martedì 19 febbraio 2008

Reincontri

Ho, al solito, il vizio di dare titoli troppo altisonanti ai post che parlano di svago; perché è arrivato, un po' tardi - qualche maligno potrebbe aver messo in giro la voce che me ne fossi completamente dimenticato, ed avrebbe avuto ragione - il resoconto del fine settimana. Poi, tra qualche anno, leggendoli uno dietro l'altro, ci accorgeremo di come ci illudessimo di divertirci, ed invece non si faceva altro che trascinarci dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina.

Tutto inizia venerdì, al termine - tirato abbastanza in lungo per la spinosa questione dell'ANPI - della riunione del Comitato GD. L'incontro di catechesi era stato mutato con scarso preavviso, e senza consultazione nemmeno informativa, nella partecipazione ad un incontro, a Negrone, con una suora missionaria costretta a tornare dall'Eritrea per ragioni di sicurezza. Sono arrivato in estremo ritardo, per via della riunione e della successiva, necessaria, cena - che poi è stata mangiare una focaccia scondita, sai che bontà - giusto in tempo per raccogliere alcune perplessità in merito al diverso programma, che a molti (me compreso) è sembrato quanto meno estemporaneo.

Al termine dell'incontro, che praticamente era deserto d'animatori, perché alcuni, fiutata la mala parata, hanno latitato, un certo numero di altri aveva concomitanti e diversi impegni, probabilmente l'influenza ci metteva lo zampino per altri ancora, ho ricevuto una chiamata da parte dell'Epo che chiedeva se c'era in giro qualcuno. Che ero solo io. L'ho aspettato per un quarto d'ora scarso - ché era a Bergamo con la sua ragazza, presumo - impegnandomi a scansare un paio di adolescente sventate che invadevano il mio spazio vitale, finché è arrivato e si è buttato lì, dietro indiretta promozione di Claudio - che era moltissimo che non vedevo se non di sfuggita a Messa, ma questo discorso riguarda l'indomani - di andare al Gas Beer di Gazzaniga, in piena media Valle, dove voci parlavano di un'anomala concentrazione di bella gente. Non l'avessimo mai fatto! Per prima cosa, non ci abbiamo messo meno di mezz'ora a trovare il bar, ché aveva sempre guidato qualcun altro, ed il mio punto di riferimento - che credevo perfetto - di sotto la chiesa è crollato sotto la considerazione che di chiese, a Gazzaniga, ce ne sono almeno due. Ma la seconda (che per inciso era quella giusta) era quasi su a Fiorano, e prima di trovarla - incidentalmente - siamo impazziti a girare e rigirare per il centro del paese. Oltre al danno, la beffa di trovare il locale pieno di valligiani uomini dagli occhi cisposi e tasso alcolico non indifferente, affatto l'opposto di quello che noi ritenevamo essere bella gente per cui valeva la pena gettare un occhio. Ed anche la birra (per me, rigorosamente draught - con rare concessioni alla rossa) non era 'sto gran che.

