sabato 31 gennaio 2009

Condizioni del bialgebroide di Lie

Il mio professore non vuole che ci si esponga prima di padroneggiare con sicurezza la scrittura in componenti, ma abbiamo (ho?) provato che condizione necessaria e sufficiente affinché la condizione per un bialgebroide di Lie
$[d_*s_1,s_2]_S+[s_1,d_*s_2]_S-d_*[s_1,s_2]=0$
sia f-lineare nelle due sezioni (e condizione necessaria affinché la condizione possa valere) è la soddisfazione di queste due richieste sull'accoppiamento delle ancore.

  1. $ab*+ba*=0$
  2. $R(\alpha,s)=a\mathcal{L}'_\alpha(s)-b\mathcal{L}'_s(\alpha)+[as,b\alpha]-ab*d\langle\alpha,s\rangle=0$

Per delucidazioni sulla mia notazione, si faccia riferimento al vecchio post in cui la condizione indicata, come avevo già avvisato, è stata sostituita dalla nuova numero 1 (nei calcoli avevo clamorosamente sbagliato un segno).

Nell'ottica di lavorare per bene sul tensore R, se qualche ingegnere o fisico specializzato in meccanica del continuo mi sa segnalare una buona trattazione algebrica dei cosiddetti tensori a due punti (o two-point tensors), è benissimo accetto.

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Ma come siamo arrivati a ciò?

Non si sappia troppo in giro, ma sono d'accordo con questo corsivo apparso su Il Giornale.

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martedì 27 gennaio 2009

Sul lungo periodo

Ricordate?

Ecco, potrei essere giunto alla conclusione di seguire l'amisunevole consiglio e cambiare le carte in tavola. Tanto si sa, che opero sul lungo periodo

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domenica 25 gennaio 2009

Su scomuniche, Diritto Canonico, ed altre amenità siffatte

Premetto al seguito che non sono un esperto, anzi con il diritto non c'entro nulla,ma che se avessi il tempo di fare gli esami a scelta "a caso", come alcuni miei colleghi, probabilmente avrei scelto Diritto Canonico più per folclore che per altro.
Ad ogni modo, avendo sotto gli occhi la prima pagina dell'Osservatore Romano che, pur rimanendo impaginata sobriamente come sempre, pubblica il decreto della Congregazione per i Vescovi che annuncia la rimozione della scomunica per i quattro vescovi ordinati da Lefebvre nel 1988 ed avendo sfogliato un po' di reazioni isteriche qua e là nella rete, un minimo di approfondimento ed una mia lettura della vicenda potrebbe essere interessante.

Visto che non da oggi basta cercare Lefebvre su Google per sorbirsi la cronistoria della vicenda e le più disparate opinioni, mi limiterei qui al punto. Il punto sarebbe che, già sospeso a divinis, il nostro ha consacrato quattro vescovi nel 1988 e per questo è stato scomunicato latae sententiae, cioè il fatto commesso è di gravità tale da costituire automaticamente ragione di esclusione dalla comunità ecclesiale e dai sacramenti. Dopo un minimo di ricerche, ho appurato che, benché l'ordinazione episcolale non autorizzata sia di per sé stessa causa di scomunica, nel motu proprio che ha formalizzato la scomunica si pronuncia una condanna di scismaticità per mons. Lefebvre ed i vescovi da lui ordinati (ovvero, avendo disobbedito ad un ordine espresso del Papa, che aveva vietato quell'ordinazione, si sono posti fuori della Chiesa).

