Appena in extremis, poche ore prima che i miei partissero per il mare portandosi dietro il portatile di mio fratello, ora anch'io ho un computer mio - e guadagnato, con i soldi delle Collaborazioni Studentesche dell'università. Ora sono impegnato nel lunghissimo trasferimento dati - e sto dando priorita a quello che mi serve in questi dieci giorni, più che altro roba universitaria - e dopo (ma dopo anche gli esami di questa settimana, sarebbe meglio) - pensare alla partizione per montare Linux, ché ho stabilito essere molto più comodo tenere tutte le cose dell'università, e Root, e Latex,e Grace e chi più ne ha più ne metta, nel sistema operativo su cui ho lavorato per tutto l'anno. Con calma. Che intanto la casa vibra dello stress prepartenza (più che altro, risuona delle grida infuriate di tutti).
domenica 20 luglio 2008
mercoledì 11 giugno 2008
Ken Parker
Dopo attenti esami, sono giunto alla conclusione di possedere l'intera serie classica in edizione originale.
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giovedì 1 maggio 2008
Ieri sera niente computer
...echissenefrega!, per rifare il verso al tormentone di Cochi e Renato in Nebbia in Val Padana, che a suo tempo mi piacque assai (qui la non abbastanza apprezzata sigla). Però, così facendo, ho visto la televisione dopo settimane; certo, ci sarebbe Sky, e mentirei dicendo che non ho, con la coda dell'occhio, seguito uno dei film che trasmettevano - con la coda dell'occhio, nel senso che saprei raccontarne la trama, ma non molto di più: perché la mia attenzione è stata subito calamitata dall'atmosfera anni '60 di Stasera niente MTV (a cui, scopertamente, fa riferimento il titolo del post), condotto da Ambra Angiolini.
Uno dice: cosa mai di buono può venire da...Ambra Angiolini, che per me e per tutti è ferma alla ragazzetta svampita che conduceva Non è la RAI? In realtà, quegli stralci di critica che avevo intercettato dopo la prima puntata, passata settimana scorsa e da me bellamente ignorata, non ne parlavano male. E basta poco per, al di là dell'intento promozionale che sempre anima gli addetti ai lavori, riconoscere che qualcosa di interessante deve pur essere.
A me, per esempio, ha fatto morire l'angolo dell'eterosessuale e la campagna per l'impoverimento del vocabolario, e la Premiata Forneria Marconi, che non conoscevo se non di nome e che, specie nei brani strumentali, si è dimostrata veramente degna di nota.
Tutto bene, allora? Troppo facile. A dire il vero, non ho visto - né ho in programma di farlo nel medio periodo - Saturno contro di Ozpetek, ma se l'Angiolini recita come in televisione, allora dev'essere un film assai imbarazzante.
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sabato 26 aprile 2008
Schiavo delle proprie passioni
Mia madre va una mezz'ora al supermercato per comprare il latte e mi porta a casa....gli ORSETTI GOMMOSI!
Fortunatamente, per la convenienza del vivere sociale, non sono l'unico che è dipendente da questa droga più chimica dell'ectasy...
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mercoledì 9 aprile 2008
Pizzoccheri
Guarda tu se devo andare al bar dell'università per mangiarli...che tra l'altro erano due in croce (è anche vero che costavano talmente poco che ci mancava me li tirassero dietro, ma non erano un gran ché).
Ora, io credo che nessuno abbia bisogno di spiegazioni in merito a questo piatto della tradizione valtellinese, che è diventato un po' come la cotoletta per Milano ed il baccalà per Vicenza, e cioè che tutti dovrebbero saperne tutto, ma poiché non si sa mai, specie per i lettori extra-lombardi, ci spenderò due parole (e vi indirizzo già subito alla pagina di Wikipedia che ne parla).
