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giovedì 30 luglio 2009

Estate

Ok, lo so che è tipo una vita che non aggiorno il blog, praticamente da prima che iniziasse il CRE che ormai è finito da quasi una settimana - ma dovete credere che, se non sono riuscito a trovare il tempo (e, quando avevo il tempo, le energie) per scrivere nulla - considerato che solitamente, al contrario, l'aggiornamento del blog è una delle mie attività ineludibili-, questo significa che fare il CRE, seriamente, è tutt'altro che quell'alternativa riposante al lavoretto estivo che diversi animatori scelgono - incauti! - il primo o il secondo anno dopo le scuole medie.

Ecco, lascio all'inadeguatissima foto il compito di portare la testimonianza di questo Centro Estivo passato, anche perché in questa settimana di similferie, in realtà, tutte o quasi le energie sono state assorbite dalla preparazione del Campo Adolescenti, a Braies in Val Pusteria; ecco, ieri con i miei aiutanti di campo siamo anche andati in avanscoperta, soprattutto per preparare il grande gioco (Operaktion Alerich) e vedere se era fattibile far partire le escursioni da casa (tecnicamente sì, ma non mi va di essere linciato per allungarle tutte di un'ora e mezza, che già sono lunghissime di loro), ed oggi ho praticamente passato tutto il pomeriggio a preparare il materiale (che mancano ancora le foto della ricognizione aerea e le coordinate delle postazioni, tra l'altro)...

In buona sostanza, sabato mattina partiamo - e, pur cercando di tenere come di consueto il diario del campo ad uso e consumo di voi lettori, non garantisco nulla anche perché appena rientrati c'è da ripartire per La Verna - Assisi...

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sabato 19 luglio 2008

Fine

Solo del CRE, purtroppo, e c'è ancora fin troppo da fare in tutto il resto. Ma, per ora, accontentiamoci di questa, perché io amo le fini.

Anche con tutto il lavoro che la cosa comporta - per darne un'idea, mi sono addormentato in auto trasportando le casse da Scanzo a Rosciate, e sono tre minuti scarsi -, la fine di ogni cosa ha sempre un sapore dolce.

Impagabile girare tra i ranghi di ragazzi, bambini ed animatori, ripetendo la regola n.2 del cortile di Scanzo (distanza animatori-animati), adatta nei rapporti tra animatori quindicenni ed animate quattordicenni, ma grottesca quando applicata al cortile di Negrone, tra animatrici sedicenni ed animate seenni, o distruggere l'infanzia dell'ignara settenne che, a Gavarno Vescovado c'è un castello, e come tutti i castelli...

"...abita una principessa!"
No, il Vescovo. Si chiama "Vescovado" a fare, secondo te?!, od infine sgridare le animatrici in lacrime, e farmi sgridare dalle mamme perché non lasciavo andare a casa gli animatori, mancando del lavoro da fare.

Vanno nominate, forse, solo alcune cose, di questo ultimo giorno. Ad esempio, la nostra riproduzione in polistirolo del castello di Gavarno, costata tre giorni di duro lavoro, e demolita come da gioco in due minuti scarsi, in una gragnuola di palline da tennis. O il riprendere l'animatore D., quello del due di picche, perché necessitante di consolatio animatricialis in seguito alla commozione da fine CRE. ("Sii Uomo, uomo!"), o le animatrici perché vestite scollacciate, ed infine un po' tutti perché ormai ero stressato. Fino a sentirmi rispondere che non è colpa loro, se io non ho il cuore e non mi importa nulla della fine del CRE. Ed invece sì: sono contento, perché mi piacciono le fini. E quella del CRE è una Grande Fine.

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giovedì 17 luglio 2008

Ritorno in Val Zebrù

Non c'è più religione! Stavo scordandomi anche della relazione della gita delle medie del CRE di questo martedì. Non che la questione sia la gita in sé, di cui infatti, anche volendo scriverne, non che ci sia molto da dire. Ma, essendo la gita un'escursione in montagna, è necessaria la relazione che segue ogni mia girata.

