domenica 9 dicembre 2007

Il grimaldello e la Binetti

Volevo parlarvi un po' di politica, non delle solite beghe dei Giovani Democratici, ma di quei due o tre argomenti che animano il dibattito nazionale. Ma non ho la testa di mettermici sopra per preparare qualcosa che vada al di là del secondo me, nonostante stia dando una lettura della proposta di legge elettorale Vassallo, che così di primo acchito mi fa un po' schifo ma bisogna analizzarla. Ma però di qualcosa bisogna occuparsi, e la questione del voto di fiducia sul pacchetto sicurezza, in cui è stata surrettiziamente introdotta una norma il cui controverso esame e la cui bocciatura (il Senato approva, ma ne è già stata annunciata la cancellazione) ha agitato le acque del paese, della rete, di un po' tutti.


Non volendo però scrivere qualcosa di mio, ho pensato (e spero che l'autore non me ne voglia) di postare una mail che è arrivata nella newsletter dei Giovani della Margherita, dove da qualche giorno c'è dibattito, e di cui sposo in pieno le tesi, peraltro - dato il tema - controverse. Essendo abbastanza lunga, la trovate qui di seguito.



Credo che il problema non sia facilmente liquidabile come voto contrario
motivato solo da disprezzo nei confronti di persone che manifestano una
sessualità differente da quella eterosessuale.


Ci sono alcuni elementi da valutare, a mio avviso, alcuni dei quali
permetteranno forse di riconsiderare meglio la questione:
Prima di tutto sgombrerei il campo dal maggiore degli equivoci, che ho
letto anche sulla stampa in questi giorni: qualsiasi episodio di
ingiuria o di violenza ingiustificata, per qualsiasi ragione venga
posto in essere, deve essere punito senza lassismo (e non meno di tanti
altrettanto gravi), ci potevano stare anche delle aggravanti per taluni
casi relativi al proprio modo di essere: se la norma si fosse fermata
qui sarebbe stata assolutamente condivisibile, dato che non possono
essere tollerati abusi, qualunque ne sia il movente; in ogni caso non
va dimenticato che, a legislazione invariata, questi comportamenti sono
già penalmente rilevanti e puniti (che poi il sistema giudiziario sia a
pezzi e in crisi è un'altra storia ...)


Sono anche convinto che qualsiasi manifestazione di odio e di disprezzo
nei confronti di gruppi o categorie di persone debba essere
stigmatizzata con durezza. Il particolare stato o condizione di una
persona non legittima mai aggressioni provocate da questo solo fatto, è
evidente.


Veniamo però ai problemi rimasti aperti da quella precisa norma che si
voleva vedere approvata:

1) Nel testo sono stati inseriti frettolosamente degli strafalcioni,
inclusi errati riferimenti normativi (indice del fatto che nessuno dei
presentatori si è preso la briga di leggerla attentamente, non parliamo
poi di soppesarla ...).

2) Riguardo alla presunta "approvazione legalmente doverosa" (che taluno
fa notare) non mi risulta alcun obbligo giuridicamente imposto, per gli
Stati Membri, di predisporre una normativa del genere: una pur
frettolosa lettura dell'art. 2, paragrafo 7, del trattato di Amsterdam
mi porta a ritenere che si parli della
facoltà di emanare opportuni
provvedimenti da parte degli
Organi dell'UE.

3) Lo stesso Ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti,
subito dopo il voto, ha dichiarato "Cancelleremo questo riferimento
errato nella sua formulazione e inapplicabile"; una ragione ci sarà
pure, per un esponente del Governo non propriamente oltranzista
clericale ...