Sono un piatto fatto da qualcosa di simile a "tagliatelle", però di grano saraceno - che si distingue per il colore più scuro, la grana più ruvida ed il sapore più pungente, tipico delle coltivazioni in ambiente montano, con patate, verza e formaggio, cotte in casseruola con burro ed aglio. Pur non essendo per niente valtellinese, nemmeno in un briciolo del mio DNA, mi sono sempre piaciuti, fin da quando - in terza elementare - sono andato in gita con la scuola a Sant'Antonio Valfurva, nei pressi di Bormio, ed abbiamo visitato una macina in cui si producevano artigianalmente. Mia madre, sapendolo, visto e considerato che in casa piacciono solo a me, e vengono mangiati, oltre che dal sottoscritto, soltanto da lei, me li prepara ad ogni morte di papa, e per giunta di quelli precotti...pertanto, con questo post rivolgo un appello per un piatto di pizzoccheri secondo tradizione, con le patate e la verza bollite, il Valtellina Casera fuso, il robusto sapore di aglio (che di per sé non mi piace, ma con i pizzoccheri ci va) e tutti gli altri carismi. Capito?
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domenica 30 marzo 2008
McGyver
Avete mai provato a riparare un pedale del pianoforte che va su e giù a vuoto?
Peccato! Non sapete cosa vi siete persi (a parte la polvere...bisognerebbe trovare un modo di spolverare i pianoforti dall'interno)
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lunedì 10 marzo 2008
Brevi da casa
Il gatto è stato riportato a casa, infine. A parte il fatto che è visibilmente dimagrito, è ancora incontinente per tutto quello che gli hanno combinato tra metti e togli cateteri, mostra un'insana ed eccessiva voglia di compagnia, ha iniziato a miagolare come non ha mai fatto, e si è mangiato in dieci minuti la razione di cibo di tre giorni, direi che sta bene. Per ora.
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venerdì 7 marzo 2008
Smentite e cambi di programma
Ci sarà un motivo se sfogo il nervosismo battendo con la forza di un ossesso sulla tastiera - già abbastanza provata da sfoghi analoghi - del portatile di mio fratello. Da persona perennemente impegnata in una titanica e dagli esiti altalenanti battaglia contro il caos della vita di tutti i giorni, odio (odio,visceralmente ODIO) i cambi di programma.
Mi è stato spesso fatto notare che la cosa è indice di poca elasticità mentale, e sono anche disposto a riconoscerlo: purché non si cambino i programmi; e, al contrario, oggi ne sono saltati parecchi.
Iniziamo con il pomeriggio - non perché al mattino tutto sia filato liscio come l'olio, ma perché - forse - l'essere più addormentati favorisce la tolleranza. Dovevo andare verso le 16.00 al CAI, per rinnovare l'iscrizione per l'anno corrente ed iscrivermi al Corso d'Escursionismo Avanzato (indispensabile perché i miei mi diano il permesso di fare le escursioni che ho in mente). Con la piccola condizione che aspettassi mio padre per il cambio-auto, cioè portarlo con la mia (che in questi giorni usava) dal meccanico onde lui potesse recuperare la propria.
A parte il fatto che, al solito, ha ritardato di un'ora, è venuto a casa con in mente un complicatissimo ed inutile piano ad incastro per fare tutti gli scambi di automobile necessari - e senz'altro anche di più - e, con tutto questo, ho perso metà pomeriggio. Con in più la beffa che i posti per il corso del CAI chissà da quando erano esauriti.
Torno a casa, pensando di trovarci il gatto - mia madre e mia sorella erano andate a recuperarlo dal veterinario prima che partissi - e scoprendo che avrà un surplus di ricovero fino a lunedì (e qualcuno vorrebbe anche che andassi a prenderlo io, ma ho lezione dalle 10.30 alle 17.30 a Milano, ed una riunione a Bergamo alle 19.00). Piccolo dettaglio, ma altra cosa non prevista da aggiungere al conto.
