Il parroco nuovo mi attende in fondo alla scaletta per farmi i complimenti e chiedermi cosa ho suonato all'offertorio. Con grande stupore mio, che ho praticamente aperto una pagina a caso de La scuola classica del giovane organista e l'ho suonata. Era questo:
sabato 15 novembre 2008
venerdì 14 novembre 2008
Bialgebroide di Lie triangolare
Per la definizione e tutto quello che ci sarebbe da sapere (che è comunque di più di quanto sappia io), rimando all'articolo di Mackenzie e Xu che inventa il bialgebroide di Lie e le sue prime perversioni. (vedo che ci vuole non so che permesso, se qualcuno è interessato chieda che vedo cosa posso fare).
La congettura (che metto agli atti per questioni di primogenitura - capito, prof. Kosmann-Schwarzbach?) è la seguente.
Consideriamo una varietà dotata di un bivettore di Poisson (per gli amici, $P$). Il bivettore di Poisson può essere utilizzato per definire una funzione (in gergo, una mappa fibrata dal fibrato cotangente $T^*M$ al tangente $TM$, tramite l'identificazione $\langle\alpha,P^#\beta\rangle=P(\alpha,\beta)$, dove per iperformalismo distinguo $P\in \Lambda^2(E)$ bivettore da $P^#:T^*M\to TM$ mappa fibrata. $P$ è di Poisson se ha parentesi di Schouten nulla con sé stesso.
Ora, che tipo di oggetto devo associare a $N:TM\to TM$ mappa fibrata di Nijenhuis per ottenere la stessa identificazione? La torsione nulla si concretizza in una specie di nullità per una certa parentesi di Schouten? Il che porta a chiedersi: il bialgebroide $PN$ è un bialgebroide di Lie triangolare doppio? Perché ho che $(TM,T^*M,P)$ è doppio in quanto $P$ dà al cotangente la struttura di algebroide ereditandola dal tangente, e $N$ potrebbe dare a $(TM,N)$ la struttura di algebroide prendendola dall'algebroide $(T^*M,P)$...e avremmo chiuso il cerchio. O, più probabilmente, resteranno congetture.
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mercoledì 12 novembre 2008
C-Cappuccetto Rosso
Nicolas Barbecue è un nome dietro al quale si nasconde un gruppo di studenti e ricercatori della Sapienza, che si dedica alla "scrittura" (prosa e poesia) matematica. Qualche tempo fa è circolato in università il testo di questa fiaba. Non si pretenda di capire tutto quello che c'è scritto, perché ci sono alcuni passi molto "tecnici"...
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lunedì 10 novembre 2008
Almanacco di cose da fare
- Mentre tutti vanno a guardare la Pietà Rondanini, concentrarsi sui meccanismi di sparo delle armi da guerra del XVII secolo;
- Mangiare un panino e bere un Coca e Avana; a pranzo;
- Mentre tutti quanti si appassionano al percorso al buio dell'Istituto per Non Vedenti, "vedere" l'estintore;
- Andare alla Ricordi in cerca di partiture e non di cd;
- Deridere le promoter Alice senza vergogna e senza dignità in Piazza Duomo;
- Guidare un gioco all'urlo di «te;Uccidiamola!»te;;
- Improvvisare tastiera e tappeti in convento;
- Entrare in un ristorante per bere un caffè ed uscire sazi.
Tutto questo powered by ORSI. Peccato per le ore di sonno, ma...
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venerdì 7 novembre 2008
Io sono più a sinistra di te!
Folla di studenti e pendolari che il sottopasso della stazione di Greco vomita, come ogni giorno, nel mezzo del quartiere Bicocca. I volti ancora assonnati, le conversazioni tra due o più a mezza voce, il monotono incedere dei passi vengono disturbati da un megafono che gracchia slogan improvvisati (con le frequenti e sgradevoli pause dovute al macinio di neuroni del parlante, per decidere che frase a effetto estrarre dal proprio repertorio). Ci sono tre manifestanti i cui abiti (abiti? si chiamano così?) indicano chiaramente il loro aver dormito in un centro sociale, in un liceo occupato o in un comodo appartamento del centro, mentre la badante filippina "destirava" i vestiti per dar loro un aspetto vissuto, i quali sorreggono un lenzuolo che ci avvisa della nostra (altrui?) imminente sommersione da parte di un'onda, ed il quarto strepita nel megafono. Spandendo foschi presagi di sventura su noi, i nostri figli, i figli dei nostri figli. Lo studente accanto a me alza lo sguardo al cielo, ed aggiunge sarcastico nei secoli dei secoli. Amen., e poi dribbla il volantino che gli stanno consegnando. Il dottorando che ormai vediamo da anni installato al quinto piano sibila un commento poco oxfordiano sottovoce, e si infila come un bulldozer tra striscione e dimostrante. Gli altri, semplicemente, ignorano. Se volevano si formasse un corteo con cui unirsi alla manifestazione in centro, sono senz'altro rimasti delusi. Meno di sei studenti hanno ritenuta degna di nota la manifestazione (e nel conteggio includo i lenzuolosorreggenti); il settanta per cento dei rimanenti sono rimasti scocciati per il rumore (nonostante sia a Milano, il quartiere è silenziosissimo); tre hanno cambiato idea, ed ora sono a favore della legge 133. E della depenalizzazione dell'abigeato, per quello che conta.