Sin da allora e per tutti questi vent'anni - e, come sempre, dopo la morte del fondatore con le sue idiosincrasie in maniera più verosimile - la comunità che fa riferimento al Lefebvre si è sempre pretesa non scismatica e non ha mai rinunciato, seppur nelle altalenanti vicende degli uomini, a cercare di riottenere la comunione con il Papato, pur non avendo in molte occasioni risparmiato pronunciamenti che la impedissero. Degli ultimi anni è l'avvicinamento (riconoscimento dell'autorità della Sede Apostolica, più che altro) tra la Fraternità S. Pio X, come si chiama la comunità che il nostro ha fondato in funzione anti-modernista, tradizionalista e sostanzialmente non riconoscendo il Concilio Vaticano II, e la Chiesa Cattolica, in particolare grazie all'opera del Papa che, avendo seguito la vicenda ai tempi dello scisma (ed avendo, a quel tempo, ottenuto un accordo che, però, gli scismatici rigettarono il giorno dopo averlo firmato), è particolarmente attento alla ricomposizione - ed in tale direzione è stata intesa la "liberalizzazione" del Messale del 1962, l'ultimo prima della riforma liturgica seguita al Concilio.

Degli ultimi giorni (il decreto è pubblicato oggi) la revoca della scomunica. Ora, la prima cosa da capire è che revocare una scomunica non significa essere d'accordo. La scomunica, ed in particolare la scomunica latae sententiae, cioè automatica, si intende tolta quando il peccatore, pentito, ottiene l'assoluzione. Per alcuni tipi di colpa la remissione può essere concessa dal semplice sacerdote confessore, per altre la remissione è riservata all'Ordinario (cioè al Vescovo della Diocesi) o, nei casi più gravi, alla Sede Apostolica, come è il caso per gli scismatici che accettano di rientrare in comunione con la Chiesa.

Revocare la scomunica, dunque, non significa approvare l'oltranzismo tradizionalista e l'errata e contraddittoria concezione della traditio, come scritto nell'Ecclesia Dei, ma riaccogliere i figli ribelli che si apprestano a rientrare nel seno della Chiesa Cattolica (e, per cominciare, oggi accettano di riconoscere il primato e l'autorità del Papa).

Questo non significa che siano tutte rose e fiori. Per riottenere la piena comunione è indispensabile che i lefebvriani riconoscano, accanto all'autorità del Papa, la pari autorità del Concilio e la validità delle sue Costituzioni. Io mi auguro, e credo avvenga, che nei prossimi mesi si arrivi alla ricomposizione definitiva di uno scisma nato per gli opposti oltranzismi del clero tradizionalista e, secondo l'idea che mi sono fatto, della Conferenza Episcopale Francese. Non voglio relativizzare. Il torto è dei lefebvriani,e probabilmente di mons. Lefebvre in particolare. Ma i vescovi francesi sono sempre stati e sempre saranno turbolenti e spesso "difficoltosi".

A margine, una piccola nota sul polverone "politico" che questa decisione ha provocato. Consta che uno dei quattro vescovi allora ordinati irregolarmente (ma ordinati, essendo che il sacramento è valido indipendentemente dallo spirito e dalla condizione più o meno regolare di chi lo celebra: come insegnò con icastica efficacia il prof. Panattoni al liceo, "se fossi un prete spretato consacrerei il pane ed il vino prima di cenare, alla faccia del Papa della Chiesa e vostra") abbia rilasciato, mesi fa ma misteriosamente risaputi solo tre giorni or sono, un'intervista in cui esprime tesi negazioniste in merito allo sterminio degli ebrei eccetera. Prontamente esecrato da tutti, ce n'è perfino accenno nell'altrimenti istituzionalissima prima pagina dell'Osservatore Romano di oggi, pare susciti riprovazione e scandalo che venga "ricomunicato" un sostenitore di tale bestemmia storiografica (bestemmia, tra l'altro, di cui non è certo l'unico sostenitore, e con buona probabilità ci saranno altri cattolici negazionisti). Il punto è che sulla scomunica non può e non deve influire una cosa del genere. Per amore di completezza, riporto qui di seguito i motivi per cui si incorre in una scomunica, e pentendosi dai quali si ottiene (compatibilmente con il grado della gerarchia cui compete la remissione) la "ricomunica":
* apostasia ed eresia; agli scismatici è comminata la medesima pena (can. 1364 §1)
* profanazione delle specie consacrate, oppure la loro asportazione o conservazione a scopo sacrilego (can. 1367) - riservata alla Sede Apostolica
* violenza fisica contro il Romano Pontefice (can. 1370) - riservata alla Sede Apostolica
* L'assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo ("Non commettere adulterio") da parte di un presbitero o vescovo (can. 1378 §1)
* consacrazione di vescovi senza mandato pontificio, e chi da esso ricevette la consacrazione (can. 1382) - riservata alla Sede Apostolica
* violazione diretta da parte del confessore del sigillo sacramentale (can. 1388 §1) - riservata alla Sede Apostolica
* procurare l'aborto ottenendo l'effetto (can. 1398)
Si nota, in particolare, che la colpa per cui era necessaria la riammissione papale è l'ordinazione episcopale, e non l'aver prodotto uno scisma (a chi chiedesse, la famosa "scomunica per i comunisti" è più che altro un atto di indirizzo del Santo Uffizio che equipara la dottrina atea e materialista del comunismo all'apostasia). Incidentalmente, si nota che per i divorziati risposati (che agli occhi della Chiesa sono più che altro adulteri concubini) non sono, in senso giuridico, "scomunicati". Quando avrò tempo, approfondirò la questione.

