sabato 13 dicembre 2008

Il Teorico/2


Istituto di Dinamica Celeste
notte del 6° giorno dopo l'Equinozio di Primavera

Nata una nuova stella, figurarsi! Per prima cosa, lo sanno anche i bambini che i cieli sono immutabili, e che gli unici a muoversi sono (come dice il nome stesso, tra l'altro) i pianeti. Quanto alle comete, non è neanche sicuro che siano oggetti celesti: potrebbero benissimo essere fenomeni atmosferici, né esistono evidenze che non lo siano.
E, così maledicendo il nuovo arrivato del piano di sotto, il dottor B. riprese per l'ennesima volta in mano le tavole e le effemeridi, ed iniziò a confrontarne i dati. Perché quelli che passano i loro giorni ad aguzzare gli occhi contro il nero del cielo pensano che tutti sappiano riconoscere a vista oggetti ed astri dalle pagine di coordinate angoli numeri, e che basti depositare sulla scrivania del vicino un pacco di tabelle perché l'altro trovi al volo l'anomalia, che poi effettivamente ci sia non è nemmeno detto.
Così, il dottor B. passa la notte a cercare di riconoscere, tra i punti segnati dal dottor G., quale sia una stella e quale stella sia, quali costellazioni di quelle visibili abbia effettivamente visto, se e dove e come ci sia lo strano fenomeno della cosiddetta stella nuova.

Non che sia facile; a parte la pessima grafia, che aveva già notato, il dottor B. deve anche considerare che le tavole astronomiche sono state realizzate osservazione dopo osservazione, e quello che in una sera qualsiasi si vede in cielo è molto meno di quello che le tavole riportano. Ché poi bisognerebbe essere sicuri che le tavole siano accurate, e finché nessuno propone un modello sicuro per i moti celesti è tutt'altro che scontato.

Questo è esattamente il tipo di cose che gli Sperimentali tentano di dimenticare, e spesso ci riescono benissimo.
Se sapessimo con ragionevole certezza come si debbano muovere, da una notte all'altra, da un mese all'altro, da un anno all'altro, questi benedetti cieli, la stella o il pianeta che oggi è qui, tra la cintura e la spada di Orione, sapremmo dove andarlo a cercare domani, e non penseremmo mai che, per qualche motivo, la stella A (75°N, 12°22' E) oggi non si vede, ma si vede la stella B (75°2' N, 12°21' E) che ieri non era visibile, e magari sono la stessa che si è spostata.

Esiste, quindi, la possibilità che le tavole su cui i dottori confrontano quello che si vede con quello che si deve vedere siano sbagliate.
Ma è solo una preoccupazione molto marginale; sembra quasi inventata da uno Sperimentale che sbaglia gli esperimenti. Infatti, nelle osservazioni del dottor G. c'è uno strafalcione enorme. Incredibile come quello sia riuscito a farlo. A meno che le condizioni meteorologiche fossero insolite. Perché qui mancano non già delle stelle fioche e quasi invisibili; ma dei pianeti.


Continua...


Puntata n.1

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