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mercoledì 2 dicembre 2009

Applicazioni Fisiche della Teoria dei Gruppi

Con ieri ho portato a casa un'altra casella del libretto, sulla strada ancora tutta in salita per diventare Dottore Magistrale (ma in latino suona meglio, sarò "Maestro").
Si tratta dell'esame di Applicazioni Fisiche della Teoria dei Gruppi, che al di là dello spreco di maiuscole significa algebre di Lie, con particolare riferimento all'algebra del gruppo di Poincaré e ad SU(3) dell'interazione forte; esame che avevo messo in conto di fare per la prima-seconda settimana di novembre ma che è lentamente scivolato fino a ieri, complice anche la continua procrastinazione (dieci giorni, di giorno in giorno) del docente, preso dal dover far "supplenza" ad un collega assente.

Esame oggettivamente non difficile, che in sede di prova scritta (come al solito, è tipico degli esami con Girardello) ha avuto come principale difficoltà capire cosa lui volesse - né è facile all'orale, ma almeno lì continua a correggerti finché imbocchi la strada giusta; difficile capire cosa lui volesse, e tra l'altro il professore giustamente si lamenta, perché basta andare a chiedergli e ti spiega. Solo che, mentre fai l'esame, difficilmente ti passa per la testa che la risposta che tu daresti alla domanda non sia quella che vuole lui...

Pagando questo scotto, alla fine è andata bene e sono riuscito a portare a casa un 28, che credevo di aver buttato alle ortiche impelagandomi in tableaux di Young che quasi non sarei nemmeno tenuto a sapere, avendo evitato l'esame di Metodi Matematici avendone affrontato due terzi degli argomenti a Fisica Matematica il terzo anno.

Anche se per indole sarei portato a mettermi sugli allori una settimana, non c'è tempo. Anche perché tra un esame e l'altro sarebbe anche il caso di fare un po' di ricerca, e quindi devo mettermi a ripassare i miei cari vecchi bialgebroidi.

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giovedì 16 aprile 2009

QFT

Per ribadire il minipost di Twitter, non vuole più vedere una teoria φ-3 da rinormalizzare in vita sua, in qualsiasi numero di dimensioni. Pertanto (anche se non ha capito alla perfezione il meccanismo di valutazione) si accontenta del miserrimo 26.

E da domani (mettnedo tra parentesi Fisica Teorica) si occupa - almeno per un po' - di quello che gli piace: geometria, meccanica, and so on

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giovedì 2 aprile 2009

Overrated

Esame di Teoria Quantistica dei Campi. Già non tutto va come vede all'inizio, perché ero rimasto che saremmo stati in due a sostenerlo oggi ed invece mi trovo solo ad attendere il docente davanti alla porta chiusa dell'ufficio.

Mi consegna un foglio scarabocchiato con il testo di alcuni esercizi, tra cui alcuni di indicibile (almeno, per me stamattina) difficoltà: «Non sono domande standard, ma ho fiducia in lei».

Morale: «Vedendola in classe durante il semestre pensavo ne sapesse una più del diavolo. Invece mi delude. Torni dopo pranzo, che vediamo che fare»

Dopo due domande per evitare l'imbarazzo de non so che voto darle, il verdetto - preceduto dall'offerta di una tazza di caffè decaffeinato, che declino perché...decaffeinato?? - «Io le devo dare ventiquattro, e lei deve rifiutare il voto. Ci vediamo la settimana dopo Pasqua»

Tra due settimane, ossia. Sperando che il concorso combinato di aver capito cosa diavolo vuole quando scrive: teoria phi-qualcosa e l'abbassamento delle sue aspettative serva ai miei fini.

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martedì 3 marzo 2009

Fisica Atomica e Molecolare

Non è per niente elegante darsi le arie; ma, insomma, saranno solo quattro crediti ma sono i primi quattro crediti della Laurea Magistrale. Tra l'altro, i primi ed ultimi crediti nella categoria Fisica della Materia, inseriti nei piani di studio per la "gentile" concessione del Ministero, e che non c'era e non c'è verso di eludere.

