lunedì 24 novembre 2008

Saranno atei e agnostici, ma razionalisti...

Mentre attendevo (per venticinque minuti artici, grazie alla stupidità congiunta Trenitalia-ATB) l'autobus oggi, mi è caduto l'occhio su un volantino ciclostilato appeso al palo del semaforo - per i curiosi e quanti non crederanno al seguito, il semaforo sulla destra di Piazzale Marconi, guardando verso viale Papa Giovanni - che pubblicizza un incontro organizzato da quei simpatici mattacchioni dell'UAAR (Unione Atei Agnostici e Razionalisti); l'incontro con uno che, dal momento che ha scritto qualcosa, va considerato uno scrittore, che pubblicizzerà la mai troppo sfruttata possibilità dello sbattezzo.

Proprio in merito a questo, la clamorosa buffonata. Nessuno, credo, e tantomeno il sottoscritto è tanto ingenuo da pensare che questi tali abbiano una vaga idea di quel poco di teologia sacramentale che basta per capire quanto sia assurdo pretendere di desacramentizzarsi; ma, infatti, non di questo si parla, quanto della richiesta di essere considerati estranei alla Comunità Cristiana di (precedente) appartenenza. Perché tale sarebbe l'unico modo (***spoiler alert: ora arriva la bomba***) per farsi riconoscere dallo Stato come non più cristiani.

DALLO STATO?

Viene sottolineato che, così facendo, non si ha più l'obbligo di seguire gli insegnamenti della Chiesa. Poi, per rassicurare i timorosi, chiariscono che sì, così facendo si figura scomunicati (apostati della fede e scomunicati, secondo me), ma che questo (per fortuna! Si sa mai...) non ha effetti civili.

E allora uno dice: MA CHE C'ENTRA LO STATO?? Che, sulla fedina penale ti segnano anche i peccati, se figuri nella lista dei cristiani?! Oppure sei costretto a versare l'otto per mille alla Chiesa Cattolica (a proposito, informazione di servizio: se proprio non volete che un centesimo dei vostri soldi vada alla Conferenza Episcopale Italiana, firmate per qualcos'altro, altrimenti vengono ripartiti proporzionalmente alle firme, e quelle alla CEI sono la più parte) pena l'evasione fiscale?

Io mi spiego questa castroneria in uno dei tre modi che qui propongo: 1) sono stupidi e/o ignoranti; 2) vogliono creare un polverone quasi come se vivessimo nell'omologo cristiano dell'Arabia Saudita (lì, se apostata della fede, sei condannato a morte); 3) sono convinti di vivere nel '400, poverini, e ricordano bene che, in caso di scomunica, si perdeva anche l'autorità civile (perché i tuoi sudditi non erano più tenuti ad obbedirti).

Non ci si stupisce che uno dei loro leader sia Odifreddi, che l'ho visto ieri a Crozza Italia e dovrebbe valutare la carriera di comico (e lasciar perdere la Logica, Matematica o Immatematica)

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei ridicolo. Prima di criticare Odifreddi prova almeno a leggere uno dei suoi libri.

Ronkas ha detto...

Cassa, non ti preoccupare.
Ridicolo è chi nemmeno ha il coraggio di firmarsi con uno pseudonimo nel dire ciò che afferma.

Poi beh, Odifreddi e tutti i suoi amichetti non solo sono ridicoli, ma sono anche illogici e irrazionali; proprio il contrario di ciò che affermano di essere.

Come alle tante persone che si chiedono se sia giusto battezzare i bambini a loro io rispondo che, se uno non crede, non ammette l'esistenza di Dio, allora quel battesimo per loro è solo una stupida cerimonia con un po' d'acqua. Che senso ha quindi voler farsi "sbattesimare"?
E' un po' come la gente che bestemmia continuamente: rinnega l'esistenza di Dio, ma sempre lo offende. Come se io mi mettessi a tirare maledizioni in giro a una persona immaginaria.

E' paradossale, e completamente penoso.
Ho anche il sospetto che questa gente ogni tanto sia anche solo, semplicemente invidiosa.