Non avevo aggiunto che, per meglio godermi il fine settimana, avevo usato tutti i buchi di tempo liberi del pomeriggio per mettermi in pari con gli appunti della settimana. Ma, poco prima di cena, ricevo in rapida successione una mail dal mio ex segretario provinciale ed una sua telefonata che mi precetta per il Coordinamento Regionale dei Giovani Democratici di domani mattina - ovviamente in centro a Milano. E, come se non bastasse, dovevo andare a catechismo per discutere di quell'odioso ed assurdo film di settimana scorsa. E, colpo di scena ed al tempo stesso di grazia per la mia necessità di ordine, cambio di programma ed incontro di tutt'altro tipo - la suora si era improvvidamente dimenticata di mandarmi la solita mail con il programma, e mercoledì non ero andato all'incontro degli educatori per concomitante riunione politica - che, vertendo sui momenti e gli stili della solitudine di Cristo nei Vangeli, necessitava di un minimo di preparazione, e che invece ho dovuto improvvisare.
Ci vuole tanto a fare quello che si è deciso?
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lunedì 3 marzo 2008
E.R. felina
Rimando il tradizionale post del fine settimana (a proposito del quale ho già la testa rutilante di idee) per una questione più contingente. Tra i vari abitanti della casa - sovraffollata ancorché grande - c'è il gatto (di cui si può vedere una foto d'archivio), che da sabato mattina soffriva di qualche disturbo. Anzi, da ben più di qualche disturbo - ma, si sa, i gatti non hanno certo il dono della parola, e più che miagolare oltre il consueto non faceva. E non mangiava. Ha avuto, tra sabato e domenica, qualche alto e basso; ma, in sostanza, in un quadro clinico in costante peggioramento. Si era pensato a qualcosa di gastrico, o a qualche intossicazione - perché mangia tutto quello che gli capita a tiro, e soprattutto beve tutto quello che trova. Poi, non è che in questa casa si ponga grande attenzione alle persone, quando stanno male, figuriamoci al gatto.
Ieri sera non si è fatto trovare, e stamane non usciva dalla cuccia. Poi sono andato a Milano, e non sono tornato fino al pomeriggio inoltrato. Ed il quadro era decisamente critico. Praticamente apatico, buttato sul pavimento - lui che cerca sempre il posto più morbido! - nei rarissimi tentativi di spostarsi trascinava le zampe posteriori. Si è riusciti a convincere mia madre a portarlo a farlo vedere - e che la filosofia del gli passerà lo stava portando a tirare gli ultimi. Il veterinario di Scanzo era chiuso - ed abbiamo chiamato quello di Albano. Visita d'urgenza; il gatto è messo nella sua gabbia da trasporto, non troviamo la grata per chiuderla, ma il gatto non fa altro che gemere di tanto in tanto e, ammesso che i gatti abbiano qualcosa per la testa, non gli passa neanche per l'anticamera del cervello di uscire. Le due veterinarie depositano il gatto sul tavolo medico ed iniziano ad intervistare mia madre e me per l'anamnesi - e quello esce con una via di mezzo tra un gemito ed un ululato che in un primo tempo viene attribuito al cane tenuto in degenza. Una delle due si alza e va a controllarlo - ed inizia la scena epica.
Non fa in tempo a toccarlo che chiama l'altra. Mollano tutta l'anamnesi e prendono i ferri. Avevamo ipotizzato, a dire il vero, fosse un blocco intestinale, e non eravamo arrivati lontano. Trattavasi di un blocco dell'uretere dovuto ad un calcolo, con conseguente costipazione della vescica ed alcalosi da accumulo di urea - il gatto, a detta della veterinaria, era in semicoma e non avrebbe superato la notte. Considerato che l'appuntamento era stato in origine fissato per domani pomeriggio, e successivamente anticipato ad urgenza solo perché domani nessuno poteva portarlo, direi che gli è andata bene. Vorrei sorvolare sui dettagli dell'intervento, non perché non li conosca - anzi, ho contribuito a tenere fermo il gatto mentre gli applicavano il catetere e gli mettevano i punti, quindi ho visto più che bene, ma sull'assurdo comportamento dei veterinari. Queste dovevano essere talmente abituate ad avere a che fare con padroni ansiosi che ci hanno invitato ad uscire, se l'operazione ci avesse impressionato, e qualsiasi cosa facessero (dall'operare senza anestesia, a disinfettare questo e non quello) ce la spiegavano come se volessero giustificarsi. Mi hanno anche chiesto se fossi un medico - al che ho dovuto deluderle rispondendo che ero un semplice studente di fisica; e si sono messe a spiegare come e perché si formano i calcoli, come se io - e soprattutto mia madre - fossimo nati ieri.