Mi dirigo, lasciando la voce e le polemiche svanire lentamente alle mie spalle, verso il blocco di scienze, il bar dell'U3 ed il caffè del mattino.
Incontro Perri e la sua "coscienza politica", ovvero Ilaria, e scopro che, nell'ordine:
- Quei "signori" piantano casino perché non si sentono rappresentati dagli interlocutori istituzionali, ovvero ListeDiSinistra.
Del resto, loro sei non rappresentano nessuno. E non riesco a capire l'utilità di cercare di coordinare le attività con sei teste calde. - La parziale marcia indietro del governo a proposito della legge 133, con le modifiche annunciate ieri, è solo un'operazione di facciata
Come buona parte della politica italiana tutta. Io tenderei a sottolineare che è un miglioramento, o quantomeno un segno d'apertura. - Sull'università non si può intervenire con correzioni ed aggiustamenti finanziari, ci vuole una riforma complessiva
Probabilmente vero; come è probabilmente vero che non ci sia cosa in Italia che non trarrebbe giovamento da una riforma complessiva. Come è probabilmente vero che i problemi dell'università non sono solo problemi di soldi, su cui la legge interviente. Come è probabilmente vero che a furia di "faremo riforme complessive" va a finire che non si fa nulla.
Piuttosto, io credo che con la mossa di ieri il Governo abbia inteso offrire la possibilità alle università di scendere a compromessi (e, dunque, mostra la propria disponibilità a fare altrettanto), in quanto il clima di muro contro muro delle due settimane passate, oltre a far letteralmente precipitare la fiducia nei sondaggi (e sappiamo come il nostro Cavaliere Mascarato ci tenga ai sondaggi) da tipo il settanta al cinquanta per cento, impediva quello che è il momento peculiare (e che a qualcuno risulta sgradevole, ma ci faccia il callo) della politica, che è mettiamoci d'accordo. Adesso, un passo indietro gli uni un passo indietro gli altri, e si sistema l'ennesima toppa sul sistema universitario. Una toppa che speriamo copra il più possibile. Ad ogni modo, chi di dovere ha capito l'andazzo, vedi il rettore del Politecnico di Torino che si è detto disposto a mettersi attorno ad un tavolo; ed è quello che faranno anche gli altri rettori, che alla fin fine non avevano digerito che li si toccasse nel portafogli. Ed il rischio per i nostri amici manifestanti è che si ritrovino in brache di tela, perdendo da un giorno all'altro il sostegno che fino ad oggi hanno avuto da parte delle università. E già c'è chi li delegittima a sinistra (vedi il poco mosso di stamane), e non avranno altra scelta che rituffarsi tra le dispotiche braccia dei vari Movimenti, Collettivi e Reti se non scenderanno, con variabile disciplina ed intento, allo stesso tavolo dei rettori. Braccia da cui si sono liberati, almeno da noi in Bicocca, solo recentemente, ed altrove addirittura solo in teoria.
Pertanto, io cercherei di far passare il sedersi ad un tavolo del governo che fino a tre giorni fa andava per la sua strada come una grande vittoria (ed una vittoria lo è, anche se magari non grande) e di capitalizzare il consenso; possibilmente stornandolo da quei casinisti buoni solo di farsi caricare dalla polizia per aver tentato di occupare le stazioni ferroviarie (piazzale Cadorna prima, Roma Ostiense oggi). O a quelle associazioni studentesche che tendono ad avere grandi consensi, ma che in questo frangente sono state in disparte (pur condividendo il merito della protesta), per non urtare ministri amici. Con tutto quello che di buono ne potrebbe conseguire.
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giovedì 6 novembre 2008
Malignità
Qualcuno mi fornisca un buon motivo (entro domani sera, possibilmente) per non rovinare una festa a sorpresa, la cui sorpresa potrebbe rivelarsi più amara (e, vada come vada, meno gradevole) del previsto.