E, nonostante non fosse semplice restare seri, stretti tra il professore a sinistra e l'assistente a destra, che a momenti sembrava si stessero interrogando tra loro - e non voglio pronunciarmi su che voto si sarebbero dati, per carità di patria - sono anche riuscito ad imparare qualcosa. Durante l'esame.

So che detto così suona decisamente male, ma vedete voi cosa fare se, con aria soave e delicata balbuzie l'assistente ti chiede
Ecco, le vorrei fare una domanda su un argomento che non abbiamo affrontato; credo che abbia tutti gli elementi per rispondere. Prendiamo un benzene, e sostituiamo un idrogeno con un gruppo - non so - metile. Discuta i livelli energetici degli orbitali molecolari. ARGH!
Perché avevamo affrontato la molecola di benzene, durante le esercitazioni - gentilmente concesse da un mio collega, visto che il venerdì pomeriggio non è decisamente il momento di fare lezione - ma qui si richiede di pensare! (scandalo: solitamente non si richiede ad un essere umano di dare un esame e pensare allo stesso tempo, o perlomeno non è costume)

Non avrei mai pensato di doverlo dire (in realtà temo che mi capiterà ancora), ma per venirne fuori con una certa qual eleganza ho dovuto fare affidamento agli insegnamenti di Lui; in particolare, teoria delle perturbazioni per stati degeneri.

Si sono lasciati convincere.

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lunedì 2 marzo 2009

Di CFU e studenti

Chi studia all'università sa che non di solo pane vive l'uomo, ma piuttosto di CFU. Ogni cosa, dal difficilissimo corso annuale a sapere scrivere la tesi al computer (o, meglio, competenze informatiche acquisite durante la scrittura della tesi) prevede un corrispettivo, più o meno onesto, in termini di Crediti Formativi Universitari.

Di solito, ad un credito corrispondono otto ore, in teoria da ripartirsi tra lezioni esercitazioni ed ore presunte di studio, anche se non è mai molto chiaro quali siano i criteri effettivi, vista la disomogeneità delle accoppiate insegnamento-crediti; al punto che la versione più probabile dei fatti sia che il numero dei crediti sia direttamente proporzionale all'esigenza di fare, a fine dell'anno, cifra tonda.

Questa ampia digressione per dire che, comunque, se un esame vale quattro crediti, va studiato il tempo necessario a preparare quattro crediti. Ed ogni giorno in meno di studio è un'ipoteca sul voto finale, ed ogni giorno in più più che altro una perdita di tempo. Ecco, il corso di Fisica Atomica e Molecolare è un corso di quattro crediti, e lo studio era stato organizzato in maniera molto chiara: due giorni di studio generale, tre giorni di studio per l'esame scritto, esame scritto, un giorno di ripasso per l'orale, esame orale. Probabilmente c'era un giorno di meno nella preparazione dell'orale, rispetto all'optimum. Ma l'essere capitato tra i piedi il Carnevale Ambrosiano che ha dilatato i tempi tra scritti orali è stata una jattura. Perché uno non ha la coscienza di studiare per l'esame successivo, con questo in vista, ma dopo un po' non ha più voglia di mettersi sui libri e sui quaderni per rileggere annoiato, per l'ennesima volta, che l'elettrone sta circa dappertutto...

L'esame di domani sarà una liberazione da queste maledette molecole e da tutto il resto di questa roba da chimici

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mercoledì 23 luglio 2008

- 1

...e con questo si va in ferie (o meglio, per qualche giorno non si considerano gli impegni accademici, fatta salva l'assurda burocrazia che si intromette tra me e la mia laurea).

E con oggi, Relatività, termino la sessione di luglio (perché proprio non c'è stato tempo, tra CRE ed altri esami, di preparare le relazioni di laboratorio di Calcolo). Anche se alcuni dei miei interlocutori non ci credono, l'esame di oggi è stato preparato in: due mattine ad inizio luglio, una mattina durante la gita ad un parco acquatico, giovedì scorso e ieri. Certo, so anch'io che non l'ho fatto bene. Non potevo farlo bene. Ma è stato messo via, e non credo - farò i conti tra un minuto - che la media si sia abbassata più di tanto. Era poi solo un esame da cinque crediti, ed ho preso 26. Per cominciare, domani ci rilasseremo salendo al Brunone. Ed ora (di sicuro nella prossima oretta, ché stasera suonerebbe un complessino dei nostri adolescenti) un po' di aggiornamenti per blog, foto, youtube (finalmente i video dei Subsonica di dicembre e di Meg, l'altra settimana)...e un po' di software per il nuovo sistema operativo Linux Ubuntu, che dovrebbe permettermi di lavorare alle questioni universitarie con più agio.