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sabato 24 gennaio 2009

Anteprima

Con qualche minuto di anticipo, anteprima del brano strumentale per organo che suonerò alla messa prefestiva delle ore diciotto.

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mercoledì 21 gennaio 2009

Anti-everyday physics

Nei commenti ad un recente post, Daniel ha auspicato che venisse, in queste pagine, destinato uno spazio consono alla cosidetta everyday physics, cioè alla fisica nella vita di tutti i giorni. Quello che nessuno degli addetti ai lavori rivela ai non-addetti ai lavori è che, per la maggior parte del tempo e dell'impegno, gli studenti i professori il mondo accademico in generale fanno di tutto per allontanarsi il più possibile da questa maledetta vita reale in cui le cose non funzionano mai come dovrebbero, ed il formalismo matematico non è una valida ancora di salvezza cui attaccarsi se le cose divergono.

Ciò non toglie che, d'altra parte, anche le cose che non sembrano avere alcun appiglio con la realtà la determinano potentemente. Ad esempio, oggi ci è stata venduta una fotografia della costante cosmologica di cui tanto si sente parlare, fotografia che ha lasciato tutti quanti di stucco (tranne il misterioso francese).

La foto si trova nella continuazione, per non rovinare la sorpresa a nessuno, e non sconvolgere chi non la vuole vedere

Ovviamente, la Λ che sembrerebbe proprio la costante cosmologica (almeno per analogia di simbolo), qui dovrebbe essere il cutoff ultravioletto. Se qualcuno sa cogliere il significato e me lo sa spiegare, me lo segnali che sono disposto a superare mani e monti per offrirgli un caffè.

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martedì 20 gennaio 2009

Evoluzione degli stilemi selfrappresentativi

Pressappoco un anno addietro l'autore aveva dedicato una manciata di post (in un intorno di quello linkato) alla definizione ad all'analisi delle autorappresentazioni degli adolescenti (in quelle ricerche, in modo particolare delle adolescente) tramite gli Spaces di Windows Live. Si era analizzata la forma e, successivamente, il contenuto. Poi erano stati messi in luce alcuni aspetti che la Colm aveva, con icastica espressione, ascritto alla nascente categoria dell'emoroia.
A distanza di un anno una ricerca che prende le mosse da quei risultati è stata realizzata con i medesimi mezzi, ma i risultati prodotti si discostano significativamente da quelli ottenuti.

La novità principale è l'uso e l'abuso del social networking (facciamo riferimento, in particolare, a FB che, dilagando tra i mesi di settembre e novembre presso gli universitari ed i più grandi tra gli adolescenti, sta facendo - almeno stando alle statistiche sulle richieste d'amicizia, stilate da fonti affidabili - in queste settimane la sua entrata a gamba tesa tra i più giovani quindici-sedicenni.

