lunedì 11 maggio 2009

Respingimenti

Brutta parola, tra l'altro (dal puro punto di vista dell'italiano).

Comunque, come si suol dire nell'ambiente internettiano, quoto Fini; ha ragione. Il diritto internazionale permette di respingere gli immigrati clandestini. Guardate, si potrebbe tirare in ballo discorsi antropologici, etici, morali, storici, e chi più ne ha più ne metta.

Ma non ce n'è bisogno. Perché, allo stesso modo, il diritto internazionale impone di accogliere chi gode, ai sensi delle norme internazionali, del diritto d'asilo. Allora, qualcuno mi spiega come si fanno ad identificare 'sti clandestini ed a scoprire se godono o meno di questo benedetto diritto d'asilo, mentre si è impegnati a riaccompagnarli a bordo delle motovedette a Tripoli? Già ci si mette una vita nei Centri di Permanenza Temporanea dove, giova ribadirlo, si dovrebbe fare questo: identificarli e rispedire indietro chi non gode dello status di rifugiato.

La mia impressione è che sia un fuoco di paglia, tutta 'sta storia. Che ai soliti annunci segua una minima azione del governo, e quando la gente si sarà dimenticata della questione troveranno qualcos'altro per cercare di drenare consenso. Ciò non toglie che, ora, bisogni darsi una mossa e far capire che basta affrontare la questione come una faccenda di diritto internazionale, per vedere come la tattica dei "respingimenti" faccia acqua.

2 commenti:

serena ha detto...

Quoto in tutto.
Ma a fare dei discorsi del genere, ahimè, vieni accusato d'essere fascista e razzista.

E chi vorrebbe farli, spesso quindi non lo fa.

Cassa ha detto...

Temo che tu mi abbia frainteso, a dire il vero, e che questo post sia il contrario di fascista e razzista. Asciugandolo della bella forma, il succo dovrebbe essere (voleva essere): è inutile tirare in ballo anche l'etica, l'accoglienza ecc. ecc. I respingimenti di Maroni danno abbastanza problemi anche solo dal punto di vista legale, senza parlare di tutto il resto.