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lunedì 21 luglio 2008

- 2

Avevo detto a tutti che avrei avuto una settimana di fuoco, con un esame martedì e l'altro mercoledì. E poco più di cinque giorni per prepararli entrambi, e cinque giorni zoppi. Questo fino a ieri sera, quando uno scrupolo mi ha portato a leggere la mia bacheca prenotazioni sulla segreteria on line dell'università, ed ho scoperto, in effetti, che un esame non era domani, ma quest'oggi. Inutile dire il panico, avendo conteggiato un intero giorno pieno di studio in più, e mancandomi ancora un mezzo programma. Così, approfittando del fatto che l'esame fosse questo pomeriggio, punto la sveglia alle cinque e mezza e via, con una tirata di sei ore di studio (fino a mezzogiorno, considerato il limite di tempo oltre il quale avrei dovuto proprio partire per scendere a Milano.

E così ho fatto, ed allo sbaraglio ho preso 28.
Mi sembra che l'esame sia stato preparato un po' in fretta...
Ma va?!

Comunque, ora anche Istituzioni di Fisica Matematica, Secondo Modulo (equazioni alle derivate parziali e teoria delle distribuzioni) è passata. Ora ne mancano due.

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mercoledì 25 giugno 2008

- 3

E, stavolta, è stato tutt'altro che una formalità. Il che si evince, ad esempio, dal fatto che non riesco a stare in piedi ed ho le gambe che sembra mi scoppino, come sempre dopo qualche esame importante (e se un cardiologo, un endocrinologo - insomma, chiunque possa essere d'aiuto, eccetto uno psicologo, o peggio psicologa - potesse spiegarmi il perché ne sarei lieto). O, altro esempio, dal fatto che sono entrato nello studio del professore alle undici e venticinque e ne sono uscito alle quattordici. E, alla fine, tutto considerato e nonostante il voto, ne sono uscito sollevato, liberato, ed incommensurabilmente più vicino (nonostante il conto degli esami non induca ancora all'ottimismo) alla Meta.

Lo scritto, lunedì, era infatti andato male. Anzi malissimo. Anzi, bene, considerato che siamo passati in quattro. E, quindi, oggi mi presentavo partendo dal miserrimo 19. Come altri, avrei forse potuto ripetere l'esame a metà luglio, e fare di meglio. Ma avrei perso queste tre settimane in cui conto di mettere in saccoccia almeno un altro paio di esami. Quindi, consapevole che, per rifare l'esame, mi avrebbe dovuto bocciare, mi sono presentato con la fase di Berry come argomento a scelta.

Quando sono arrivato, ancorché in anticipo rispetto all'orario concordato, i miei due colleghi temerari erano già accomodati, ed il primo - forte del suo punteggio pieno in due esercizi su tre, e vuoto il terzo (che nessuno ha fatto, ad onor del vero) - si preparava ad esporre le simmetrie discrete. E ad essere violentemente redarguito per la poca preparazione in merito. Fin quando, su altre dimostrazioni di meccanica quantistica, in evidente difficoltà, viene messo in panchina e scende in campo il candidato sig. Casati, che una dimostrazione in testa ce l'ha, ma ci vogliono comunque dieci minuti per metterla su lavagna come il professore vuole (lo scriva sotto; no, a sinistra; no, che fa? Ah, sì, così). Dopodiché attacco con la fase di Berry. Che viene sacrificata parecchio, a mio avviso, con la richiesta di applicazioni pratiche (applicazioni pratiche? verifiche sperimentali? teorico, leggo sul libretto...). Tirando fuori qualcosina - ed annaspando parecchio sul cosiddetto angolo di Hannay, che se ho tempo diventa il tema del mio prossimo Carnevale della Matematica (fisica, direte voi, ma si tratta di geometria) (qui l'abstract, per tutti, e qui l'articolo per chi ha i privilegi d'accesso).