Da un lato, appare evidente, confrontando la produzione di scritti, che Facebook ha affossato gli spaces, che giacciono per la maggior parte negletti dagli autori e dai gestori. Avendo, nelle ricerche precedenti, messo in luce come lo scopo precipuo dei post su Spaces fosse sfogare soverchianti ed incontenibili temporanee emozioni, il social network riesce - in effetti, ma pagando lo scotto dell'effimerità - ad essere più breve, più diretto, meno impegnativo. Cento caratteri di status si buttano giù in tre secondi e, se da un lato non rimangono leggibili per più di qualche giorno (il che non significa che non rimangano in memoria, o che lettori dalla memoria lunga non li ricordino), dall'altro sono immediatamente resi noti a tutta la cerchia di interazioni sociali (perché parlare di amicizia è improprio) che può, all'occorrenza, immediatamente intervenire.

Ma non è sottolineare questo fenomeno l'intento principale dell'articolo, bensì rivalutare la presenza maschile, che avevamo volutamente ignorato l'anno addietro. Troppo impengativo, se si hanno dai quindici ai diciotto anni e le priorità della vita sono il calcio, i videogiochi, gli amici, [...], le ragazze, [...] e la scuola scrivere su uno Space, tramite FB si può impiegare il tempo in modo proficuo simulando criminalità organizzata o guerre mondiali, si possono spiare le foto e la vita privata dei conoscenti, e soprattutto si hanno mille modi nuovi di affermare la propria personalità in modo più originale che scrivendo quello che si pensa. Dalle più istituzionali Pages, dove uno si iscrive se vuole considerarsi fan di questo o quello (e, per motivi misteriosi, i più gettonati sono i generi alimentari), ai più anarchici ed allegri Groups, che facilmente chiunque può creare, è tutto un inseguire i modi di esprimere sé stessi.

Quello che, ad un primo esame, ha lasciato sconcertati i nostri ricercatori è il panorama dei valori degli adolescenti maschi. Superato il primo momentaneo smarrimento, si è provveduto a fare una catalogazione completa dei gruppi ai quali il nostro campione statistico è iscritto, in modo di ottenere un ritratto il più fedele possibile. Riportiamo, nel seguito, l'elenco dei gruppi e delle pagine di due campioni scelti a caso. Per correttezza, riportiamo l'anno di nascita e premettiamo che si tratta di bergamaschi di provincia.

Soggetto nr. 1 (1992). Fan pages: Sergio Floccari, Fonzie, Cristiano Doni, Fernando Torres, Paolo Bitta, Kinder Sorpresa, Felpa con il cappuccio, Rivista ufficiale dell'Atalanta, Estathé, Red Bull, Lega Nord, Bossi, Holly e Benji, Pingu, Scary Movie, Nazionale Italiana Calcio, Chelsea, Atalanta BC, sigaretta di Jigen, Alvaro Vitali, Giorgio Chiellini, Ibrahimovic, Giovinco, Talamonti, Otto Mann, Esultanza di Cristiano Doni, Luca Nervi, Poliziotto Uber, Trentalance, Baz, Rezzonico, Oliver Hutton, Stronberg, Il paradiso siamo noi, ElisabettAa Canalis, Nadal, Kenny, Patrick Starfish, Stewe Griffin, Peter Griffin, Mr Bean, Homer Simpson, Luca Riva, Banda Bassotti, Cigarini, 883 e Max Pezzali, Il Bepi. (quelli indicati in corsivo sono quanti relativi al calcio e/o a calciatori) Gruppi: 14 di argomento sportivo, di cui 12 legati al calcio e 11 all'Atalanta, su un totale di 24 (58%).

Soggetto nr. 2 (1990) Fan Pages: 4 pagine (campione irrisorio), nessuna di tema sportivo (abbiamo Bossi, Guitar Hero, nati nel '90, Trentalance). Gruppi su 12 gruppi a cui è iscritto, 5 sono di tema Atalanta (41%).

