lunedì 30 giugno 2008

vIva

Che nessuno venga a dirmi che i giovani d'oggi hanno gusti alienanti e massificanti. Perché, pur sempre nella cornice dell'aurea goliardia, siamo capaci di fare scelte che definire controcorrente è poco. Così, sabato, appena tornato dalla montagna e praticamente incapace di intendere e di volere, sono andato con Fabio, come da accordi presi, a Casnigo per il concerto di Iva Zanicchi. Ebbene sì, è ancora viva e con una voce tutt'ora invidiabile. E, nonostante il fatto che, per la prima volta che io ricordi ad una festa di paese, ci fosse da pagare il biglietto d'ingresso, ci siamo mischiati con entusiasmo - dopo aver mangiato e libato al ristorante della festa - alla torma di ultrasessantenni che sapevano a memoria i successi di Canzonissima '73 o giù di lì. E - straordinario, ed inquietante - qualcuna era nota anche a Fabio, e non sto parlando dell'inflazionata La mia solitudine, che grazie a questo Palma conoscono anche i muri.

Dopo il concerto, mischiati alla folla urlante per accalappiarsi (Fabio, io me ne stavo in disparte con aria assente) la foto autografata, ed a farci approvare dall'arzillo pensionato di turno che sì, Iva Zanicchi sarà anche brava, ma forse per noi zuègn era più interessante la corista. Cosa poi ce ne facciamo dell'autografo, mistero. E per fortuna che non siamo riusciti a staccare un manifesto, ché altrimenti avrebbe ornato la camera di Fabio, in cui si sedimentano tutti i residui dei nostri concerti improvvisati.

1 commento:

tilde ha detto...

Scommetto che allora invidierai da morire il mio autografo (e pure il bacio della zia, o della morte, a seconda dei punti di vista) di Nilla Pizzi, e la mia partecipazione ad un concerto (in cantina sociale, eh, mica bruscolini) di Little Tony (gran bel'om, tra l'altro).

Altrochè aria assente per via del malessere; Casati, la tua era solo invidiaaaaaaa! :D