Sabato sono partito con la migliore delle intenzioni da studente; cioè dedicarmi ai miei esami e mettere il naso fuori di casa solo dopo cena, e per tornare a casa prima di mezzanotte, in ogni caso. Avevo anche declinato l'invito a scendere a Roma per il PD! E le cose non sono andate come dovevano. Perché, nel pieno della fase produttiva del pomeriggio ho ricevuto un messaggio dall'Epo che organizzava un aperitivo collettivo, che era parecchio non si faceva, e come potevo io mancare? Non ci avessero dato buca la metà, sarebbe stato anche riuscito. Ma il Geordie è rimasto meno di un quarto d'ora, perché aveva prenotato una lampada alle sei e mezza, e Fabio non si era fatto vivo per motivo ignoto. È stata comunque una buona occasione per fare due parole con Claudio, che appunto era moltissimo che non si vedeva - e, obbligo d'etichetta, con la di lui ragazza, che sono talmente uniti da portarla anche ai ritrovi per soci. Parole che, per la maggior parte, vertevano su alcune epiche uscite quale l'Ultimo 2004 a Jesolo, o il Mare dell'anno dopo con la vicenda The Orange One (Valèria) e Waikiki (Martina). Durante il pomeriggio avevo avuto uno scambio telematico di battute con Monica che cercava un posto dove portare amici suoi in Città Alta, e si era buttato lì che avremmo potuto trovarci lei con la sua compagnia e noi - tanto, per l'attività principale, cioè far onore all'oste, più si è meglio si sta.
Per la sera siamo nuovamente traditi da Fabio, che preferisce (preparatevi la faccia scandalizzata) andare ad una serata di balli popolari (scandalo n.1) a Lallio (scandalo n.2) in compagnia dei suoi amiconi (sa che è sarcasmo) dell'UPEE. E così in Città Alta siamo in tre (Geordie ed Epo insieme a me, Claudio è a cena con qualche amica della sua ragazza, e ci ha lasciato un mezzo impegno a vederci a fine serata per uno spuntino); ci mettiamo un'era geologica a parcheggiare, perché entro e fuori le mura è saturo di adolescenti di ambo i generi, parati e disinvolti come ad una colossale e collettiva cena di classe, con tanto di tenere coppiette sparse ovunque e di capannelli di gente su di giri. E, quando arriviamo in Piazza Vecchia, dei cinque milanesi che avevamo stimato ce n'è solo due, Monica ed il suo amicissimo (se qualcuno vuole leggerci dell'ironia o delle allusioni, faccia pure) Marco. A parte le allusioni, bisogna dire che Marco diventa socio (da noi si usa quest'altra categoria dello spirito) in men che non si dica, complici le sfacciate, esagerate, spassosissime espressioni di vivo apprezzamento per tutte le adolescenti che affollavano la città. Dopo aver lungamente girato ed essere stati allontanati da diversi locali (era un po' che non vedevo tanta gente) capitiamo fuori dal pub irlandese appena un gruppetto se n'è andato, sicuramente, perché c'è un tavolino in mezzo al superangusto buio locale (difetto di quasi tutti i posti di Città Alta, a dire il vero) che presidiamo immediatamente.
La conversazione, lasciata a sé stessa, degenera in incredibili vette di ilarità, e non ci viene risparmiata nemmeno una piccola rissa quando Marco tenta di mostrarci un video di Monica ubriaca, mentre quella quasi ci lascia una gamba nel saltare sul tavolo ad impedirglielo. Nel frattempo ci raggiunge un altro amico milanese, e ci dedichiamo a barzellette che, chissà come mai, l'indomani non faranno più ridere così tanto. Dopo aver lungamente presidiato il nostro tavolino, finalmente ci alziamo per andarcene, ma non possiamo esimerci dai tradizionali dieci minuti di gelo che accompagnano i compassatissimi commiati. E poi, resta da attraversare mezza Bergamo alta, e salire e scendere fino in Castagneta, prima di recuperare le auto. Ed incassare il desolato rinvio di Claudio che sono ancora al ristorante.

Il giorno dopo, a Messa - per l'aperitivo non ho potuto andare alla mia consueta e suonata Vespertina - ci si ritrova tutti (tranne il Geordie, ma lui è davvero rarissimo vederlo alla Messa della Domenica) e, per prima cosa, ci si ingegna a capire dove e perché non funzioni l'amplificatore per la chitarra. E se ne trova la causa in un cavo artigianale che entra stereo ma esce sul mono sbagliato. Dopo Messa, si impone la tirata d'orecchi a Fabio per la scelta delle sue priorità; ma si viene compensati da tutti i problemi (che, mi sembra di ricordare, ha sempre avuto) nello scegliere le priorità in fatto di donne - o, meglio, ad assumersi la responsabilità della propria priorità.
Per qualche stranissimo motivo non ascolta i miei, saggissimi, tre consigli. Nell'ordine:

  1. Se lei gioca sporco, giocare più sporco.
  2. Se lei gioca sporco, lasciare che sia la sua coscienza a doversi fare scrupoli, e non la tua.
  3. Se lei gioca sporco e tu non vuoi fare il suo gioco, sputtanarla.

Ma non mi ha voluto dare retta; almeno per ora. Ed un altro pomeriggio di studio.

4 commenti:

Unknown ha detto...

Niente da dire... i post sui fine settimana sbancano il botteghino! A+++

Anonimo ha detto...

... funzionano, quei tre aurei consigli?
Me ne sai dare altri tre, ma in versione femminile?

Cassa ha detto...

Funzionano sì - ma certo, se si entra nel tunnel di lei è importante per me non c'è santo che tenga...

Non sono certo di come tradurre i consigli al femminile, né se sia possibile. Si capirebbe meglio la situazione, se potessi essere più chiaro. Ma visto che il blog lo leggono, magari, anche i diretti interessati, non è il caso.

Io magari sono di parte, ma la mia impressione è che, in generale, le ragazze siano molto più brave a trojeggiare di quanto non lo siano gli uomini. Ed ognuno deve sfruttare le proprie potenzialità.

Anonimo ha detto...

No caro amico, non sono d'accordo...
Parli da uomo ferito...


:D