Cassa ha detto...

All'anonimo ammiratore mi sento in diritto di precisare che io, i libri del prof. Odifreddi, li ho letti. Non tutti, certo, anche perché persone degne di fiducia mi hanno assicurato che è un po' ripetitivo, nelle sue argomentazioni.
Non contento, sono andato ad una conferenza per sentirlo parlare di matematica (che in teoria dovrebbe essere il proprio mestiere, e quindi quello in cui riesce meglio), e lui s'è messo a fare il gigione sfoggiando un umorismo da bar sugli omosessuali. E non parlando di matematica. Anche per questo gli consiglio di dedicarsi anima e corpo a cercare di far ridere, e chissà che non gli esca meglio.

Concludo con una citazione (purtroppo di seconda mano, ed un paio di colleghi matematici potrebbero precisarmi di chi è):
Ad occuparsi delle fondamenta della matematica si diventa logici, filosofi...brutta gente,

serena ha detto...

Sul fatto del battesimo mi permetto di commentare: vero che si tratta d'un po' d'acqua, e un po' d'acqua non fa male a nessuno, ma è tutto l'insieme di riti, celebrazioni, nozioni, idee e convinzioni che accompagnano il bambino, da quella celebrazione "acquatica" (con o senza significato, a seconda di quanto gliene si vuole dare), al diventare credente o meno. O, se vogliamo, all'essere indotto a credere o meno.

Sinceramente non sono d'accordo sull'utilità/ragion d'essere del rito del battesimo, nè ai seguenti sacramenti; almeno, a quelle età in cui vengono celebrati.
Non sono d'accordo con l'educazione religiosa nei primi anni di vita, seppure ne ho ricevuta a quintalate. La vedo come una limitazione ad una libertà personale, aggiuntiva, non una semplice conoscenza ulteriore, anche perchè è logico - e tutti dovremmo esserne consapevoli - che nulla siamo se non il background culturale, sociale, politico e - ahimè - anche religioso, che ci accompagna da sempre.

Però... ecco, se si potesse evitare, e procrastinare a maggiore età... beh, lo troverei almeno più rispettoso.
Poi ognun fa ciò che vuole, ed io sarò di parte. Ma tant'è.

Sullo "sbattezzo" dovrei andare a leggere meglio sul sito dell' UAAR, cui sono iscritta (al forum), però anche io la vedo a grandi linee un po' una "bidonata", non tanto per l'aspetto evidenziato da Casati (che è lampante), quanto anche per il fatto di cancellare con una proclamazione di non appartenenza una proclamazione di appartenenza. Credo basti andare dal proprio parroco e annullare i documenti, senza tante storie. Almeno. Credo e parlo senza sapere. Ripeto, dovrei informarmi.

E Odifreddi... beh, anche la Hack, allora. I riflettori - si sa - spesso accecano.

Daniel ha detto...

Relativamente allo sbattezzo mi trovate completamente d'accordo: è una cavolata. Credo anche di aver scritto u post a suo tempo, ma non ho voglia di andarlo a cercare ché dovrei studiare. Concordo anche con Ronkas relativamente alle bestemmie.
E giusto perché tre volte è meglio, sono della stessa opinione di Serena che procrastinerebbe l'età della Cresima ai 18 anni (o magari anche più aggiungerei). E lo dico da catechista che sta preparando una classe di terza media proprio alla Cresima. Il Battesimo a questo punto, trovo, diventa ancora più importante se vogliamo dare un supporto a 'sti poveri bambinetti.
Sull'educazione religiosa in tenera età, direi anche io che è superflua ma solo se fossero i genitori ad educarli, visto che dando loro il Battesimo si sono impegnati solo e proprio a quello. Ovviamente, se poi sono i primi a non saperne niente, ad avere le idee confuse et cetera allora ben venga che passi almeno un po' di cultura. In fondo le radici culturali cristiano-ebraiche, perdonate la polemica su un tema già discusso, non ce le può estirpare nessuno.

serena ha detto...

