un poco mi infastidisce. Indossa una felpa di cattivo gusto, nera e viola. Capelli biondi a spazzola e posa non troppo etero. Sguardo di Matteo verso la finestra, spalanca gli occhi. Mi giro a mia volta. Nif nif nif. Da nevischio si è trasformata in fiocchi seri, fanno paura, saranno di circa un centimetro di diametro. Ritorna il mio pensiero: riusciremo mai a tornare a casa?

Evito il suo sguardo, ogni tanto mi sento osservato dal prof, ma io cambio continuamente orizzonte. Cambio di lavagna e nif nif nif, silenziosa ed infame scende creando disagi.
Si sorride per la neve con le ragazze della classe, ma è un ghigno di preoccupazione. Ritorna inesorabile il pensiero: riusciremo mai a tornare a casa?
Il professore imperterrito continua la lezione passeggiando qua e là, dalla scrivania alla lavagna luminosa, dalla lavagna alla porta d'ingresso.
Dal mio punto di vista, la stanza ha una lavagna centrale e due porte a fianco. Le linee dei banchi si susseguono davanti alla scrivania, le pareti sono bianche e il pavimento, con una parte di parete, è di quella gomma a pallini di colore rosso. Le porte sono nere, come le sedie. I banchi, invece, sono grigi.
Quello con la felpa nera e viola penso sia gay. L'altra ragazza sembra uscita dalla casa della prateria.

La neve non si placa, giù giù giù nif nif nif. Matteo si piega sui libri e continua la sua raccolta di appunti, sorridendo dice sottovoce «Stranamente oggi è abbastanza chiaro». Sarà merito mio o della neve. Boh.
Dall'oblò della porta, la prima persona incontrata in Bicocca, l'amico "chierichetto" di Matteo, ci saluta facendo smorfie e sorrisi, ricambiamo con distacco e se ne va. Magra distrazione per una lezione leggera come una peperonata il 26 dicembre!
Il prof schiarisce la voce, facendo delle smorfie pre-morte. «Chiamate subito un'ambulanza!». La neve si placa finalmente, ma non ci spererei.

Piccolo stacco pubblicitario

Curioso e scarno il bagaglio del prof: un libro di formato piccolo e due cartellette, una rossa ed una blu, contenenti appunti vissuti con "orecchie", come direbbero le maestre delle elementari. Cambio di lavagna.
Una cosa che ho notato è che tutti, come me, scrivono con la destra, tranne Matteo. Fischi! Fischi!
Finalmente smette di nevicare, ed inizio a rilassarmi. Sarebbe meglio che il prof avesse dei sottotitoli. "Prossimamente: non lo capisco"
Tutti tranne il professore e l'allievo gay capiscono che ha smesso di nevicare. Sorrisi tipo coriandoli a ferragosto. Quanto sono stupido??

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mercoledì 3 dicembre 2008

Tagli alla spesa

In seguito a recenti tagli di spesa, il governo ha preso la decisione di abolire la forza di gravità.
Vorrei essere stato presente per osservare l'espressione degli studenti del corso di Equazioni Differenziali e Modelli Matematici (che i matematici del curriculum professionalizzante affrontano il secondo anno), quando è stato loro consegnato un tema d'esame (meglio, un compito da svolgere a casa) che esordiva in questo modo.

L'idea geniale è venuta al dott. Riccardo Adami, ricercatore di fisica matematica presso la nostra università (ricercatore che, in base alle informazioni in mio possesso, gode di parecchia fortuna tra le studentesse; probabilmente perché è l'unico matematico giovane, o assimilabile a giovane). Il dottor Adami è entrato nella storia e nei nostri cuori di studentelli come esercitatore del corso di Sistemi Dinamici e Meccanica Classica del prof.Magri; non so/non mi risulta che oggi faccia lo stesso per il corso di Falqui. Come esercitatore, impossibile dimenticarsi che è stato l'unico dei nostri insegnanti ad interrompersi per riprendere chi commenta, anche sottovoce: «Ha qualcosa da dire, signore?!», e la discussione sul più grande problema della teoria dei sistemi dinamici, e della fisica matematica in generale: la pronuncia di Dirichlet: perché era tedesco, ma il cognome viene da una città belga; dunque, come si pronuncerà? Noi adottiamo "DIRI(S)CHHLÉ". Pochi altri, poi, ricorderanno l'unica lezione da lui tenuta in sostituzione del docente assente, sul pendolo accoppiato, ed il fatto che sia stata talmente complicata ed incomprensibile che tutti hanno pregato non fosse chiesta all'esame.