Tra l'altro, riguardo la nostra meta avevo la nostalgia dell'infanzia passata, perché quando ero alle elementari ogni tarda primavera facevamo un'uscita di qualche giorno in montagna, ed in terza elementare eravamo stati (ne sono certo, passando per l'Aprica e non per Lecco-Colico-Sondrio), appunto, a Sant'Antonio Valfurva, e le due escursioni impegnative (per un bambino di nove anni, intendo) erano state appunto la Valle dei Forni e la Val Zebrù. E, in particolare - ma faventes le migliori condizioni meteorologiche ed alcune nuove amicizie di quel giorno - avevo apprezzato la Val Zebrù. Ora, sono certo che oggi come oggi avrei preferito il roccioso, severo e brumoso clima di quella giornata al cospetto del ghiacciaio dei Forni, e non il verde ridente di larici, abeti, e pascoli punteggiati di baite, con tanto di rumoroso e spumeggiante ed impetuoso torrente, ma allora non c'era stato gioco, ed avevo in mente una specie di venerazione per la Val Zebrù. Al punto che le quattro ore di pullman per raggiungerla (la statale dello Stelvio era ancora interrotta per le frane di domenica, e la deviazione ha comportato una lunga coda, e per fortuna che ci avevo pensato ed avevamo i DVD del Signore degli Anelli per ingannare il tempo) non mi erano un peso.

Arriviamo, con arditi tornanti - decisamente arditi, per i nostri tre pullman granturismo - al borgo di Niblogo, dove scendiamo e perdiamo subito un quarto d'ora perché tutti i ragazzi muoiono di fame e devono mangiare. Alle undici meno un quarto del mattino. Poi ci dividiamo in gruppetti di una ventina di persone, perché abbiamo cinque guide alpine e del parco che ci accompagneranno spiegando quello che incontreremo - e sulla falsariga di quello che ci insegnavano alle elementari, ma in effetti per noi allora erano novità, e lo erano anche per curato, suora e ragazzi delle medie che non avevano fatto le medesime cose in più tenera età. Formiamo un gruppo di volontari più camminatori, e ci inoltriamo sull'ampia, comoda, quasi autostradale mulattiera - di origine militare - della valle. La nostra guida ha la filosofia del non è importante fare le corse, ma guardarsi intorno ed imparare il più possibile, così la passeggiata, già di per sé alquanto amena, diventa la cosa più riposante che abbia fatto da secoli. Nonostante l'assurdo chiasso che producevamo - e, secondo me, se avessimo corso di più presto l'avrebbero piantata per risparmiare fiato, ma così non c'è stato verso - abbiamo avvistato un gruppo di stambecchi ed il gipeto, anche detto avvoltoio degli agnelli (ecco, questo era stato appena reintrodotto, l'ultima volta, e non l'avevamo visto, ma le aquile). L'unica è che, con questo passo, presto è venuto il tempo di fermarsi per pranzo, ed anche se, in seguito, il nostro gruppo di camminatori è ripartito in "salita", praticamente sulle tracce dei miei ricordi di cui avevo messo a parte la guida, fino ad arrivare, dopo aver attraversato diversi torrenti che tagliavano la strada, ad un ponte sullo Zebrù ed al gruppo di baite che era stata la nostra meta della gita alle elementari (e non ho osato dire che, allora, il gruppo dei camminatori più tosti era arrivato ancora più su, fino ad un ristoro) - anche perché siamo dovuti scendere di corsa, essendo la meta non più Niblogo ma il paese di Sant'Antonio, e dovendo quindi mettere in conto una discesa non breve, per giunta rallentata da quanti del nostro gruppo avevano ormai mollato.

Ma la cosa migliore è stata senz'altro il fatto che avesse fatto brutto tempo nei giorni precedenti, e che la giornata fosse tersa e radiosa, ed i monti tutti imbiancati. Si vedevano ovunque tracce del violento disgelo - è comunque metà luglio - e cascate, cascatelle, spruzzi e nastri d'argento scendevano da tutta la bastionata rocciosa del Monte Cristallo. E credo di essere stato il solo ad aver avvistato i pennacchi di neve sollevati dal vento che spazza le creste. Anche se, in effetti, abbiamo camminato troppo poco, e piano, per i miei gusti. Ma, ad aver tempo, in quattro ore si raggiungerebbe il rifugio V Alpini, al cospetto del Gran Zebrù - non fidatevi delle indicazioni CAI-Stelvio, che sono a misura di milanese zoppo. E mi sa che è da fare.