Ecco, la pagina incriminata è questa:

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/#09

e cito la parte relativa alla "polemica" di Casati:
per non essere considerati, dalla stessa legge italiana, «sudditi» delle gerarchie ecclesiastiche. Il Catechismo della Chiesa cattolica rammenta (nn. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì «pubblici peccatori e concubini» una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti all’autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?

serena ha detto...

(però dai, questi atei agnostici razionalisti blabla son simpatici, nèh :D ---> http://www.uaar.it/ateismo/umorismo/ )

Cassa ha detto...

A proposito della questione del 1958, ritengo che l'essere o meno cristiani non cambi la casistica dei peccati (tipo: questo è un peccato solo per i cristiani, per gli altri no; altrimenti non sarebbe per niente un buon affare)

Daniel ha detto...

Beh, mi sembra un po' pscaliano il ragionamento del "buon affare". Sarà un po' complicato avere una fede sincera se la motivazione che ci sta dietro è un'attenta valutazione dei pro e dei contra.

Daniel ha detto...

Più che altro l'esistenza di Dio prescinde dal fatto che io trovo più vantaggi ad essere o meno cristiano e quindi è un ragionamento che non porta a nulla.

Cassa ha detto...

Solo per chiarire che la cosa del "buon affare" era, appunto, una battuta pascaliana.

Alessandro Scatena ha detto...

Casati, non so molto su di te, ma devo sottolineare che da una persona uscita dal lussana con il tuo voto mi aspettavo sinceramente di più. E non a livello contenutistico, ma a livello di scelte argomentative. Evidentemente dell'essenziale di questo problema non puoi o non vuoi carpirne il significato. Mettiamo subito bene in chiaro le posizioni. Qui parla un ateo che ha avuto la fortuna di avere due genitori tanto illuminati da risparmiare al sottoscritto forzature bislacche quali il battesimo alla nascita, permettendomi così di decidere indipendentemente, una volta adulto, con che comunità identificarmi. Detto ciò, passo a criticare alcune vaccate che hai detto e ti spiego perchè l'operazione di sbattesimo è qualcosa che, volente o nolente, un senso lo possiede. Prima di tutto evitiamo di astrarre a campi speculativi che non hanno nulla a che vedere con il concreto e lasciamo stare i castelli in aria, evitando di dire cose del tipo "...questi tali abbiano una vaga idea di quel poco di teologia sacramentale che basta per capire quanto sia assurdo pretendere di desacramentizzarsi". La teologia qui non c'entra nulla. Il problema è puramente umano e di coscienza. E da una tale prospettiva il tuo intoccabile sistema dei sacramenti non ha nessun significato che non sia strettamente personale. In breve : se uno si sente cristiano buon per lui, se uno non ci ci sente per nulla, che abbia la possibilità di far sparire il proprio nome dai polverosi registroni della santa sede. Soprattutto se è stato forzatamente infilato dai genitori in un contesto religioso che non aveva la possibilità di accettare o rifiutare. E' una pura questione di principio. Sempre su questa linea ti dico : potrebbe anche essere un millesimo dei miei soldi, ma non voglio (nemmeno morto) che finisca nelle casse di una casta che sguazza nel lusso come quella delle gerarchie vaticane, razza che tra l'altro non fa che avversare continuamente la crescita delle coscienze laiche e lo sviluppo verso il futuro. Terzopoi gli atei non sono gente stupida : se proprio sei di questo parere fatti una chiacchierata su youtube con FaltingsRibet, ateo militante [mi pare iscritto all'UAAR] che vanta 200 di qi e attualmente è docente di algebra in un università americana, poi ci risentiamo. Ma solo per citartene uno. In ultimo, Odifreddi è una personalità notevole. Non solo è ordinario di logica a Torino [cosa che tu devi ancora diventare] ma oltretutto ha trovato un modo per comunicare alla gente normale un certo modo di vedere il mondo, epurato dai trascendentalismi da quattro soldi che solitamente tengono in mano le sorti dei deboli di mente. E oltretutto, checche se ne voglia dire, ha un senso dello humor micidiale. Sul perchè, poi, ai bigotti storicamente rode il culo quando si fanno notare certe contraddizioni insite nella fede, non penso ci sia troppo bisogno di indagare... sayonara

Ronkas ha detto...

