domenica 12 ottobre 2008

Pranzi e cene

Qualche tempo fa, le autorevoli colonne di Leggo avevano ospitato il dibattito in merito al fatto che lo stress faccia dimagrire o meno. Non ricordo se fossero arrivati ad una conclusione; quello che so è che, pur senza essermi rilassato né stato in panciolle per tutto questo fine settimana, senz'altro tra venerdì mattina ed oggi non sono dimagrito, anzi. Perché la vita sociale, anche quando non sia cercata, ha degli obblighi che, se comprendono il sedersi a tavola, mettono a dura prova coronarie e cinture.

Venerdì sono andato ad Assisi, insieme ad alcuni amici, per partecipare ad un convegno. Non voglio qui dire del lungo viaggio, e dei soliti perenni lavori in corso tra Firenze Certosa e Firenze Sud, e del tratto tra Bettole e Perugia che sembra sempre sia corto e non finisce mai; né delle temperature da primavera inoltrata in cui siamo incorsi, ma nel pranzo da Archimede, fuori dall'autostrada ad Incisa e su fino a Pietrapiana di Reggello; una fiorentina da un chilo come bisogna, ed abbondanti verdure e funghi fritti per contorno. E questo è niente. Perché all'ora di cena, dopo esserci sistemati in albergo in una camera "doppia" con quattro letti, siamo stati condotti a Spello, in un'enoteca in cui si facevano degli assaggi. Morale: selezione di formaggi con composta, prosciutto di Norcia, immense bruschette al tartufo bianco e nero, strangozzi sommersi di tartufo, in crema ed a scaglie, ed il dolce of course, il tutto superbamente bagnato con un ottimo ed abbondante sar.....

Sabato, dopo aver praticamente solo "sfiorato" il convegno perché dovevamo rientrare presto a Bergamo, siamo partiti ed abbiamo percorso al ritorno la sempre più bella Orte-Ravenna, tra Perugia ed Assisi (come già fatto anni fa, ma allora era sera e ci siamo persi tutto il panorama all'intorno); per il pranzo niente di speciale, essendoci fermati all'autogrill Fini dalle parti di Imola. Arrivati poi a casa intorno alle sei, ho pensato di andare a Messa a Negrone, avendo inaugurato la messa itinerante per adolescenti. E, anche se non era stato previsto, ed incerto in merito al dopo cena, perché si voleva andare a teatro ma c'erano state difficoltà con la prenotazione di BergamoScienza, mi sono fermato a cenare (tanto per cambiare) alla Castagnata di Negrone, dove - finalmente - ho potuto togliermi la soddisfazione della trippa. Di una tazza di trippa immensa e fumante, che ho faticato moltissimo a concludere - ed ho dovuto regalare il mio cotechino di secondo, tra il satollo che ero (e si sa che la trippa ha una profondità di riempitura molto più accentuata di qualunque altra pietanza) e la fretta che avevo, avendo scoperto all'ultimo che il teatro era effettivamente quella sera. Il lungo spettacolo, una messa in scena affatto originale e profonda del romanzo La Notte di Keplero, che a ben pensarci avevo letto mentre preparavo la tesina di maturità, ha tenuto impegnati Fabio e me fino alle undici e venti, quando abbiamo deciso di rinunciare ai locali cool dove avevamo una mezza idea di sentire un amico che suonava minimalelectroergot, e di tuffarci in una rassicurante, calda ed acccogliente birreria dove deliziarci di cervogia trappista. E di non farci troppo prendere dalle sirene dei dolciumi notturni.

Stamattina, via ancora, a Celana di Caprino per la Messa di famiglia (come dicevano gli inviti ed i menu del ristorante, Casati & Affini Day; che, non volendo soffermarci su tutti i mille parenti e gli aggiornamenti dell'ultimo anno, si è conclusa come sempre con un pranzo luculliano, di cui tralascio di elencare il menu perché, essendo ancora tutto più o meno disposto tra il cardias e poco sotto, è meglio non riportare alla memoria. Stasera niente cena. Per nessun motivo.

E domani riprende una settimana in teoria leggera, in pratica si vedrà.

1 commento:

Cristian ++ ha detto...

Sia d la densità media di una pietanza (prendiamo un volumetto macroscopicamente piccolo, ma microscopicamente grande in modo che tale definizione abbia senso), definiamo la Fd (filling depth) profondità di riempitura.
Otteniamo la profondità di riempitura moltiplicando la densità media per un apposito quality factor. Misureremo la Fd in tem, ossia trippa equivalent man, dove trippa sta per trippa ossia büsèca, büzèca o, meno correttamente, busecca. Per convenzione si da ad una scodella di trippa una Fd = 1 tem.
Per pietanze vegetali si usano comunemente i femtotem (10^-15 tem).
La più alta Fd mai raggiunta in laboratorio, pari a circa 10^5 tem, è stata ottenuta attraverso una colata di una lega speciale di Piombo e Niobio-Titanio.
Fd ancora maggiori si raggiungono solo nelle di neutroni.