Poi vengo rimesso in panchina, ed ascolto per un'altra mezz'ora abbondante il primo candidato. Vengo richiamato, mentre gli altri vanno a pranzo, e proseguo su un versante un po' troppo pratico per i miei gusti, ma che sapevo per aver fatto in altri corsi - ed avevo una diagonalizzazione usata nel corso di Elementi dai tutor, che avevo da poco ripassato per aiutare qualche compagno con l'esame del primo modulo - e ne sono venuto fuori con una certa dignità (credo). Certo, oscillando un po' troppo tra non faccia tutti questi conti e questo da dove l'ha tirato fuori? Lo dimostri!. Comunque, con la dignità che è bastata per passare da 19 a 25. Che è, comunque, al pari di Matematica per la Fisica, il voto più basso che ho, ma non è un dramma. Anzi, da come si era messa, è una conquista.

E lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo che il professore - tanto vale chiamarlo per nome, C., come firma le mail (che, poi, non so perché gli hanno dato la mia mail personale e non quella "accademica", ma otèr) - aveva trovato il mio blog dove si parla (per lo più per niente bene) di lui. E si è dimostrato sportivo a dir poco. Quindi, anche se non faccio mistero di essere contento di aver passato l'esame, di auguare un semestre così duro anche ai non teorici che lo dovranno affrontare l'anno prossimo, e che - neanche mi mancasse una tesi di laurea - affronterei con lui Crittografia quantistica, tutto sommato è stato un buon semestre. Che mi ha fatto riscoprire, ad esempio, che studiare certe cose non solo mi piace, ma mi piacere. In particolare, tutti i discorsi sul gauge. Ma, che non fossi del tutto normale, si sapeva già.

E, ancora, Relatività, Laboratorio di Calcolo Numerico e Simbolico, Istituzioni di Fisica Matematica II. Più il CRE, che sembra proprio ci sia bisogno di me.

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venerdì 13 giugno 2008

- 4

Che poi sono Meccanica Quantistica, Relatività, Istituzioni di Fisica Matematica (II Modulo) e Laboratorio di Calcolo Numerico e Simbolico.

Poco su cui scherzare.

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venerdì 22 febbraio 2008

30 SUBITO!


Non vedo, purtroppo, folle agitare cartelloni davanti alla porta dello studio di Destri, o presidiare lo studio di Oleari chiedendo giustizia, o ancora inseguire i dottorandi chiedendo spiegazioni.

Avviare il video, ed ascoltarlo per un po' prima di procedere

Leggere per credere!

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giovedì 21 febbraio 2008

Persone ed idee da ringraziare

Sarà un po' anomalo, perché ha ancora da nascere la persona che vedrà Cassa ringraziare qualcuno al di là della semplice cortesia.
Ma, trattandosi di persone morte, non si può sottilizzare più di tanto.

Oggi è un giorno importante, perché per la prima volta nella mia "carriera" Heisenberg batte Schrodinger. Sulla scia di una tradizione che affonda le radici nel mio idolo, W.R. Hamilton, pietra miliare della meccanica classica. Perché, nell'esame di oggi, comparivano per la prima volta a memoria d'uomo le equazione di Heisenberg-Hamilton:
$\frac{dp}{dt}=\frac{2\pi[p,H]}{ih}$
$\frac{dx}{dt}=\frac{2\pi[x,H]}{ih}$
e, finalmente, si capiva l'utilità della diseguaglianza di Heisenberg generalizzata
`(\Delta A)(\Delta B)>= \frac{1}{2}|(:[A,B]:)|`

È ancora presto per cantar vittoria, ma...

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Verso il patibolo

Ormai sto per prepararmi il pranzo; l'ultimo pasto del condannato. Poi uscirò di casa, prenderò l'autobus fino a Bergamo.
Senza fretta, il primo treno per Milano.
Con meno fretta ancora, il lungo viale in mezzo al quale passa il tram.
Senza guardare in faccia a nessuno prenderò posto nell'aula - ci sarà ressa, credo.
Poi inizierà l'Esame.