Il commento sopra è patetico.
Accusa il prossimo di un "rodimento di culo" quando nell'articolo di Cassa si trova semplicemente stupore per una cosa totalemente irrazionale.

Vedo ipocrisia, nonostante sia ben mascherata un buon uso della retorica. Chi è venuto a parlare è il primo ad avere questo millantato "rodimento di culo".

Venendo poi al contenuto, la cosa che salta immediatamente agli occhi è quanto il concetto di "intelligenza" sia stereotipato e ridotto alla forma del cervellone che le-sa-tutte.
L'intelligenza è strettamente legata alla saggezza, che di sicuro non si misura con il QI.

Infine, rimango comunque notevolemente stupito da come veramente uno possa pensare di "sbattezzarsi".
Alessandro, hai detto tante cose, ma le trovo inconsistenti e prive di un fondamento logico.
Se uno non crede, quell'acqua che gli è piovuta in testa da infante non vale un cicca; così come non vale una cicca il tuo millantare un voler "sentirsi fuori dalla Chiesa"... ma guarda caro che non ti serve mica il permesso scritto per andartene eh? Nessuno ti ha chiesto di rimanere, come nessuno ti ha detto di andartene. Stai tranquillo che se nella tua vita hai capito che quello che ti è stato fatto (il battesimo) non rispecchia come la pensi, nessuno ti verrà mai a cercare per tirarti per le orecchie e portarti in chiesa.

Detto questo, lo "sbattezzamento" è veramente patetico.

Alessandro Scatena ha detto...

Non si è compreso il senso primo del mio articolo, ovvero che lo sbattezzamento non è un qualcosa che richiede motivazioni prettamente razionali. E' solo un atto dell'individuo che magari sente così di affermare più prontamente la sua presa di posizione, o che magari ritiene di doversi liberare di un qualcosa che è legato al passato, che è la rappresentazione di volontà non sentite... basta questo, non c'è bisogno di andare a pescare nelle giustificazioni meticolose, che sono errate tanto quanto le giustificazioni che parlano di stato e compagnia bella. La verità è che lo sbattezzamento è una questione che attiene solo all'individuo ed alla sua condizione umana. E nessuno può sentirsi secondo me tanto in alto da bollare un certo atteggiamento, soprattutto se le sue motivazioni sono poco chiare, come patetico. In secondo luogo io non ho nessun "rodimento di culo" rispetto alla situazione, visto che la cosa non mi tocca nemmeno di striscio (come spiegato precedentemente). Terzopoi cerchaimo di evitare di fare appelli ai "fondamenti logici" di quello che si dice. A questo livello al massimo un discorso può essere coerente o no. Lasciamo la logica al suo ambito di appartenenza più proprio. In ultimo voglio segnalare che sono perfettamente cosciente di come il QI non abbia nulla a che vedere con le capacità valutative dell'individuo, essendo solo una misura della reattività associativa del soggetto a certi stimoli visivi. E non ritengo nemmeno che il cervellone sia colui che le-sa-tutte. L'intelligenza è ben altra cosa, giusto. Infatti il mio non era un discorso generale ma un esempio relativo ad una sola persona che ho avuto il piacere di conoscere e con la quale vi ho invitato a provare a discutere semmai ne aveste tempo, giusto per farvi una panoramica su cos'è un ateo serio. Rimane che le critiche che ho portato a Casati sono validissime e che il ricorso alla teologia come elemento in opposizione alla pratica di sbattezzamento era quanto di più squallido e debole si potesse fare a livello argomentativo. arrivederci.

Alessandro Scatena ha detto...

ah oltretutto volevo far sapere a ronkas che esistono altre parole nella lingua italiana per esprimere disprezzo velato, oltre a "patetico".... insomma... il mio commento è patetico, sbattezzarsi è patetico... già che ci siamo ricordiamo che anche ripetersi è patetico e che è patetico avere un bagaglio linguistico tanto striminzito.