Per raffronto, un terzo adolescente preso a caso (1991)ha 4 gruppi su 7 di tema Atalanta (57%) e 17 fan pages su 44 di argomento sportivo (38%), mentre un universitario qualsiasi (1985) ha 0 gruppi su 12 dedicati allo sport nel senso più lato possibile, e 2 su 15 fan pages (13%).

I numeri parlano da soli.

Acknowledgements
Per il presente lavoro si ringrazia un'anonima (per rispetto) collega universitaria che, a furia di far di tutto per essere oggetto della più completa misoginia, per contrappasso ha spinto gli estensori della ricerca a dar tregua per un po' alle adolescente e ad infierire, piuttosto, sugli adolescenti.

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sabato 17 gennaio 2009

Il Teorico - edizione illimitata

Dopo che ieri sera se ne parlava, seduti davanti ad una buona birra trappista, con Fabio ed il curato, e convenendo che non sia il metodo di diffusione e di lettura più agevole quello dei post a puntate con cui avevo scritto e pubblicato il racconto, ho pensato di realizzare una specie di opuscolo in modo che vi fosse raccolto insieme tutto il racconto.

Trovate il link al file pdf qui

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giovedì 15 gennaio 2009

Val Bondione e Val Cerviera - Le foto

Visto che meglio tardi che mai, e nonostante abbia fatto di tutto per non meritarmele, ho ricevuto le foto della due giorni di settembre passata in montagna con alcuni fidati compagni d'università, tra la Val Bondione e la Val Cerviera. Ho caricato alcune delle immagini ricevute a questo indirizzo. La foto del pizzo Strinato con il sole alle spalle non è uscita particolarmente bene, ma effettivamente la fotografa m'aveva detto che sarebbe stata delicata.

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martedì 13 gennaio 2009

La scoperta dell'acqua calda

No, effettivamente quella ce l'aveva spiegata un paio di mesi fa. Oggi la lezione (o, meglio, la parte della lezione più strana) è stata "perché le nuvole diventano nere quando sta per piovere?". Di sicuro alcuni di voi hanno idee in merito, altrettanto certamente alla maggior parte dei lettori non interessa assolutamente nulla. Ma sono certo che sono ben pochi quelli che hanno mai sentito la spiegazione che ci è stata venduta.

Martedì pomeriggio. Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Fisica "G. Occhialini". Lezione di Meccanica Statistica in un aula in cui, nonostante i due gradi scarsi del mondo vero, non faranno meno di ventitré gradi
L'attenzione credo sia ai minimi storici, quando il professore sbotta con la domanda. Dopo aver discusso tra sé e sé per rammentare se ce l'avesse già spiegato o meno, esordisce. Tutto è dovuto al regime critico della transizione liquido-gas nella nuvola. Il fenomeno prende il nome di opalescenza critica (anche se non c'è accordo su Wikipedia) ed è dovuto al fatto che le fluttuazioni di densità delle molecole d'acqua decadono molto meno velocemente del consueto (secondo il teorema centrale del limite) a regime critico, e quindi (detto in modo non rigoroso) ci sono molte più fluttuazioni di densità dell'acqua in una nuvola in cui sta per piovere. Essendo l'acqua una molecola polare, una fluttuazione della sua densità comporta una fluttuazione di polarizzazione nello spazio della nuvola. I fotoni che abitualmente passano nelle nuvole (e che, quindi, danno loro il colore bianco) vengono assorbiti maggiormente perché interferiscono con la polarizzazione, e quindi rendono le nubi nere. Chiaro, no?

E poi la gente crede che noi fisici teorici non serviamo a niente...

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domenica 11 gennaio 2009

Redemptor mundi

Ecco a cosa può portare una polemica di ateisti militanti. Ad un blog da aggiungere al feed, per cominciare, anche se è qualche tempo che ci sbircio. E a parole che bisogna leggere

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I tre dottori

I tre dottori del racconto, almeno come li avevo in mente mentre scrivevo (dovevo essere impazzito, a non mettere come illustrazione questo dipinto di Giorgione a suo tempo).