Informazioni logistiche: la Val Zebrù è una trasversale della Valfurva, che sale da Bormio al Passo di Gavia. Presso la frazione di Sant'Antonio Valfurva si prende a salire a sinistra, e si raggiunge la località Niblogo dove termina la strada asfaltata e si deve lasciare l'auto. Poi ci si inoltra lungo la comodissima sterrata, seguendo gli onnipresenti cartelli del Parco Nazionale dello Stelvio, e si prosegue più in piano che in salita praticamente fino a quando non si è paghi di quello che si è visto. Se uno non è mai appagato, continuerà a salire fino al termine della strada, e poi su sentiero risalendo i ghiaioni, fino al rifugio V Alpini a 2877 m, e poi eventualmente a divallare presso il passo di Zebrù.

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venerdì 27 luglio 2007

Spormaggiore

Ecco; dopo una settimana di relativa pausa, dopo gli ultimi due tre giorni in cui sono tornato a lavorare come al CRE nel seminterrato del curato di Scanzo;
prima di avere preparato borse zaino et coetera.

Domattina si parte per la settimana del Campo Scuola adolescenti degli Oratori di Scanzorosciate, a Spormaggiore in provincia di Trento.

I miei multiformi incarichi sono quasi un divertimento, di primo acchito: preparazione del gioco notturno; predisposizione degli itinerari escursionistici; sorveglianza notturna.
Ma non sarebbe la prima volta che questi campi mi uccidono di stress: l'ultima volta sono tornato a casa con una gastrite che mi ha tenuto in ballo per quindici giorni. Speriamo bene. Stavolta siamo di più, come responsabili - ergo, dovremmo avere meno responsabilità.

Nel frattempo, mi auguro da me stesso buon viaggio

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sabato 21 luglio 2007

Fine del CRE

Ed ora...VACANZE!

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domenica 8 luglio 2007

Quando mi perdo e per un po' non intervengo più su questo blog, poi sono sempre in imbarazzo su quale sia il modo migliore per ricominciare.
Nonostante non abbia ancora finito gli esami, e Fisica II (II mod) mi attenda al varco mercoledì mattina, non è certo lo studio la mia attività prevalente in queste settimane; benché mi abbia attirato al contempo critiche (perché butto via del tempo con tutto quello che dovrei o vorrei fare) ed espressioni di compatimento (perché non è così facile trovare chi, a questa nostra età, se ne assuma il carico), non posso soprassedere a proposito del Centro Estivo degli oratori di Scanzorosciate, della cui sezione di Scanzo (scelta non per campanilismo, essendo io - come noto - di Rosciate, e quindi agli antipodi, ma perché dedicata ai ragazzi delle Medie) sono uno dei responsabili. Con il prestigiosissimo incarico della Commissione Giochi e Tornei, per gli intimi CGT, dal cui vertice tengo le fila delle squadre, delle classifiche, del tempo libero. Attorniato da persone di comprovato spessore, come si può vedere cliccando su questo link di youtube, passo le giornate ad escogitare nuovi e più intricati grandi giochi; e già pregusto (si fa per dire) la settimana di campo estivo con gli adolescenti, quando avrò la supervisione di ben due ambiti: oltre a Giochi e Tornei (che non dovrebbero impegnare più di tanto), avrò la responsabilità di Escursioni. Su una settimana, dovrei proporne per tre giornate ed un paio di pomeriggi. Se qualcuno dei miei venticinque lettori, a tal proposito, avesse qualcosa da consigliarmi a proposito della zona Andalo - Molveno - Spormaggiore, gruppo delle Dolomiti di Brenta, si faccia vivo, che ad oggi ho solo un'idea e mezza.
A presto con altri aggiornamenti

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