Vorrei poter essere più ottimista; e, del resto, all'appello del 4 febbraio lo ero. Ma poi si è visto com'è andata.

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giovedì 22 novembre 2007

Giornata di ferie

Oggi è una giornata di ferie (relativamente: diciamo che me le sono prese io).


Ieri pomeriggio, infatti, abbiamo avuto il primo scritto di Matematica per la fisica (non ho capito perché il vecchio metodi sia stato relegato alla specialistica e noi abbiamo questo surrogato). Analisi di Fourier, teoria degli operatori in Spazi di Hilbert. Una volta passato, almeno stamattina mi potrò riposare...



Non che sia andato in maniera eccellente, ma un'ora e tre quarti scarsa non mi hanno permesso di dare con la dovuta cura le risposte di teoria (devo anche aver messo per due invece che diviso due, ed altre cose di questo tenore), nei venti secondi intercorsi tra le parole tempo scaduto e si vuole decidere a consegnare?. Tutto questo perché, mea culpa, mi sono perso venti minuti davanti ad un'equazione di Laplace che poi non sapevo più da che parte girare. Ed era facile, dicono; beh, il vuoto. Fortuna che dei tre esercizi se ne dovevano fare due, ed ho ripiegato sugli operatori. Adesso vedremo all'inizio di settimana prossima. Ottimo non sarà, ma ho buone prospettive per buono. Tanto c'è ancora quello di analisi complessa e l'eventuale orale.


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venerdì 13 luglio 2007

Ferie!

Con un imperdonabile ritardo di due giorni, do finalmente l'annuncio tanto atteso (da me, dall'immensa folla dei miei ammiratori, dall'universa umanità). Fine del secondo anno di università, arrivata con l'esito dell'esame di Fisica II (II mod) che, essendo stato positivo, mi ha messo il cuore in pace per la tanto temuta media dei voti. Ed ora "sarei" in ferie...nel senso, ho ancora tutto l'ambaradan del Centro Estivo in ballo, ma ormai si vive con una leggerezza nuova.

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martedì 26 giugno 2007

Fisica III ed altre novità

Sono stato indeciso un bel po' prima di riprendere in mano il blog.
In primo luogo, perché l'ultimo post mi piaceva molto (per quanto le cose tristi possano piacere) per l'eburnea statuarietà del pezzo, che non lascia discussioni aperte benché si veda che non è tutto lì; ma credo che il pudore che dovrebbe circondare il dolore faccia da freno inibitore alla curiosità altrui.
D'altro canto, neanche far morire il blog - insomma, io non sono morto, nonostante il colpo, forse per via del fatto che mi considero spiritualmente morto da un paio d'anni, e quindi neanche fare eutanasia sul blog era una cosa giusta.

Così aggiorno. Ci sarebbero parecchie cose da dire su questo benedetto/maledetto Centro Estivo che mi porta via un sacco di ore che dovrei, piuttosto, dedicare allo studio, ma limitiamoci ad un minimo di cronaca odierna, segnata dallo scritto di Fisica III - modulo II.
Mi dicono che il tema era difficile, a dire il vero non ho avuto nemmeno un cedimento su cosa andasse fatto e come lo si dovesse fare: benché il tempo che ho avuto per studiare non sia stato così tanto, ho imparato discretamente bene. Peccato per la calcolatrice, che ha portato da sola ad un errore sul finale del terzo esercizio (dopo aver ricavato un'elegante formula per finire un passaggio prima), ma con i gradi invece dei radianti nell'argomento del coseno mi ha sballato il risultato di pi/180. E, nel finale del quarto esercizio, mi lascia tutt'ora perplesso il passaggio da energia a frequenza di precessione, perché a dispetto delle fin troppo facili apparenze NON è vero che E=omega h/2pi, in quanto non è vero che L*S=Jh/2pi, ma L*S=1/2*(j(j+1)-l(l+1)-s(s+1)), il che mi lascia perplesso per via dell'assenza di l ed s, nonché j, dal testo del problema. Alla fine, avrò preso 27 o 28, stai a vedere. Però poi c'è l'orale, le cose dovrei saperle, potrebbe andare bene