Cassa ha detto...

'scoltèm'mme, giovane Scatena: [nda, perché conosco almeno di fama chi sia, i lettori non credano che mi prenda tali confidenze a casaccio]
Se è di argomentazioni che vuoi parlare, permettimi di dirti che la tua risposta (che qui, per amor di semplificazione anche se non di verità, considererò paradigmatica della posizione "atea" sulla questione) non è certo un altissimo pulpito da cui venir a fare le pulci a me, visto che consiste in una reductio ad conscientiam applicata ad un post che (sulla falsariga, ci tengo a specificare, di quanto scritto sul volantino che commento) oppone motivazioni giuridiche alle motivazioni giuridiche bislacche dell'iniziativa dello "sbattezzo".

Visto, però, che spesso criticare il metodo è un buon tentativo per evitare di confrontarsi sul merito, permettimi di aggiungere qualche considerazione.
Per prima cosa - mi sa che tu bollerai, dall'"ateo fortunato" che ritieni di essere, questo paragrafo come miraggi o fole da prete e, orgoglioso e fiero della tua superiorità, lo salterai a pié pari, perché si parla seriamente (insomma, come sono capace) di teologia - è opportuno che anche chi non crede, o meglio crede nella non-esistenza di Dio, si renda conto che né fede, né religione, né teologia sono fatti puramente umani o di coscienza. Ma, piuttosto, sono fatti rispettivamente di Verità, di risposta alla Verità, di riflessione sulla Verità. Un filosofo laico ed "indifferente alla religione" come Husserl sostiene che la religione è un Sistema completo del mondo, cioè ha risposte e regola tutto quanto. Pensare che attenga solo alla coscienza personale e solo in tale ambito abbia diritto di parola non è tanto un errore, quanto una castroneria che solo i ciechi furori dell'ideologia laicista possono permettere. Questo per dire che il valore del battesimo non te lo dice la coscienza, ma la teologia. Che non è meno "scienza" della filosofia o della sociologia o della psicologia o della biologia. E "quel minimo di teologia sacramentale" di cui parlavo è affermare che i sacramenti non si danno e si tolgono, perché non sono di competenza umana. Dunque, uno battezzato ci resta, davanti a Dio ed al mondo.

Ed ora la seconda parte della risposta, quella che puoi accettare anche dall'alto della tua sicumera di ateo militante. Tu non credi nel valore del sacramento, io ti dico che tale valore c'è e non è maneggiabile. Pace. Veniamo al punto b: E' lecito che uno chieda di non essere più giuridicamente parte della comunità cristiana?. Probabilmente sì, se della comunità cristiana ha una visione distorta, e pensa sia alla stregua di un'associazione o di un circolo privato. A cui si fa domanda per accedere, e bisogna farla per uscirne, altrimenti ogni anno ti mandano il bollettino per pagare la quota d'iscrizione anche se non ti interessa più la rivista.
Che è esattamente la visione di Chiesa che sembrano avere l'autore e gli estensori di quella famosa iniziativa, di quel famoso volantino di cui il post parla.

Mi sembra tutt'ora grottesco che chi per primo professa di non credere alle varie sovrastrutture ecclesiali, e che quelle che si proclamano sono solo vane parole impregnate di oscurantismo retrivo, voglia però il bollo della Chiesa apposto alla sua decisione di non farne parte. Che è l'errore logico dello sbattezzo, il che dimostra che si potrà essere intelligentissimi ma stupidi si è, se gli stupidi si fa.

Cristian ++ ha detto...