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sabato 10 gennaio 2009

Igiene del mondo

Prosegue l'enigmatica vicenda di Lui

La nebbia s'avvinghiava pesante alle ondulazioni del terreno, scivolava dai crinali rotti e inariditi, si accumulava nelle depressioni, nelle doline, si infilava umida nei ricoveri e nelle trincee. Con il fango alle ginocchia, i grigioverde ormai di un rivoltante marrone, le armi a fatica difese dall'assalto dell'umidità con abbondanti mani di grasso, i soldati tiravano il fiato nella pausa tra un inutile assalto ed il successivo.
Le operazioni ristagnavano.

Su tutto il fronte non si verificavano che scaramucce quotidiane che non spostavano la linea di un metro, mentre gli Alti Comandi pianificavano battaglie di questo o quel fiume.
Mescolati nelle trincee, contadini operai e borghesi insieme maledicevano l'avverso destino ed i fati della guerra. Tranne alcuni. Un manipolo di intellettuali, ormai dispersi e sparsi su tutti i fronti (non così i primi mesi del conflitto), che erano partiti volontari carichi di folle giovanile baldanza che la realtà con cui presto dovettero fare i conti aveva sbiadito. Tra costoro per idee, se non per condizione sociale, era partito ufficiale di complemento ed era ora maggiore di fanteria Lui.

Riconoscibile solo per il taglio degli occhi, la barba fatta male ed i baffetti arruffati studiava una mappa buttata sullo sporco tavolaccio del ricovero. Le mani tagliate per il freddo, gli occhi arrossati dai fumi delle battaglie, la sciabola da ufficiale, inutile per quella guerra, buttata in un angolo in un fodero di cartone. I suoi uomini scrivevano a casa e ricevevano lettere. Lui viveva delle sue mappe e delle sue bandierine che si spostavano quà e là. Il furiere non gli aveva mai portato lettere, né aveva mai dovuto riceverne. Il suo rapporto con l'esterno del mondo, fosse la trincea a fianco o il Quartier Generale di Udine o le sue proprietà nel Canavese erano i rari cablogrammi con cui dava e riceveva ordini.

Per questo il furiere era stupito dal fatto di dovergli portare non una lettera - che già sarebbe stato straordinario - ma addirittura un pacco. Lui lo aperse con precisione. Ne estrasse una lettera che, in origine, poteva anche essere stata profumata - ma l'acre odore della polvere da sparo copriva ogni altro odore - e arance. Ne prese una, ed ordinò di distribuire le altre alla truppa. Così il furiere uscì velocemente senza fare domande. Alle sue spalle uscì anche Lui, inerpicandosi nella trincea fangosa che risaliva il colle fino all'osservatorio.
Allontanò il fantaccino che si era irrigidito sull'attenti nel vederlo arrivare e si infilò nella casamatta, con feritoie di cemento aperte sui quattro lati. Guardando verso est avrebbe notato che la nebbia si stava diradando, rivelando il chilometro di terra di nessuno cosparso di rottami e crivellato di colpi, ed al di là le identiche trincee del nemico. Ma, stringendo in mano la lettera, guardava verso ovest, e spingeva lo sguardo al di là dei paesi abbandonati delle retrovie, cercando la verde pianura e le città. Se qualcuno l'avesse scorto da lontano, avrebbe creduto fosse in preda a qualche rimpianto o nostalgia.

Al contrario, con moto obliato da tempo, si lisciava i baffi e sogghignava. «Fase tre...»

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mercoledì 7 gennaio 2009

Il post dell'ospite - Università per non universitari

Lascio la parola e lo spazio a Fabio che oggi, essendo in ferie, mi ha accompagnato all'università nella giornata peggiore degli ultimi anni in quanto a condizioni meteo, ed ha seguito le lezioni di Girardello. Declino ogni responsabilità, o meglio, la giro su di lui...

Intruso nella meccanica quantistica. Non ci capisco un'H.
È davvero assurdo, come fa ad insegnare una persona così:
in poche parole costruisce numerazioni e calcoli per sé stesso, e se le spiega da solo.
La soprannomineremo teoria della meccanica folle.