Intanto il gatto è ricoverato - ha avuto anche un simpatico shock termico ed è stato messo sotto la lampada a infrarossi, con la flebo nella zampa - come un malato vero. Comunque se la caverà. E magari la prossima volta ci pensa due volte prima di essere goloso di patatine fritte.
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lunedì 11 febbraio 2008
Troubleshooting
Eeehhh, che voglia di sparare al computer!!
E per una volta le parole avrebbero il loro significato.
Dopo che il problema con Tele2 si è risolto da solo (io ho segnalato alla Microsoft...due giorni dopo andava tutto bene), dopo che altri problemi di cui non ho dato notizia sono stati risolti in modo più o meno ortodosso...stavolta non sembro riuscire a venirne a capo. Un po' deve essere colpa del tipo di errore troppo generico (in Internet si trova chi mi dice che è il banco della RAM ad essere rotto - e sapendo che il computer è di mio fratello e tutto quello che tocca rompe (di tre porte USB che c'erano, per dire, ne funziona una sola) - come che può essere un'infinità di virus diversi - un po' perché l'errore è veramente strano. Tutto funziona benissimo (insomma, benissimo considerata l'età del mezzo ed il proprietario) finché non si collega in Internet (cavo di rete, wireless, modem...tutto indifferente) e lì nasce un florilegio di errori, schermi blu della morte e riavvii automatici (nota bene: anche dopo aver disattivato "riavvio automatico in caso d'errore grave"). Tranne - il mistero s'infittisce - ora. Che non ho fatto niente dall'ultimo errore, anzi avevo acceso per vedere se il codice era sempre lo stesso (0x07F, dicono stack overflow, cioè intasamento totale). Dove l'unica differenza è che sto usando firefox. Il che è anche una fregatura, perché solo su questo computer ci sono siti che firefox rifiuta. In particolare, il mio blog (ma Daniel, too, e credo anche Silvio)- che dà un messaggio di errore anche su Explorer, ma almeno lì, opportunamente ignorandolo, tutto continua a funzionare. Qui invece si ostina a non funzionare più.
Ma l'uomo è più forte della macchina (anche perché la macchina non può rivolgersi ad un tecnico, in casi estremi). Si vedrà.
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sabato 19 gennaio 2008
Iniziavo a sentirmi escluso
Adesso sono anch'io nel novero di coloro che hanno letto l'ultimo Potter. Non sono riuscito a battere il recordo de il Calice di Fuoco, ma solo perché ieri sera sono andato all'incontro degli adolescenti e poi, invece di tornare a casa come nei miei programmi, siamo andati a fare un giro in città. Perché Fabio ed Emanuele potessero prendere un kebab. Va be'.
Sarei riuscito a finirlo anche prima di pranzo, se mio padre non mi avesse coinvolto nei suoi programmi di questa mattina.
Che dire? Non sono uno di quelli che si ritrovano smarriti dopo la parola Fine. Però ha ragione il prof. Beccaria - non so se anche nello specifico, a dire il vero - e quel finale ci lascia un po' perplessi.
Certo, potrebbe essere semplicemente che l'epilogo sia solo stato un po' buttato lì, ma anche no...
