mercoledì 16 aprile 2008

Seggi seggi seggi

Come ormai ad ogni appuntamento elettorale, che fossero i rappresentanti d'istituto del mio liceo, che siano le elezioni europee, ho trovato il mio posto, la mia isola felice, il mio regno. Un seggio. Meglio, - ma questo si poteva fare solo al Liceo - una Commissione Elettorale. Da quando, presidente mio padre, appena compiuti i diciotto anni mi sorbii, in una volta sola, comunali provinciali ed europee, alle ultime politiche, mi sono ritagliato una nicchia nel ruolo di Segretario - il più ingrato che esista in un seggio, tanto scrivere e non vieni neanche a sapere gli indirizzi delle elettrici carine - che, ogni volta di più, sembra calzarmi sempre meglio a pennello. Al punto che, non nominato più mio padre - credo per un errore nel conto delle schede su cui un giovane rappresentante di lista si era impuntato - sono stato passato a presidenti novellini, poi sono stato sorteggiato una volta scrutatore, ma ho finito de facto per fare ancora il segretario, ma senza l'onere di firma, perché il segretario di allora non era il più brillante che avessi conosciuto e correvamo il rischio di finire dopo mesi a confezionare le buste; e, da allora, non mancano di nominarmi.

Quest'anno mi è toccata la sezione 3 (sulle nove che si costituiscono a Scanzorosciate), che da un lato è comodo perché è quella di Rosciate, e ci arrivo in tre minuti a piedi, dall'altro è una pessima cosa perché è la più numerosa del comune (1115 elettori, quando con milleduecento bisogna istituirne due). Con la nuova legge elettorale i componenti del seggio non sono più sorteggiati ma nominati, e quindi sono rigidamente lottizzati dalle forze presenti in Consiglio Comunale (e, nella fattispecie, quelle in commissione elettorale, per cui non avevamo uno scrutatore dell'UDC, che conta di un solo consigliere, ma uno del PD, uno della Lega, uno del PDL ed uno - che non si è palesato, ma le voci girano - di Rifondazione. Considerato che il Presidente, nominato dal tribunale e quindi non sotto stretto controllo politico, era PD - la prima volta me l'avevano segnalato come vicino a Rifondazione, ma conoscendolo non è assolutamente vero - e che io sono io, non si capisce il motivo di nominare rappresentanti di lista - salvo forse da parte dell'UDC. In realtà, sono stati regolarmente inviati un rappresentante del PD - che poteva mostrare un tantino più di polso, racconterò -, uno del PDL (persona intelligente per come si è comportato durante lo scrutinio, lo si dà in fuga verso la Rosa Bianca), uno della Lega (al confronto del virulento scrutatore, tutta un'altra pasta d'uomo) ed uno per l'UDC, nominato ad ufficio già insediato, professore in pensione, che veniva al seggio apposta per farci compagnia, nelle ore più scarse del lunedì.

Oltre alla già citata questione dell'enorme numero di elettori, il problema più grosso che abbiamo dovuto affrontare è stata l'assoluta mancanza di donne e/o ragazze nell'ufficio, caso più unico che raro nella mia carriera che, se da un lato, ci permetteva il commento libero, supportati in questo dagli ufficiali di P.S. in servizio presso la sezione, poliziotti di Bergamo, che sono andati avanti per tre giorni a prepararci ed offrirci caffè, graditissimo, dall'altro ci dava meno entusiasmo all'idea di lavorare alle sette di mattina...

Il lavoro del segretario, dicevo, è ingrato. Se, da un lato, non ha il fiato degli elettori sul collo, salvo nelle pause pranzo quando gli effettivi dell'Ufficio di Sezione sono ridotti al minimo di legge, tre persone tra cui il presidente o lo scrutatore facente funzioni di vicepresidente, e deve mettersi anche lui ai registri, dall'altro c'è abbastanza lavoro per non avere mai - o quasi - un secondo libero, specialmente se non si vuole peredere le ore a scrutinio terminato per finire di compilare i verbali, preparare le bolle per l'invio dei plichi al tribunale, inseguire i rappresentanti di lista, che ormai se ne vogliono - giustamente - andare perché mettano le firme facoltative in ogni dove. Inoltre, c'è da fare la spola al telefono, per chiamare l'ufficio elettorale comunale, nei - molti, colpa di uno scrutatore particolarmente distratto dalle donne che doveva registrare - casi di mancata corrispondenza tra votanti e voti registrati; che, di solito, si riescono sempre a colmare in pochi minuti. Tranne questa volta!

Tutto perfetto alle otto di lunedì mattina, dalle otto e mezza alle sedici (quindi, abbondantemente dopo la chiusura del seggio) per accertare il numero dei votanti della sezione, causa un mismatch che ci ha dato del bel filo da torcere. Il ritardo con cui abbiamo iniziato lo scrutinio, comunque, è stato ben colmato, tant'è che, alle otto meno un quarto, siamo stati la seconda sezione del comune a terminare le operazioni ed a conferire i risultati all'Ufficio Elettorale Comunale.

I casi più curiosi di questi due giorni, verificatisi due volte presso la nostra sezione, una volta a Negrone (sezione n.5) ed una a Scanzo (sezione n.6), sono state le persone che, erroneamente indirizzate da movimenti antipolitici, volevano fosse messo a verbale il loro rifiuto del voto perché non rappresentati da nessuna delle liste di candidati presentate alle elezioni. Difficile far capire loro che i verbali delle operazioni di voto non sono il posto per le dichiarazioni politiche, manco fossimo un processo alle BR; ed altrettanto non facile riuscire a trovare una soluzione di compromesso che rispettasse i regolamenti e non ignorasse queste istanze. Alla fine (benché noi, dei due che hanno tentato questa trovata, si sia riusciti a convincerne uno di votare lo stesso, ché la sua istanza non poteva essere messa in questi termini a verbale) si è scovato il rifiuto di recarsi nell'urna per esprimere il voto, con conseguente esclusione dal voto, pur annotando nome e tessera eventuale del mancato elettore. Ed il suo nome sul verbale. Sperando (non per cattiveria, ma perché non si può venire alle sette del mattino, a seggio appena aperto, ed improvvisare un comizio per noi ed i due poliziotti) che quei signori che hanno fatto stampare e distribuire volantini (alcuni si recavano ai seggi con detti volantini, e se fosse capitato a me li avrei denunciati per diffusione di propaganda entro i 200 m (metri) dalla sezione elettorale) che postulavano questo inesistente diritto al comizio improvvisato, con tanto di verbalizzazione. E che la Prefettura mandi circolari più chiare di si raccomanda di mettere succintamente a verbale eventuali contestazioni delle operazioni di voto da parte degli elettori, che quindi abbiamo inteso, con il consenso unanime dell'ufficio e dei rappresentanti di lista, come constestazioni sul regolamento, non come dichiarazioni politiche.

Adesso, se il Celeste lo fanno ministro, ci toccheranno le Regionali questo autunno. Che spasso, con il voto disgiunto! E, no, non lo faccio per i soldi. Ma per amore della burocrazia; e sì, certo, anche della democrazia...

2 commenti:

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Comunque mi sembra una bella balla quella di non sentirsi rapprensentati da nessuna delle liste candidate, perché sono sicuro che buona parte di questi non si sia neanche letto i programmi.