Mi inserisco nella discussione un po' in ritardo, ma volevo capire alcune cose.
Casati, tu dici che: "è opportuno che anche chi non crede, o meglio crede nella non-esistenza di Dio, si renda conto che né fede, né religione, né teologia sono fatti puramente umani o di coscienza. Ma, piuttosto, sono fatti rispettivamente di Verità, di risposta alla Verità, di riflessione sulla Verità."
Sono d'accordo sul fatto che l'esistenza o non esistenza di Dio possa essere un fatto di Verità (nel senso "scientifico" della parola, per capirci), tuttavia questo non garantisce che uno ci debba credere. [Aggiungerei, fuori tema, che questo implica che uno è pur sempre libero di pensare che la scienza, e la fisica in particolare, siano una massa di baggianate.] (Sul perchè non mi faccio domande in questo momento). Tutto questo per dire: esistono le persone che non credono in Dio e questo è profondamente indipendente dal fatto che Dio esista oppure no. Inoltre, possiamo essere liberi di pensare che Dio esista oppure no, una volta fatta la nostra scelta ragioneremo di conseguenza. Riassumendo, la Fede in quanto tale potrà essere oggetto di Verità ma l'adesione o meglio, la professione di una fede sono fatti di coscienza. (da leggersi "libero arbitrio")

"[...] Questo per dire che il valore del battesimo non te lo dice la coscienza, ma la teologia. Che non è meno "scienza" della filosofia o della sociologia o della psicologia o della biologia. E "quel minimo di teologia sacramentale" di cui parlavo è affermare che i sacramenti non si danno e si tolgono, perché non sono di competenza umana.[...] Dunque, uno battezzato ci resta, davanti a Dio ed al mondo."
Ora la domanda è che valore intrinseco può avere il battesimo per un non credente, e di chi è la "competenza" dei sacramenti se uno non ammette l'esistenza di Dio?. Credo nessuno. Indipendentemente dal fatto che questo possa essere Vero o meno. (A questo punto ci si potrebbe chiedere "come mi devo comportare, io credente, rispetto a un non credente?", ma questa è un'altra faccenda).

"Tu non credi nel valore del sacramento, io ti dico che tale valore c'è e non è maneggiabile. Pace."
Appunto, pazienza. Si parte da punti iniziali diversi.(A me viene in mente sempre l'esempio della geometria euclidea e di quelle non-euclidee in questi casi, nessuna di esse è sbagliata. Sono tutte giuste. La differenza è che nella matematica ci sono meno ambiguità.)

Riguardo alla visione della Chiesa da parte di chi si vuole fare sbattezzare, sostieni che:
"Mi sembra tutt'ora grottesco che chi per primo professa di non credere alle varie sovrastrutture ecclesiali [...] voglia però il bollo della Chiesa apposto alla sua decisione di non farne parte. Che è l'errore logico dello sbattezzo"
Eh, no! Un conto è non credere nell'esistenza di Dio e un conto è non credere che esista la Chiesa... posso anche non riconoscerla a livello religioso, ma sul fatto che esista come istituzione non ci piove. E quindi per un ateo è ammissibile il fatto di volersi fare "cancellare" da quest'istituzione (o associazione di persone, o circolo, insomma un gruppo di persone con un pensiero e sentimento comune).

Nota a margine: conosco alcune persone che si sono allontanate dalla religione più per il fatto che non accettavano le posizioni o le idee della Chiesa (ed altre volte ancora perchè non erano d'accordo con ciò che sentivano dire dal parroco del proprio paese) che non perchè avessero smesso di credere in Dio, se interessa (io non penso che sia una reazione molto giusta, ma tant'è...).

In ogni caso, la parte "incomprensibile" del volantino è quel "farsi riconoscere dallo Stato" come non cristiani. Sono cose separate (cfr. artt. 7-8 della Costituzione), ossia ciò che proclama il volantino è già stato messo su Carta (dal 1948). [Ovvio che poi ci sarebbe moltissimo da discutere sul discorso sempre di moda delle ingerenze-della-Chiesa-di-qui e la-Chiesa-rappresenta-il-sentimento-di-tantissime-persone-di-la, ma è un discorso che non voglio proprio aprire]. Inoltre, riguardo alla questione del 1958 ricordiamo a tutti che il giudice ha il compito di interpretare la legge (e qui non ci piove) ed era il 1958. (e scusate il pragmatismo).