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mercoledì 5 novembre 2008
Geometria Generalizzata e NLSM - Tesi
Anche se posso ben immaginare che siano decisamente in pochi (elencavamo tre gruppi di ricerca, a suo tempo) cui possa interessare, ho deciso finalmente di rendere disponibile la mia tesi di laurea. Avvisando che questi risultati sono già stati discussi e si sta lavorando ad una loro generalizzazione (se riusciremo a trovarla, è un altro discorso). Ad ogni modo, nell'elenco qui in sidebar e direttamente a questo link è disponibile il pdf della tesi discussa il 28 ottobre.
Generalized Geometry and Nonlinear Sigma Models
Despite I do can imagine that interested people are few (we counted three research groups, during our work), I finally decided to set my Bachelorship thesis public. I warn that these results have already been defended, and we are trying to get a generalization (if it will be possible, it's a good question). Anyway, at this link you can find the pdf file of the thesis defended on October, 28th.
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lunedì 3 novembre 2008
Psicanalisi
«Donde viene questa ostilità, o questo disprezzo, nei confronti delle donne?»
«Chiaramente dal disprezzo per il mondo. Le donne fanno parte del mondo, no?»
«...»
Tratto da una storia vera
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domenica 2 novembre 2008
Il lungo weekend
Mia sorella voleva che, una volta presa la laurea, me ne partissi per un viaggio in qualche destinazione esotica; alcuni amici optavano per il non molto esotico Lido di Jesolo, e per un più modesto fine settimana. Io, che - come vado ripetendo da anni - non amo viaggiare, me ne sono stato a casa, perlopiù steso sul divano. Ma, pur venendo meno la mia volontà, non sono venuti meno i fatti, e quindi c'è molto da raccontare.
Giovedì sarebbe un giorno che, nonostante gli intenti dell'universitario viveur mi avessero a suo tempo fatto conteggiare come fine settimana, in pratica è sempre stata una serata di divano, poltrona, o al limite, ma una volta ogni tanto, bar dell'oratorio. E, mentre là ero, a bere lo speciale whisky&soda che ci prepariamo solitamente, si fa vivo Epo che è stato morso dal germe della ggioventù nel senso più deleterio del termine, e non può sopportare di non uscire una sera. E, possibilmente, girare il più possibile. Così, anche considerato che io avevo, in effetti, un po' da festeggiare, mi ha portato all'UD di Bergamo, in zona Cinque Vie, perché il giovedì vi si tiene una sorta di serata internazionale. In sostanza, tutte le persone fornite di abbondante buontempo vi convengono per darsi un'aria cosmopolita, approfittando del manipolo di studenti Erasmus che ha avuto la pessima idea di venire a Bergamo; tali persone di abbondante buontempo essendo, in massima parte, studenti universitari (perché se sei alle superiori magari tua madre ha da ridire se rientri all'una in settimana, e se vai a lavorare hai di meglio da fare che pigiarti in un locale fighetto dall'imbarazzante carta dei vini), specie se fuori sede - quanti studenti fuori sede possono esserci a Bergamo? Quindici?
Subito individuati da uno di Locate con cui eravamo stati insieme a Roma millenni fa, Epo è a propria volta incocciato in un tale (ex Lussana, difatti dall'aria familiare) conosciuto ad una festa del Fanto - e lascio solo immaginare che tipo dovesse essere - che in quindici secondi ha individuato tavolo di ragazze, vi si è fiondato, si è presentato, ha coinvolto le due più piacenti in una conversazione ed ha a propria volta introdotto noi due: Epo affascinato dall'efficacia dell'approccio, io piuttosto attratto dal dvd di Zoolander che passava sugli schermi al plasma. Probabilmente troppo asociale per questo tipo di rapporti estemporanei, ho osservato invece con curioso interesse scientifico come, mentre il tempo passava, saltasse fuori che tutti i gruppetti seduti ai diversi tavoli in un modo o nell'altro si conoscessero, e come piano piano si sia formato un'unica tavolata. Essendomi già fatta un'idea precisa e nient'affatto lusinghiera delle universitarie fuori sede, ho sfruttato la mezza frase di politica che ho colto sulla tavolata per improssivare una mezza concione sulla famigerata 133. Quando i gestori del locale hanno acceso le luci, per suggerirci diplomaticamente di levare le tende, abbiamo tentato di andarcene a casa, ma siamo stati coinvolti nella ricerca di un ulteriore locale in centro a Bergamo dove bere qualcosa, come se fino a quel momento non avessimo fatto altro. Trovata la birreria deserta ci siamo accomodati, e siamo (ma soprattutto sono) stato incastrato in una conversazione inconcludente con una stralunata dark (sapevo che non dovevo vestirmi di nero, le avrò ispirato fiducia) che, per le assurdità che diceva, ho decisamente sopportato più del dovuto, cercando di capire gli scampoli di ragionamento che produceva. In conclusione: se non sai nulla di una questione, taci. Specie se è una questione scientifica.