È rimasto comunque annoverato tra i più simpatici dei docenti, ed i più preparati degli esercitatori (e, comunque, già allora teneva un suo corso). Ed il tema d'esame dell'altro giorno non fa che confermarne la fama. A memoria, recitava:

In seguito a recenti tagli di spesa, il governo ha deciso di abolire la forza di gravità. Si pone il problema di come mantenere i pianeti in orbita attorno al sole. La comunità scientifica propone una forza di tipo elastico

$\vec{F}=-k\vec{r}$ dove $\vec{r}$ è la posizione rispetto al sole

e vi incarica di eseguire la perizia dello studio di fattibilità. Discutete le conseguenze di questa modifica sui moti periodici, le leggi di Keplero, le stagioni. Individuate le costanti del moto e discutete l'eventuale insorgenza di fenomeni caotici se tale forza agisse anche tra i vari pianeti.

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lunedì 1 dicembre 2008

Condizione algebrica

L'intento della ricerca è scrivere, mimando quello che è stato possibile fare nel caso del bialgebroide di Lie associato ad una varietà di Poisson-Nijenhuis, la condizione di bialgebroide alla Mackenzie-Xu come due condizioni di accoppiamento tra le ancore. La prima condizione, a senso, è la seguente:

Ora, perché debba valere è ancora un po' oscuro. Credo che salti fuori naturalmente se cerco di imporre la f-linearità (o, almeno, un difetto come quello per PN), come funzionava nella tesi.

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venerdì 28 novembre 2008

La misura della fama

Se, un domani, per trovare anche solo citato il matematico giapponese Kentaro Yano si potrà evitare di raggiungere la diciottesima pagina dei risultati (e non si annegherà tra le pagine di un certo DJ Yano, maestro veronese dell'afro), io saprò a chi attribuire il merito.

E avrà a che fare con gli algebroidi.

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giovedì 27 novembre 2008

Aspettative

Me l'avevano raccontato ma non ci avevo creduto...

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giovedì 20 novembre 2008

Lacrimate equazioni

«Ecco, quindi la misura sullo spazio delle fasi non cambia rigorosamente nulla di questa derivazione.
O forse esce N.
...
Insomma, siamo d'accordo che fino a questo passaggio tutto è giusto?
Tutto sta nel mettersi d'accordo sulla misura.
Quindi
accatagliatoallaterza esce in questa normalizzazione
Ma la funzione di Gibbs è normalizzata con questa metrica...
...
Ragazzi, mi viene da piangere!»

Si immagini a noi...

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venerdì 7 novembre 2008

Io sono più a sinistra di te!

Folla di studenti e pendolari che il sottopasso della stazione di Greco vomita, come ogni giorno, nel mezzo del quartiere Bicocca. I volti ancora assonnati, le conversazioni tra due o più a mezza voce, il monotono incedere dei passi vengono disturbati da un megafono che gracchia slogan improvvisati (con le frequenti e sgradevoli pause dovute al macinio di neuroni del parlante, per decidere che frase a effetto estrarre dal proprio repertorio). Ci sono tre manifestanti i cui abiti (abiti? si chiamano così?) indicano chiaramente il loro aver dormito in un centro sociale, in un liceo occupato o in un comodo appartamento del centro, mentre la badante filippina "destirava" i vestiti per dar loro un aspetto vissuto, i quali sorreggono un lenzuolo che ci avvisa della nostra (altrui?) imminente sommersione da parte di un'onda, ed il quarto strepita nel megafono. Spandendo foschi presagi di sventura su noi, i nostri figli, i figli dei nostri figli. Lo studente accanto a me alza lo sguardo al cielo, ed aggiunge sarcastico nei secoli dei secoli. Amen., e poi dribbla il volantino che gli stanno consegnando. Il dottorando che ormai vediamo da anni installato al quinto piano sibila un commento poco oxfordiano sottovoce, e si infila come un bulldozer tra striscione e dimostrante. Gli altri, semplicemente, ignorano. Se volevano si formasse un corteo con cui unirsi alla manifestazione in centro, sono senz'altro rimasti delusi. Meno di sei studenti hanno ritenuta degna di nota la manifestazione (e nel conteggio includo i lenzuolosorreggenti); il settanta per cento dei rimanenti sono rimasti scocciati per il rumore (nonostante sia a Milano, il quartiere è silenziosissimo); tre hanno cambiato idea, ed ora sono a favore della legge 133. E della depenalizzazione dell'abigeato, per quello che conta.