Per finire, Alessandro Scatena (chiunque tu sia) evita di iniziare i discorsi con cose del tipo "per una persona uscita dal Lussana con il tuo voto..." cosa ci guadagni? I tuoi argomenti saranno più forti così? No, avrai solo dato occasione a qualcun'altro di fare polemica su cose che non c'entrano con i contenuti della discussione. Inoltre sembra che ti metti ad "attaccare l'avversario" perchè non hai argomenti (mentre gli argomenti ce li hai benissimo). Non da ultimo credo che sia una cosa da maleducati. (disclaimer: non voglio fare l'avvocato del diav... di Casati (:P), ma solo ricordare che è meglio lasciar perdere certe frasi. Sarebbe meglio per tutti non usarle, mai).

Cassa ha detto...

Alcune risposte a Cristian (non a tutto però)
Punto 1. La Fede è questione di Verità ma la professione un fatto di coscienza. Vero. Ma fai tu stesso il parallelo con la fisica. Nessuno, se non per fare uno stupido divertente gruppo su Facebook, perplesso per l'entanglement o l'interpretazione di Born della MQ dice "E' una questione di adesione o meno, per me sono tutti gnomi". Non sarà sulla sua libertà di credere o meno nella fisica che si confronterà, ma se quella fisica sia giusta o sbagliata. Questo è l'atteggiamento da avere di fronte alla verità o a quanto pretende di averne.

Punto 2 Uno può non credere in Dio ma riconoscere la Chiesa come un'istituzione e non volerne più fare parte. Ora, ovviamente dal punto di vista del credente la Chiesa è molto più di un'associazione, un circolo od una lobby. Ma se la Chiesa ti dice: se fai questo o quello, e così facendo ti metti fuori dalla Chiesa (perché la Chiesa, tecnicamente, non può buttar fuori nessuno), la cosa dovrebbe bastare. Invece i signori vogliono tutte le carte, come se l'appartenenza o meno fosse una questione di bolli.
Ma, come se discuti con Euclide non puoi operare negando il postulato delle parallele, così uno si potrà essere messo fuori dalla Chiesa quanto vuole, ma non può chiedere alla Chiesa di essere sbattezzato (o meglio, lui può anche chiedere: è la Chiesa che non lo può sbattezzare). Come la Chiesa, pur avendolo amministrato, non può togliere il matrimonio (al limite dichiararlo nullo dall'inizio) o l'ordine (nemmeno per i preti spretati).

brainman ha detto...

Ho visto che qualcuno ha fatto il nome dell'utente FALTINGSRIBET di YouTube...AH AH AH!!!...c'è da ridere...Questo tizio, che moltissimi utenti di yt hanno da tempo ribattezzato "FARTING", ha perso ogni residuo di dignità non solo professionale ma anche prettamente biografica affermando che (cito testualmente)"La prova scientifica dell'esistenza del pensiero è stata data nel 1600 da Cartesio"...ah ah ah! Noi, caritatevolmente, gli possiamo abbonare anche un 250 di QI purchè questo triste ometto riesca a ritrovare lo stesso sorriso col quale noi accompagniamo ogni sua gottesca e malinconica affermazione.

Massimiliano Vrrh ha detto...

Ciao a tutti..secondo me non si dovrebbero nemmeno spender tante parole su una scelta che è individuale e personale. Se uno decide si sbattezzarsi lo faccia..saprà lui le sue motivazioni..sul battesimo non sono d'accordo perchè penso sia giusto lasciar scegliere al singolo quando sarà in età giusta per decidere se esser crisriano o cosa-Io x esempio son stato batezzato..ho praticato er anni per poi capire che non era quella la mia vita .ora son Buddista e felice-come altri son felici con altre religioni-mi sbattezzo senza far tanto rumore-secondo me la cosa che si è persa di vista è la fede!! La cosa più importante è la fede qualunque essa sia,e ai bambini dovrebbe esser insegnata la religione..si ma tutte..non solo quella cristiana e poi sarà lui a sentirsi chiamato verso una o l'altra e troverà la sua fede sincera senza forzature!! grazie a tutti

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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