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giovedì 14 giugno 2007

Laboratorio di fisica dietro le spalle

Non solo perché, come qualche mio collega illustre, ritengo che siano esami inutilmente pesanti, quelli di laboratorio, ché la teoria viene già affrontata e richiedono un'infinità di tempo per preparare relazioni, tabelle e seghe mentali varie. Ma perché l'approccio sperimentale alla fisica di questi anni corre più il rischio di far vedere quanto poco conti l'esperimento, quanti siano gli errori e come tutti falsifichino i dati (addirittura il grande Keplero si è inventato l'orbita di Marte per mostrare che era ellittica, e chi siamo noi per far meglio di Keplero?); e perché se costruisco un circuito si smonta da sé, senza toccarlo, o se devo allineare un laser sposto il tavolo perché non trovo l'apposita thumb-screw, e quindi l'attività manuale ed io siamo proprio in antitesi.

Quale che sia il motivo, anche la fatica di sopportare le dinamiche, quasi mai virtuose, del lavoro di gruppo, non vedevo l'ora che finisse. Ed è finito. Bene: mi porto a casa un trenta e dieci crediti. Un diciottesimo di laurea triennale.

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martedì 8 maggio 2007

Registrazione grottesca

Oggi, come da programma, vado da Baldini per vedere l'esame di Fisica III in cui avrei preso 26, per decidere se accettare il voto o ridarlo a giugno.
Arrivo su al suo studio, ed è tutto sbarrato. Per di più, oggi in teoria avrebbero dovuto esserci gli orali del secondo modulo, ma il foglio con le prenotazioni è desolatamente vuoto. Sono colto dal dubbio che, non avendo nessun iscritto, il professore abbia deciso di dar buca a tutti e di non presentarsi. Visto però che, come mio solito, ero un po' in anticipo, decido di ingannare il tempo facendo un tour senza senso del dipartimento, durante il quale incrocio Barni e due tizi che trasportano una strana (e apparentemente pesantissima) apparecchiatura; quando torno allo studio di Baldini, mi hanno già preceduto Fumagalli e Piasini (che ho scoperto oggi come si chiama in realtà, avendo sempre io oscillato, a dire il vero, tra la dizione "Piasini" e quella "Biasini"), ma stanno sfogliando una vecchia guida all'università (del 2002) perché gli è stato detto di aspettare.
Dopo qualche minuto arrivano Baldini e la Collini, con i registri ed il pacco (a dire il vero assai striminzito) dei compiti. Chiedono se vogliamo registrarci. I due annuiscono senz'altro, poiché portavano a casa 30 e 30L, mentre io chiarisco che voglio vedere il compito, prima di decidere cosa fare. Il mio è stato corretto dalla Collini. Primo esercizio (eff. Doppler di allontanamento e termico) giusto, il secondo gravemente carente (è quello in cui mi sono perso tra le derivate) il terzo ed il quarto (libero cammino medio e vibrazioni in un solido unidimensionale giusti). Va beh...poi si accorge di avermi tolto un punto anche nel primo esercizio, e voglio vedere dove ho sbagliato, perché lei ha il vizio di mettere il voto senza toccare il compito, e quindi senza correzioni. Mi dice: «Avrà tralasciato di scrivere se la galassia si allontana o si avvicina...anzi no, l'ha scritto. Allora avrà sbagliato quest'altro...no è giusto. In realtà è tutto giusto. Dovrei rimetterle il punto. Ma non le cambia di molto, sarà ancora 26. Ma sa, per scrupolo... (sparisce da qualche parte a fare i conti e dopo qualche istante riappare)...no è 27. Mi spiace, guardo sempre due volte ecc. ecc.»
Comunque mi ritrovo con il mio compito miracolato, e allora accetto.
Altre grane: siamo in tre, nessuno ufficialmente iscritto, e ci sono due posti sul registro. Faccio passare avanti gli altri due, che dicono di essersi iscritti e che il SIFA ha commesso un errore - io, a dire il vero, mi ero proprio dimenticato di farlo. Baldini, intanto, litiga con la segretaria per farsi dare un registro in bianco, ma quella è irremovibile. Lui è infuriato, io cerco di minimizzare prendendomi la colpa, in fondo sono io che non mi sono iscritto. Avrò ragione, dice lui, ma non è possibile che come lei metà dei suoi colleghi si sia dimenticato di iscriversi. Domani, quando arriveranno gli altri, avrà comunque bisogno dei registri. Quindi decide di andare a litigare con Ragazzi, che sarebbe il direttore del Corso di Laurea, e mi fa tornare giovedì a vedere se è riuscito ad ottenere i registri. Io, a dire il vero, ho sempre ripetuto che posso benissimo iscrivermi all'appello di fine giugno, basta che non mi faccia rifare l'esame e lo registro anche tra due mesi, non ho mica fretta...
Beh, comunque ho il mio voto, di cui non vado fiero ma almeno posso scriverso sul libretto, che se si infilasse tra due trenta (o meglio) potrebbe anche passare inosservato.
Finite queste adempienze, vado in Centrale per cercare di recuperare l'ombrello che ho dimenticato sabato alla Margherita, ma non c'è verso. O l'ho dimenticato altrove (ma allora non saprei proprio dove, sono certo di essere sceso dal treno con l'ombrello in mano, e di non averlo portato al bar - forse nell'atrio del condominio? Magari la prossima volta che capito lì parlo col portiere) o me l'hanno rubato.
Esco dalla sede verso le quattro, ho una ventina di minuti prima del treno che mi porta a casa....quasi quasi, già che sono qui - penso - potrei fare uno squillo a Quaresima per andare a bere un caffè. Intendo immediatamente? beh, abbastanza, rispondo, ma allora lei non può perché è in giro. Se aspetto si libera, fa trasparire (ma senza dirlo - questo lo suppongo io perché mi ha chiesto un paio di volte se intendevo subito), ma se aspetto non mi libero io, che devo prendere il treno. Dunque otèr, come si dice.
Vedremo, magari si riesce ad ottenere un contrappasso.