Mi dirigo, lasciando la voce e le polemiche svanire lentamente alle mie spalle, verso il blocco di scienze, il bar dell'U3 ed il caffè del mattino.

Incontro Perri e la sua "coscienza politica", ovvero Ilaria, e scopro che, nell'ordine:

  1. Quei "signori" piantano casino perché non si sentono rappresentati dagli interlocutori istituzionali, ovvero ListeDiSinistra.
    Del resto, loro sei non rappresentano nessuno. E non riesco a capire l'utilità di cercare di coordinare le attività con sei teste calde.
  2. La parziale marcia indietro del governo a proposito della legge 133, con le modifiche annunciate ieri, è solo un'operazione di facciata
    Come buona parte della politica italiana tutta. Io tenderei a sottolineare che è un miglioramento, o quantomeno un segno d'apertura.
  3. Sull'università non si può intervenire con correzioni ed aggiustamenti finanziari, ci vuole una riforma complessiva
    Probabilmente vero; come è probabilmente vero che non ci sia cosa in Italia che non trarrebbe giovamento da una riforma complessiva. Come è probabilmente vero che i problemi dell'università non sono solo problemi di soldi, su cui la legge interviente. Come è probabilmente vero che a furia di "faremo riforme complessive" va a finire che non si fa nulla.

Piuttosto, io credo che con la mossa di ieri il Governo abbia inteso offrire la possibilità alle università di scendere a compromessi (e, dunque, mostra la propria disponibilità a fare altrettanto), in quanto il clima di muro contro muro delle due settimane passate, oltre a far letteralmente precipitare la fiducia nei sondaggi (e sappiamo come il nostro Cavaliere Mascarato ci tenga ai sondaggi) da tipo il settanta al cinquanta per cento, impediva quello che è il momento peculiare (e che a qualcuno risulta sgradevole, ma ci faccia il callo) della politica, che è mettiamoci d'accordo. Adesso, un passo indietro gli uni un passo indietro gli altri, e si sistema l'ennesima toppa sul sistema universitario. Una toppa che speriamo copra il più possibile. Ad ogni modo, chi di dovere ha capito l'andazzo, vedi il rettore del Politecnico di Torino che si è detto disposto a mettersi attorno ad un tavolo; ed è quello che faranno anche gli altri rettori, che alla fin fine non avevano digerito che li si toccasse nel portafogli. Ed il rischio per i nostri amici manifestanti è che si ritrovino in brache di tela, perdendo da un giorno all'altro il sostegno che fino ad oggi hanno avuto da parte delle università. E già c'è chi li delegittima a sinistra (vedi il poco mosso di stamane), e non avranno altra scelta che rituffarsi tra le dispotiche braccia dei vari Movimenti, Collettivi e Reti se non scenderanno, con variabile disciplina ed intento, allo stesso tavolo dei rettori. Braccia da cui si sono liberati, almeno da noi in Bicocca, solo recentemente, ed altrove addirittura solo in teoria.

Pertanto, io cercherei di far passare il sedersi ad un tavolo del governo che fino a tre giorni fa andava per la sua strada come una grande vittoria (ed una vittoria lo è, anche se magari non grande) e di capitalizzare il consenso; possibilmente stornandolo da quei casinisti buoni solo di farsi caricare dalla polizia per aver tentato di occupare le stazioni ferroviarie (piazzale Cadorna prima, Roma Ostiense oggi). O a quelle associazioni studentesche che tendono ad avere grandi consensi, ma che in questo frangente sono state in disparte (pur condividendo il merito della protesta), per non urtare ministri amici. Con tutto quello che di buono ne potrebbe conseguire.

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sabato 1 novembre 2008

Geometria Generalizzata e NLSM - Presentazione

Finché non riesco a capire perché un bellissimo sistema per registrare presentazioni online fa le bizze con i pdf, bisognerà che il lettore interessato rinunci al mio suadente commento e si accontenti di questa presentazione, che è la versione "disanimata" della mia, e con una grafica pessima perché SlideShare rovina tutte le sfumature.

