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sabato 27 ottobre 2007

Il nostro semaforo

Non l'ho scritto mercoledì perché aspettavo di averne una dimostrazione completa, che è arrivata oggi in mattinata.
Ebbene sì, dopo tanta fatica, elettronica digitale è finita. Adesso ci aspetta quella analogica, ma passerà almeno un mese prima di rimetterci ai banconi del laboratorio. Mercoledì, in capo ad una ventina di minuti, il nostro semaforo intelligente funzionava, come si può edurre da questo filmato che, opportunamente girato da Perri, è stato inserito questa mattina su YouTube.
La voce fastidiosa che chiede di ricontrollare gli schemi ed il codice è la mia. Quella dell'adolescente esaltata è di Tarantino. La battuta greve è di Perri.

Abbiamo programmato il processore che comanda le luci e legge i sensori (i tasti che Tarantino preme in preda a convulsioni) in Assembler. Se qualcuno avesse interesse ai dettagli mi faccia sapere, che cerco il modo di farglieli avere. E i miei compagni non si lamentino per il diritto d'autore perché è abbastanza chiaro di chi è il codice.

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mercoledì 17 ottobre 2007

Morte all'elettrolab!

Cosa postillavo ieri sera?
Già oggi sono esasperato. Non c'entra il gruppo, non c'entrano i colleghi, non c'entra neanche il laboratorio in sé.

È colpa di quel vecchietto bizzoso del professore, e della sua mania per i diagrammi a blocchi, ed il suo maledetto linguaggio Assembler. Ma non c'è linguaggio di programmazione, per quanto astruso, che mi abbia mai resistito. Vedremo.

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martedì 16 ottobre 2007

Elettrolab

come, nella neolingua di Orwelliana memoria, è stato siglato sui miei appunti il Laboratorio di Elettronica di quest'anno, che è iniziato oggi, da cui il post - prima di andare a letto che domani sono amò turna - cioè punto e a capo.

Dopo un po' di lezioni frontali, infatti, abbiamo incominciato a mettere le mani sui circuiti integrati - questa è la prima parte del corso, perché poi il capitolo sull'elettronica analogica deve essere più difficile e lo facciamo da novembre. Novità - gruppo da quattro persone. Oltre agli ormai soliti Perri e Tarantino, quest'anno ci si è aggiunto Ylias Ozkan - spero non legga e che quindi non si offenda, penso di aver sbagliato a scrivere il nome, anzi, non so neanche quale sia il nome e quale il cognome.

In effetti, non conoscendolo, c'era un po' di diffidenza. Ma, signori miei!, è un genio dei circuiti - perlomeno, ha una manualità tecnica infinitamente superiore alla mia, e che sovrasta decisamente anche quella dei miei colleghi, tanto da meritarsi il nome di sarto dei circuiti.


So che è una parola che non uso mai, ma oggi ero davvero contentissimo. Ci si prospetta un bel semestre - salvo smentita che potrebbe arrivare anche domattina.

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giovedì 14 giugno 2007

Laboratorio di fisica dietro le spalle

Non solo perché, come qualche mio collega illustre, ritengo che siano esami inutilmente pesanti, quelli di laboratorio, ché la teoria viene già affrontata e richiedono un'infinità di tempo per preparare relazioni, tabelle e seghe mentali varie. Ma perché l'approccio sperimentale alla fisica di questi anni corre più il rischio di far vedere quanto poco conti l'esperimento, quanti siano gli errori e come tutti falsifichino i dati (addirittura il grande Keplero si è inventato l'orbita di Marte per mostrare che era ellittica, e chi siamo noi per far meglio di Keplero?); e perché se costruisco un circuito si smonta da sé, senza toccarlo, o se devo allineare un laser sposto il tavolo perché non trovo l'apposita thumb-screw, e quindi l'attività manuale ed io siamo proprio in antitesi.

Quale che sia il motivo, anche la fatica di sopportare le dinamiche, quasi mai virtuose, del lavoro di gruppo, non vedevo l'ora che finisse. Ed è finito. Bene: mi porto a casa un trenta e dieci crediti. Un diciottesimo di laurea triennale.

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lunedì 5 febbraio 2007

Facciamo un'ipotesi...

...che mi è piombata in mente mentre stavo studiando meccanica, e che da allora mi ha impedito di procedere. Purtroppo è una questione che tocca diverse persone, che immagino possano venire a conoscenza di questo blog - spero che non l'abbiano già fatto - e quindi non posso essere esplicito come vorrei e sono abituato ad essere. A suo tempo mi ero specializzato nello scrivere di persone in modo che nessuno eccetto quelli a cui fosse stata data la "chiave di lettura" ed io potesse capire a chi mi riferivo, ma ora sono decisamente fuori allenamento.
La questione ha a che fare con l'Università, ed in particolare con il laboratorio di fisica. È noto che entro marzo tutti si affaccenderanno a trovarsi il terzetto per lavorare, e che da qui ad allora si consumeranno non poche tensioni, nel tentativo di accaparrarsi i più bravi o simpatici, a seconda dei gusti, e di scegliere il giorno più comodo. Parlerei di un mio amico; ammettiamo che si potesse aspettare (e non solo: che tutti ci si potesse aspettare) quale sarebbe stata la sua preferenza, e diamo per assodato che è stato il primo a chiedere a quelli con cui voleva stare in gruppo di farlo. Gli si risponde che ci sono altre richieste e si sta valutando. A questo punto, io ho motivo di credere che non ci fossero, allora, altre richieste. Quindi, queste persone cui aveva chiesto, avevano quantomeno motivo di preferire altri, o di potersi aspettare qualcuno che più andasse incontro al proprio gusto. Poi vengo a sapere, dalla mia vasta rete di informazioni, che qualcun altro ha fatto al stessa proposta a queste persone (invero, come alternativa, ma non è questo il punto); viene messo a sua volta in stand-by per lo stesso motivo.
A questo punto era passato più tempo; non potremmo escludere, quindi, che altri effettivamente avessero chiesto, e queste persone di cui sopra avessero più alternative tra cui scegliere.
A oggi, una di queste annuncia che la questione si sta risolvendo, ergo o si sono decisi oppure...È sull'oppure che ho perplessità. In quanto non ho elementi, e dalla perplessità con cui anche quegli altri amici miei stanno vivendo la vicenda, per determinare cosa sia, o cosa fosse, il punto. Quindi io ho un'ipotesi. Se, e sottolineo se, ammettiamo che quelli a cui è stata fatta la richiesta stessero aspettando qualcosa, cosa stavano aspettano? - nel caso: chi? E poi, hanno avuto quello che si aspettavano, oppure ci hanno rinunciato? E, infine, è possibile che qualcuno (un terzo) non abbia fatto quello che ci si aspettava (o si voleva) facesse? E chi è?

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