Non è un discorso impressionante, è discontinuo e assolutamente scollegato.
Finalmente un collegamento con il mondo, si rivolge alla classe guardandola in faccia.
Niente libri, appunti di qualche nottata di alcool passata davanti alla televisione, passando da Blob a Showgirl con donnine pseudobiotte, e lui con un bicchiere sporcato di Jack Daniel's che nemmeno ascolta la TV, a volume fin troppo alto; alternando il televisore alla scrittura di formule, passando dalla penna rossa alla penna blu per rompere la continuità.
Il resto dela classe è anormale, fatta di persone disparate l'una diversa dall'altra.

Si passa dalla barba barbarica ed il capello sciolto, fino ad arrivare al non capello. Da una collana bizzarra, ad una felpa di Pulp Fiction.
Matteo ascolta sorridendo, ridacchiando sotto i baffi con un suo socio, riccio con un maglione verde che vive di vita propria.

Secondo me il professore è schiavo della sua materia, l'algebra è la sia linfa vitale come per me la musica!
Il silenzio nella stanza è inquietante, il solo suono è quello delle sfere delle biro, che strappano la verginità così candida dei fogli bianchi lasciati troppo tempo nell'armadio.

Si susseguono numeri, lettere e simboli. Un intercalare usatissimo è banale, cioè la frase di solito usata è «questa successione funziona così sennò il risultato sarebbe troppo banale». Si alternano le lavagne, quella appena scritta passa in alto, la vecchia viene cancellata e si scrive di nuovo, in modo continuo e per me senza alcun ordine logico.

Sembra non si sia nemmeno accorto della mia presenza

È un'esperienza stranissima. Tutto è nato dall'idea di intrufolarmi in una delle tente lezioni dell'università di Micaela, ma l'occasione è stata la meccanica quantistica di Matteo e io mica rifiuto...Forse era meglio andare con Micaela, che per strano caso stamattina abbiamo incontrato sul treno. L'argomento della discussione è stato nif, nif, nif (per i mortali, neve ndr): abbiamo, cioè, raccontato l'odissea della pala mattutina, con gli avvistamenti non cercati di alieni tipo il Giorgio Sedda, la famiglia Casati e ultimo (anche per importanza) Matteo Brevi.

Gli sguardi degli alunni parlano, sulla lavagna c'è un errore.
Matteo prende molto lievemente la parola e dà la propria spiegazione. Il prof a sua volta ascolta, sempre con lo sguardo rivolto alla lavagna, e annuendo corregge borbottando una spiegazione per tale svista.
Teoria o follia: la distinzione di questi due concetti viaggia su linee parallele. Nella follia delle persone c'è una percentuale di genialità e studio teorico.
Il prof sorride al suo pubblico facendo una battuta con un filo di voce. Un altro errore e Matteo a bassa voce impreca «#!&@».

C'è uno sguardo che non mi fa stare sereno, è quello dell'allievo pelato. Sta lì nel suo, scrivendo ogni tanto, penso non respiri, mordicchiando con brama la penna fino a ridurla in brandelli. Indossa una felpa New York University. Straniero?
Anche la ragazza è inquietante, viso pulito, felpa della standa e una bizzarra collana portata sopra la felpa, tipo Carnevale di Venezia. Anche lei dà i numeri.

Finalmente dell'ossigeno! Entrano tranquillamente due alunni, un uomo ed una donna. Il prof alzando gli occhi dagli appunti azzurri si rende conto del passaggio dell'ora e dice «Finisco due cose e cambiamo lezione». Pausa caffè, e M-JOY Milka, cioè cioccolata al latte con nocciole. Discreta.
Do un'occhiata agli appunti di Matteo: ultimo appunto un pupazzo di neve contornato da pini innevati.
Cambio dell'ora, cambio di atteggiamento. Il prof seduto, finalmente, con un libro aperto sottomano, dando nozioni su capitoli di, penso, "geometria quantistica". Il tono della voce non cambia, sembra silenzioso come la neve che scende alle nostre spalle, ma che lascerà il segno, cioè riuscirò mai a capire ciò che dice? Riuscirò mai a tornare a casa?
Non mi ero nemmeno accorto che mancasse uno studente!
Rientra togliendo il giubbetto, seguito dallo sguardo senza emozioni del prof. È il socio con la barba e la felpa di Pulp Fiction (idolo!)
Matteo si ricorda che i miei fogli stanno finendo e mi allunga la pila di fotocopie "fasulle" da usare sul lato posteriore. Ringrazio.