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venerdì 4 maggio 2007

Altri esami

Aggiorno velocemente; è qualche tempo, purtroppo, che non ne avevo modo.
Questa settimana, infatti, sono stato impegnato nell'affrontare un paio di esami non proprio "da nulla".

Mercoledì è stata la volta di Fisica III (I modulo). Come al solito, più una cosa mi interessa meno bene vado all'esame. Non sono ancora stati pubblicati i risultati, ma ritengo assai improbabile un risultato migliore di 26. Sono riuscito, infatti, sia a perdermi per strada in un calcolo di derivate che a dedurre una formula sbagliata per un fattore 1/pi - anche se quest'ultimo deve essere un peccato veniale. Sono indeciso se ridarlo o meno, perché sono proprio errori stupidi...

Ieri è toccato alla verifica di metà semestre del Laboratorio di Fisica; relazione che mi (ci, essendo un lavoro di gruppo) portato via un'infinità di tempo, ma che perlomeno ha portato a buoni risultati, avendo incassato un trenta netto.

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lunedì 19 febbraio 2007

Fine!

Un breve, come si dice, flash d'agenzia.

Finito! Conclusi gli esami del semestre! Da stasera sono in ferie!

Si riprende il 5 marzo con le lezioni, ma intanto mi aspettano due settimane di (teorico) riposo.

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giovedì 8 febbraio 2007

Esame di meccanica

Brutta giornata. Vado stamattina da Magri per sostenere l'esame su cui ho puntato di più, Sistemi Dinamici e Meccanica Classica, appunto, e, per cominciare, sono l'unico che si è presentato all'orale. Gli altri cinque-sei hanno dato forfait.
Mi hanno tenuto sotto i ferri per oltre un'ora, ed alla fine ho rimediato un miserrimo ventotto! E tutto questo con la consapevolezza che conoscevo tutti gli argomenti «ma avremmo voluto un'esposizione più elegante».S-ciopì!
Beh, a parte questo c'è che ho parlato con Destri e mi sembrava abbastanza propenso a lasciarmi dare, previo parere favorevole del CCL, gli esami di Istituzioni di Fisica Matematica 1 e 2, l'anno prossimo. A patto di fare la sua meccanica quantistica. Penso mi adeguerò (anche perché non vedo alternative).

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