lunedì 15 dicembre 2008

Se non in patria

dal Vangelo di Marco, traduzione ritmica di Silvano Fausti


E diceva loro Gesù:
Non c'è profeta disprezzato
se non nella sua patria
e tra i suoi conginuti
e nella sua casa
E lì non poteva fare nessun prodigio.
...
E si meravigliava della loro non fede.

Per il testo completo (CEI 1974), Mc 6,1-6a


Passo meditato nella preghiera per i giovani di ieri sera. Nei capitoli precedenti, Gesù è passato per la Palestina sedando tempeste, scacciando demoni, risuscitando la figlia di Giairo e guarendo l'emorroissa, da Signore del mondo, della Vita e della morte. Ma qui, a Nazaret, si rivela impotente di fronte all'incredulità di quanti lo conoscevano. Perché tanto potere alla nostra libertà? Perché siamo più forti di una tempesta, perfino della morte?

Queste erano le provocazioni (o meglio, una delle proposte, quella su cui mi sono concentrato) lasciate alla meditazione personale.
Se avesse voluto che il Suo creato fosse "perfetto", avrebbe dovuto fare a meno di creare gli uomini liberi. Ma l'Amante non può sopportare che l'amato non gli corrisponda liberamente, dunque la Sua sarà sempre una proposta. Ma nel creato non vi è solo l'Uomo; e creando tutto per l'Uomo, ha scelto la possibilità di far andare in rovina tutto il resto della Sua opera. Avevo bisogno, le settimane scorse, di poter toccare la sensibilità degli Orientali per la missione di Cristo, di cui sottolineano un aspetto diverso rispetto al "nostro" per salvare l'Uomo, ma per rendere l'Uomo Dio. Forse, tanta importanza all'Uomo perché è c'è l'Uomo nei "piani", e al centro del progetto rendere l'Uomo più che un'Immagine, un Libero e Perfetto Amante come il suo Creatore.
E così il Male che non era nei piani è nulla di fronte a Lui, come la nebbia estiva che sparisce al primo accenno dell'alba. Perfino il più grande Nemico, la Morte, si deve chinare ai Suoi piedi.
Ma l'Uomo no. Non è il Nemico, ma per lui c'è posto nel Fine (con un azzardato ma non troppo salto, un posto nella musica della Grande Fine come scrive Tolkien).
Dio non contravviene ai propri decreti, come dicevano una volta con un linguaggio che oggi suona fuori moda.
Io non so quale sia, delle tre proposte di meditazione, quella che il curato ha seguito con più attenzione. Penso, però, che difficilmente avrebbe scelto un brano finale diverso se non avesse percorso binari simili a questi.

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