Ogni tanto, durante la lezione, nel cambio delle lavagne il socio di Matteo (quello che ha condiviso con noi il caffè) si gira e ride di bestia. Anche lui è un folle.
Degli ultimi infiltrati nella classe, cioè il ragazzo e la ragazza c'è poco da dire, o perlomeno così sembra. La ragazza, che già avevamo incontrato in biblioteca, è davvero strana, capelli naso sciarpa e vestiti di un gusto...beh...discutibile (qui ho limato parecchio, ndr). La cosa che mi turba è lo sguardo, molto enigmatico.
Il ragazzo, a dire la verità, un poco mi infastidisce. Indossa una felpa di cattivo gusto, nera e viola. Capelli biondi a spazzola e posa non troppo etero. Sguardo di Matteo verso la finestra, spalanca gli occhi. Mi giro a mia volta. Nif nif nif. Da nevischio si è trasformata in fiocchi seri, fanno paura, saranno di circa un centimetro di diametro. Ritorna il mio pensiero: riusciremo mai a tornare a casa?

Evito il suo sguardo, ogni tanto mi sento osservato dal prof, ma io cambio continuamente orizzonte. Cambio di lavagna e nif nif nif, silenziosa ed infame scende creando disagi.
Si sorride per la neve con le ragazze della classe, ma è un ghigno di preoccupazione. Ritorna inesorabile il pensiero: riusciremo mai a tornare a casa?
Il professore imperterrito continua la lezione passeggiando qua e là, dalla scrivania alla lavagna luminosa, dalla lavagna alla porta d'ingresso.
Dal mio punto di vista, la stanza ha una lavagna centrale e due porte a fianco. Le linee dei banchi si susseguono davanti alla scrivania, le pareti sono bianche e il pavimento, con una parte di parete, è di quella gomma a pallini di colore rosso. Le porte sono nere, come le sedie. I banchi, invece, sono grigi.
Quello con la felpa nera e viola penso sia gay. L'altra ragazza sembra uscita dalla casa della prateria.

La neve non si placa, giù giù giù nif nif nif. Matteo si piega sui libri e continua la sua raccolta di appunti, sorridendo dice sottovoce «Stranamente oggi è abbastanza chiaro». Sarà merito mio o della neve. Boh.
Dall'oblò della porta, la prima persona incontrata in Bicocca, l'amico "chierichetto" di Matteo, ci saluta facendo smorfie e sorrisi, ricambiamo con distacco e se ne va. Magra distrazione per una lezione leggera come una peperonata il 26 dicembre!
Il prof schiarisce la voce, facendo delle smorfie pre-morte. «Chiamate subito un'ambulanza!». La neve si placa finalmente, ma non ci spererei.

Piccolo stacco pubblicitario

Curioso e scarno il bagaglio del prof: un libro di formato piccolo e due cartellette, una rossa ed una blu, contenenti appunti vissuti con "orecchie", come direbbero le maestre delle elementari. Cambio di lavagna.
Una cosa che ho notato è che tutti, come me, scrivono con la destra, tranne Matteo. Fischi! Fischi!
Finalmente smette di nevicare, ed inizio a rilassarmi. Sarebbe meglio che il prof avesse dei sottotitoli. "Prossimamente: non lo capisco"
Tutti tranne il professore e l'allievo gay capiscono che ha smesso di nevicare. Sorrisi tipo coriandoli a ferragosto. Quanto sono stupido??

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