Geometrie generalizzate e NLSM
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Certo, con la voce è tutta un'altra cosa. Cercheremo di risolvere.

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giovedì 30 ottobre 2008

Geometria generalizzata e modelli sigma non lineari

Dopo aver espletato (quasi completamente, domani mi aspetta Il Pranzo dei Dottori) le esigenze mondane, i festeggiamenti ed i complimenti (a cui rispondo con sentiti ringraziamenti, ma mi schermisco dicendo che non ho fatto niente di importante), vediamo di fare qualcosa di utile, e parliamo in summa della tesi e del suo contenuto scientifico.

In queste ore sto esplorando gli strumenti che Internet mette a disposizione per fornire la maniera più interessante di "replicare" la mia presentazione; e, una volta fatto ciò, pubblicherò anche la versione digitale della tesi (non la mando ad arxiv perché è scritta in italiano). Per ora, mi limiterò a descrivere agli interessati il contenuto ed i risultati raggiunti.

Nella tesi abbiamo studiato gli aspetti geometrici soggiacenti alla teoria dei modelli sigma non lineari, ed in particolare alla loro estensione supersimmetrica. Poiché allo stato attuale della ricerca sembra che tutte le strutture geometriche che nascono dalla richiesta di invarianza per gruppi di supersimmetria siano riconducibili a casi particolari di una struttura chiamata Geometria Complessa Generalizzata, nel corso della tesi abbiamo delineato e seguito il percorso di sviluppo della geometria differenziale dalla nozione di varietà complessa fino alle moderne varietà complesse generalizzate, in particolare attraverso lo studio della teoria dell'algebroide e del bialgebroide di Lie. La nozione di algebroide di Lie permette di riguardare sotto un punto di vista comune tutte le varietà dotate di struttura tensoriale semplice (ad esempio le varietà complesse, le varietà di Poisson e le varietà di Nijenhuis), mentre la nozione di bialgebroide di Lie offre una cornice concettuale sotto cui affrontare le varietà bistrutturate (come le varietà di Poisson-Nijenhuis). In particolare, abbiamo affrontato e mostrato come le varietà di Poisson-Nijenhuis abbiano la struttura di bialgebroide di Lie. Abbiamo poi considerato la nozione di algebroide di Courant, che unifica il fibrato tangente e cotangente nella loro somma diretta che è detta il doppio da cui prende le mosse la definizione di struttura complessa generalizzata; è stato messo in luce come una varietà complessa generalizzata possa essere considerata una varietà dotata di tre strutture tensoriali (al posto che di una struttura $D\to D$) con opportune condizioni di compatibilità, che permetterebbero anche un loro indebolimento che porti ad una "varietà di Nijenhuis generalizzata".

Presto presentazione e/o tesi, su queste pagine.

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mercoledì 29 ottobre 2008

Ora con un Titolo di Studio

Ero tentato di non scrivere niente, ma poi ho pensato sarebbe stato piuttosto ipocrita, e dunque eccomi. Dopo la lunghissima giornata di ieri, mi ritrovo con un impegno in meno ed un pezzo di carta in più (pezzo di carta affatto virtuale, per ora, ma quel che conta è il pensiero). Giornata lunghissima perché iniziata, secondo gli imperscrutabili disegni di Coloro Che Regolano Il Sonno, alle quattro antimeridiane.

Dopo aver realizzato che sfidarli era uno sforzo inane, mi sono alzato e preparato; in modo di essere pronto approssimativamente alle sei e mezza; e la seduta iniziava alle quattordici e trenta. Sono andato a Milano al mattino, dunque, anche e soprattutto per assistere alla seduta di molti colleghi. Troppa cortesia, temo, anche perché sei tesi di Particellari una dietro l'altra sono presto diventate indistinguibili alle mie orecchie (e, soprattutto, se fosse stato il primo a fare tutte le possibili e più perverse misure usando un bolometro a dire cosa sia un bolometro, invece dell'ultimo...); ed essere surclassati dal paragone, perché questi sei particellari (o meglio, cinque particellari ed un teorico venduto), hanno organizzato una specie di ricevimento, nel tunnel del blocco di Scienze, mentre noi ci siamo salutati e siamo andati ciascuno ai propri luoghi.

