martedì 29 aprile 2008

Si può discutere?

Lezione di meccanica quantistica; professore assente, ufficialmente impegnato in una visita accademica negli Stati Uniti, benché la concomitanza con i lunghi ponti del 25 aprile e del 1 maggio qualche dubbio lo facciano venire. In ogni caso, noi non siamo lasciati a casa, perché ci sono appunto dei poveri dottorandi cui tocca venire a farci supplenza in caso d'assenza del titolare della cattedra. Oggi, però, causa malattia di quello che aveva preparato la lezione (niente più che la correzione degli inevitabili compiti), è sceso da noi l'altro, poco più che infarinato del contenuto di esercizi e programma. E la correzione degli esercizi si è trasformata in un appassionato dibattito in favore della correttezza dei propri, in cui si possono anche distinguere due scuole - il professore non vuole che si facciano i compiti assieme, e quindi non possiamo sollevare il sospetto che le due scuole esprimessero due gruppi di studio - acerrimamente in lotta per affermare la propria definizione di energia di Fermi, o di funzione spaziosimmetrica.

Non che la discussione sia merce rara tra noi fisici, che amiamo impicciarci di tutto e di tutti; quello che è stato strano è che una discussione fosse ammessa (anche quando è andata un po' oltre i limiti) durante una lezione. Perché, di solito, c'è ben poco da discutere di quello che viene insegnato.

Il che mi fa tornare in mente un vecchio aneddoto che risale ai primi mesi d'università. Allora, che ero giovane ed inesperto, facevo la posta ad una biotecnologa; e la facevo con molto impegno, al punto che un pomeriggio mi sono arrischiato a seguire una lezione di sociologia della comunicazione scientifica, giusto per stare un paio d'ore, in silenzio, con lei. E sono rimasto scandalizzato - al punto da non azzardarmi mai più a seguire una lezione di bohlogia - dal fatto che, nelle venerande aule dell'università, fosse permesso - e, anzi, incoraggiato - un dibattito di tale virulenza. Per prima cosa, certo, c'era da abituarsi all'aula ricolma di studenti per ogni dove; per seconda cosa, ad uno che parla senza scrivere un solo numero od una sola formula, ma solo vendendo fumo. Perché di questo, in effetti, si trattava - cercando di convincere l'uditorio che tutte le tematiche cosiddette eticamente sensibili in biotecnologie (clonazioni, ibridi, organismi geneticamente modificati) fossero fuffa e le persone ad esse contrarie, nel migliore dei casi crassi ignoranti e nel peggiore dei casi subdoli e retrivi inviati dell'Oscurantismo - il nostro si comportava da pagliaccio o imbonitore, saltava sul tavolo, si rivolgeva a questo o quello studente che aveva un'aria scettica nei confronti delle sue posizioni (fortuna che ero abbastanza lontano, altrimenti altro che scetticismo avrebbe letto dietro i miei occhiali), finché ebbe sollevato un tale polverone che una pattuglia di paladini dell'ortodossia cattolica (che sono moltissimi a biologia e biotecnologie, cosa a mio avviso insensata) gli si rivoltò contro, subito osteggiata da un paio di pasionarie della rivoluzione...finché non si capì più nulla, eccetto che un esame del genere sarebbe stato una barzelletta (o molto fastidioso, a seconda dei punti di vista), consistendo nel riassumere un libro a scelta tra quelli che sostenevano le tesi del docente.

Dal che mi ero reso conto che il dibattito, che al Liceo viene esaltato per creare la coscienza critica, non è amico della conoscenza ma solo dell'opinione - e, pertanto, sarà pure ben accetto in tutte le varie logie, ma dovrebbe essere bandito dalle iche. Benché, anche quando si verifica da noi, sia tutt'altro che antipatico, ed anzi renda leggera anche la noiosa correzione di esercizi già fatti.

1 commento:

Cristian ++ ha detto...

Leggi ORA la voce "Energia di Fermi" su http://it.wikipedia.org/Energia_di_Fermi
Io per ora mi baso sulla traduzione pedissequa dalla voce inglese. Commenti e sopratutto CONTRIBUTI sono benvenuti.
(Questo vale per tutti... mi viene in mente un nome a caso... Tilde! ;P )
Ciao