sabato 21 giugno 2008

Intenti

Ad essere sincero, stasera ritengo sia opportuno smattonare, spaccare tutto, far finta di niente, e per far finta di niente far finta di troppo.

Ma fino a che punto sarebbe onesto, sarebbe giusto, sarebbe buono? Non lo sarebbe punto, e questo lo sappiamo tutti. Me lo leggo negli occhi allo specchio. Che, se uno attraverso gli occhi legge l'anima, oggi mi vede solo freddo e vuoto. Come prima, più di prima. E si spera che così, freddo e vuoto, si galleggi più a lungo.

Il mondo si avvierà al termine, e si spegneranno i potenziali. Non vogliamo che nessun vuoto esploda.

3 commenti:

tilde ha detto...

Never seek to tell thy love
Love that never told can be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.

I told my love, I told my love,
I told her all my heart;
Trembling, cold, in ghastly fears –
Ah, she doth depart.

Soon as she was gone from me
A traveller came by;
Silently, invisibly –
O, was no deny.


[W. Blake]

Cassa ha detto...

C'è un po' troppo love in questa poesia, IMHO

tilde ha detto...

E' quel che passa il convento, my dear.