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giovedì 17 gennaio 2008
Lavoisier ed io
Qualche sera fa si discuteva con mia madre delle mirabolanti proprietà del rubidio. E, molto impressionato dal fatto che detto metallo al contatto con l'acqua esplode, dato anche il fatto che né io né mia madre ne avessimo mai trovato in nessun laboratorio, mi sono messo a fare una ricerca in rete. Dopo aver scaricato il pesantissimo catalogo della Carlo Erba, ed avere scoperto che lo vendono in minime quantità come reagente per la spettroscopia al plasma - che praticamente lo rende inutilizzabile ai miei scopi dinamitardi - avevo gettato la spugna.
Soltanto che, oggi, cercando una parola che inizia con lettere simili (non ricordo nemmeno quale), è apparso nella lista delle vecchie ricerche di Google il metallico nome. E, pensando bene di fare la ricerca in inglese (sostituendo buy rubidium a comprare rubidio)...ho trovato questo sito. Se fate click sul nome del prodotto vi accorgerete di quanto poco sia a buon mercato questo metallo alcalino. E dire chè è il 16° elemento più diffuso sulla terra!
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sabato 12 gennaio 2008
Arteinpiatto
Mio padre stamane mi ha messo in mano un depliant dell'Ascom dedicato all'iniziativa Arteinpiatto - il futurismo nei ristoranti bergamaschi. Se ne trovano informazioni qui.
In questi mesi, infatti, alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della mia città è allestita la mostra Il futuro del futurismo, che io, a dire il vero, non sono andato a vedere, ma ci sono andati i miei fratelli, credo con la scuola. Anche in seguito alle loro descrizioni, rimango un po' perplesso circa tema, catalogo ed allestimento, perché di vero futurismo ce ne deve essere ben poco, ma non vuole essere questo il punto del post.
Il punto è che i ristoratori bergamaschi (di alcuni dei ristoranti più noti, purtroppo non l'economica trattoria sotto casa...) propongono un menu a prezzo fisso con una portata ispirata al futurismo.
Ad esempio, La Marianna, in Colle Aperto, presenta la Bomba con cristalli di Assenzio, una crocchetta di riso in crosta di mandorle e tonno marinato all'assenzio, il Panoramico di Fonteno fa Schiuma di mare, coni di pesce spada fumè con spuma di vongole, martini dry e mandarini, e La corte del Noce offre Vigne e Alpeggi, cannoli di polenta con semifreddo al moscato di Scanzo (sì, quello che si fa qui dietro casa) e salsa di taleggio.
Peccato per i prezzi non esattamente "popolari", e che quindi mi sa che mi ci dovrò far portare. L'iniziativa prosegue fino al 24 febbraio.
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domenica 9 dicembre 2007
È ostruzionismo?
Visto che ormai siamo sotto le feste, una settimana fa mi è stato chiesto cosa volessi per S.Lucia (non si fanno regali di Natale, in questa casa, ma santa Lucia è un'altra questione...che poi, perché a Bergamo sia tradizione la martire catanese non lo so dire con certezza, ma così è), ed io avevo con finta esitazione (in realtà la preparavo da un po' di tempo) buttato lì che avrei avuto bisogno, in prospettiva, del set da ferrata con imbrago e tutto il resto perché, da marzo, dovrei iniziare il corso d'escursionismo avanzato del CAI di Bergamo.
E ieri mi vengono a dire che il mio regalo è stato censurato perché mio padre non vuole darmi modo di suicidarmi su qualche parete dei dintorni. Tutto questo per il suo solito trauma infantile della Direttissima alla Grigna fatta a quattro anni senza corde né niente - non tanto il trauma per l'averla fatta, perché a quattro anni uno non se ne rende conto, ma per essere stati sgridati lui, suo padre e suo zio per l'incoscienza.
Come dire che mi fermano...e poi che non mi sia stato detto niente, e che lo sia venuto a sapere perché ieri due poveracci sono caduti dalla parete del S.Martino, a Lecco - che tra l'altro è sulla mia lista, anche se penso non facessero la ferrata ma le vie alpinistiche - e passavo dalla cucina mentre lo dicevano al TGR.
Insomma, con tutti i modi molto meno interessanti di morire che ci sono in giro, guarda te se mi devono tutelare dalle cadute in montagna!
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