È venuto, dunque, il momento atteso. Dopo pranzo, seduti ai tavolinetti metallici ricoperti da non-si-sa-cosa-di-appiccicoso dell'area relax, abbiamo messo sul medesimo laptop le presentazioni e siamo saliti all'aula tesi, giusto per aspettare, in piedi al caldo soffocante e stipati assieme a tutto il pubblico che la commissione arrivasse, che si riuscisse a far partire il proiettore (non facile), che la commissione decidesse il da farsi (un quarto d'ora a parlare dietro i vetri non si sa di che), e poi dare il via alle discussioni. È stato scelto l'ordine più razionale possibile, cioè quello alfabetico (potrebbe non sembrare chissà che risultato, ma è capitato di assistere a sedute alla chi vuole venire?), e dunque mi sono ritrovato a discutere nella comoda posizione di secondo. Credo, poi, di aver abbastanza dignitosamente resistito alle domande della commissione, in particolare di un Destri scatenato (più con gli altri che con me, almeno apparentemente) . E, dopo aver preso la mia dose di applausi da parte di una platea più perplessa ancora della media delle platee di un esame di laurea in fisica (ho trovato una sola persona che dicesse "ho capito qualcosa di quello che hai detto", di matematica), ho atteso con pazienza che finisse il rito delle discussioni, e con meno pazienza che finisse quello degli scrutini. In modo da notare l'assoluta anarchia che regna nelle commissioni di laurea quando si tratta di fare la proclamazione. Avevo sentito, un mese fa, con i poteri a me conferitemi dal Magnifico Rettore, vi dichiaro Laureati in Fisica, ma mi era sembrata una formula un po' inventata (anche perché sono quasi sicuro che nella formula ci debba essere "dottori", ma c'è questa specie di idiosincrasia nei confronti del termine per le lauree triennali che i professori non riescono a digerire); ieri mattina si era proclamati dottori in fisica (triennale), e ieri sera ci è stata conferita la Laurea triennale in Fisica. Dopo brevi convenevoli (brevi anche per il fatto che ormai erano le sei di sera) ci siamo tutti dispersi, e siamo tornati a Bergamo per la cena. Baccalà.

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lunedì 6 ottobre 2008

Classe Beamer - Uno schema per la Bicocca

Nei commenti di un recente post, insieme a Consonni (lui firma Cristian++, ma lo troviamo abbastanza pretenzioso) si è discusso di Beamer, classe di LaTeX usata per la realizzazione di presentazioni professionali e dall'aspetto accademico. E qui, specie in questo periodo, diamo molta importanza all'aspetto accademico delle cose.

Ad ogni modo, la classe è decisamente potente, e lo testimonia il mastodontico manuale di duecento e passa pagine che tralascia tutta la (si scoprirà poi perché) fondamentale "bassa manovalanza" per la personalizzazione. Ma soffre dell'esistenza di pochi schemi pronti. Non che servano più schemi di quelli che ci sono, ma (per dire) è un'impresa anche solo cambiare il colore dello sfondo, figuriamoci azzardarsi a cambiare il layout o a fare una pagina personalizzata per il titolo (intento non del tutto peregrino, in quanto bisognerà pur aggiungere la voce "Relatore" a quella "Autore"). E, già che c'eravamo, anche cambiare i tre temi di colore forniti dalla distribuzione standard (sul blu, sul giallo-arancione e bianco) perché tutto faccia meglio pendant.

Ho così scritto una classe "bicoccascienze" che, oltre ad usare il tema verde della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. (è infatti noto che il colore di scienze è il verde, da che mondo è mondo), personalizza un po' qua e là. Allo stato, per essere sinceri, è ben poco utilizzabile senza "aprire" il file beamerschemebicoccascienze.sty, perché non avevo né tempo né voglia di sistemarlo per renderlo universale, essendo che in fin dei conti sono io a doverlo usare.

Ad ogni modo, qui è disponibile per il download una presentazione di prova (a dire il vero, quello che ho fatto finora per la seduta di laurea) che mostra il tema. Ho anche provato a caricarla sul cosiddetto youtube delle presentazioni ma la conversione al suo formato rovina decisamente.

Chi fosse interessato al template me lo chieda scrivendo a matteo.casati[at]teletu.it. Sarò felice di inviarvelo (forse voi sarete un po' meno felici di riceverlo, visto che è tutto fuorché perfetto)

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