4) Trovo che nel nostro ordinamento esistano discriminazioni giuste in
molti settori e su diverse basi, che non debbano necessariamente essere
rimosse per il solo fatto che urtano la sensibilità di qualcuno. Il
rischio di vietare alla radice ogni tipo di discriminazione porterebbe
a situazioni paradossali per certi versi (travalicando ogni limite
esistente, pur motivato da questioni ragionevoli): se scompare
qualsiasi discriminazione in materia di orientamento sessuale, cadranno
consequenzialmente e implicitamente anche tutte le norme che impongono
divieti fondati sull'orientamento sessuale. Di per sè non è la fine del
mondo e non ci sono grossi scrupoli, basta però essere pronti
all'impatto grossomodo devastante che tutto ciò provocherebbe
(matrimoni omosessuali, adozioni, nessun limite all'arruolamento
militare o di polizia, ecc...). Non sono certo il tipo che impone agli
altri mie visioni (anche religiose), ma siamo pronti a tutto questo? Un
conto è lo svolgimento della vita privata e della propria sessualità
(materia di propria esclusiva valutazione e di nessun
interesse/interferenza da parte di altri), un conto è una modificazione
pregnante dell'ordinamento in molti settori, con conseguenze, allo
stato, non preventivabili.

5) La formulazione letterale "commette atti di discriminazione fondati
sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni
personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali" vuol dire tutto
e non vuol dire niente, nulla vieta che un'interpretazione estensiva
della norma porti ad una massiccia riduzione intimidatoria della
libertà di espressione, stampa o critica politica (anche l'esprimere
una propria opinione non ingiuriosa potrebbe integrare la fattispecie
di reato). Le norme talmente fumose da essere quasi in bianco non sono
il massimo della vita in uno Stato democratico. Tutto ciò non credo sia
accettabile: una diversa e più precisa formulazione certamente sarebbe
stata più utile e arguta (invece del pietoso risultato del colpo di
mano di comunisti e affini. che in qualche modo si voleva far contenti)

6) Comunque non mi pare che sia un metodo ortodosso per affrontare la
questione, inserendo a tradimento un emendamento del genere. con gli
effetti di un grimaldello o di un cavallo di Troia per scardinare la
normativa vigente, specialmente constatata la difficoltà di far passare
la legislazione su pacs e dintorni e quindi aggirando l'ostacolo in
modo improprio per forzare la dialettica democratica.

7) L'argomento va affrontato con la necessaria ponderatezza e dando
tempo sufficiente ad una matura e completa discussione. Oltretutto che
cosa c'entra la normativa di pubblica sicurezza per facilitare le
espulsioni con le discriminazioni su qualunque base? Non perdiamo mai
il vizio di fare le leggi minestrone incoerenti e variegate,
purtroppo ...

8) Infine trovo pessimo che si ponga la questione di fiducia su materie
attinenti alla libertà di coscienza e che investano così pesantemente
il proprio sistema di valori e credenze. Il PD non si basa certo sulla
sopraffazione delle posizioni altrui!! La soluzione deve essere
meditata, mediata e oggetto di un confronto. E' ovvio che il risultato
non sarà quello che ci si aspetta, ma quantomeno si otterrà qualcosa da
entrambe le parti.

9) Da queste considerazione ne discende una ancora più importante: mi
pare che troppo spesso i nostri parlamentari (in senso lato) votino a
casaccio e senza rendersi conto dell'impatto reale che la legislazione
approvanda andrà a provocare (questo vale p.es. anche per l'emendamento
Fuda dell'anno scorso salva-peculatori poi abolito, per le norme sugli
studi di settore draconiani poi riviste, il rifinanziamento di quella
schifezza di sito web italia.it, sedicente portale del turismo poi
abbandonato ecc..): si butta là una norma spesso senza neanche
leggerla, tanto ci penserà qualcun altro eventualmente a correggerla
dopo; è un modo di fare astruso e pericoloso e ben distante da quello
che ritengo essere la "serietà".


Luca Lazzaroni



2 commenti:

Ammiraglio Vlad ha detto...

Credo che il punto sia esiste o meno un vassallaggio ecclesiastico? Ebbene perché se esistesse (ed esiste) il problema starebbe lì a monte.

sergiokar ha detto...

Non vedo quale possa essere il problema nell'avere militari gay (se se la sentono loro)...Storicamente alcuni elementi hanno avuto caratteristiche molto peggiori dell'omosessualità (disumanità e stupidità per esempio). Poi oggi prendono anche le donne! (sono ironico)