Venerdì era in programma l'evento del fine settimana, ovvero il Pranzo dei Dottori, i laureati in fisica alla Bicocca negli appelli di settembre ed ottobre. Siamo convenuti a Morbegno (SO), onde mangiare sciatt, pizzoccheri e brasato. Gli afferenti a Milano avevano calcolato il treno più adatto per andare e tornare, onde non aver problemi etilici, anche considerata la distanza tra Morbegno ed il resto del mondo. Io, solitario dalla mia Bergamo, avevo in un primo momento valutato di raggiungere il posto per la strada in assoluto più diretta, cioè il Passo S. Marco in cima alla Val Brembana, ma le precipitazioni degli ultimi giorni, nevose sopra i mille e rotti, ne avevano sicuramente determinato la chiusura. Pertanto, si era pensato di andare a Lecco e prendere là il treno, ma problemi logistici (il parcheggio in primo luogo, ma non va sottovalutato l'"aver perso il treno" (a Lecco era scontato, ma contavo di raggiungerlo a Varenna) mi hanno spinto a raggiungere Morbegno con la gloriosa AX. E, dopo l'ottimo pranzo, motivi sentimentali (ma non pensate a chissà chi: è noto che io amo la montagna) mi hanno indotto a fare rientro ai miei luoghi dopo un lungo giro alpino, risalendo la Valtellina fino a raggiungere il piano Aprico della canzone del Piave ed a scendere poi per Edolo, la Val Camonica e la Val Cavallina. Un ritorno fantastico: neve e veloce guida di montagna (la strada è molto bella). La sera niente di speciale, perché come al solito c'è catechismo per gli adolescenti (e, comunque, chi aveva più voglia di fare alcunché?). E, al termine dell'incontro - film, troppo un'americanata buonista per venire incontro ai più basilari gusti cinematografici - solita tappa all'Ein Mass, per provare una nuova birra (e mangiare un brezel: buoni!)
Ma, come al solito, la resa dei conti è il sabato. Dopo il consueto convegno di tutti e quattro, Fabio io Epo e Geordie, al bar dell'oratorio, siamo andati alla Cafeteria di Treviolo, locale in auge da quest'anno come ritrovo della Bergamo bene, e pertanto non proprio in cima alla lista dei posti che volevo visitare. Nonostante l'iniziale perplessità suscitataci da un tizio vestito di bianco dalla testa ai piedi, che ci faceva sospettare un luogo di pessimo gusto, siamo tutti stati soddisfatti dell'atmosfera sobria (effettivamente troppo sobria, per un bar da sabato sera) e dai due-tre occasionali incontri, ma abbiamo poi deciso di passare il resto della serata in un locale più "vivo", e ci siamo trasferiti al Jamaica di Paladina (Jamaica è un marchio in franchising, questo chiamasi propriamente "Xymaca") per la padella di frutta. Anche se suona incredibile scritto da me, o ascoltato dalla mia voce, la padella anal(colica) è decisamente più buona di quella alcolica; e ne abbiam bevute un paio. Per concludere al negozio di specialità siciliane posto proprio accanto al Mascheroni, dove ho mangiato un cannolo (dal settentrionale che sono, il primo in vita mia) - benché mi accontentassi di una ciotolina di ricotta, che poi è quello che mi piace. Ehi, buono! E rientro a letto, nemmeno troppo tardi su scala assoluta, ma decisamente sì per i miei bioritmi da sveglia di buon'ora ed a letto presto.
Oggi, domenica, si doveva compiere la promessa della mia cena di laurea slittata per le proteste dei fratelli: e, dopo la Messa (e l'aperitivo in oratorio, ancora qualche mese e faremo seria concorrenza all'unico bar "vero" di Rosciate), siamo andati a Parre (Val Seriana, ma chi non conosce Parre?) per mangiare i mitici scarpinocc, ovvero ravioli di magro con pangrattato e formaggio. Al ristorante Miravalle, dotato di quella patina vintage che ammanta tutti i paesi dalla media valle in su, abbiamo mangiato bene, ma soprattutto moltissimo; peccato esser dovuti scendere a Bergamo per portare mio fratello a vedere la sua Talanta, ché la splendida giornata di sole poteva farci fare un'altra scappata sulla neve. Agli Spiazzi di Gromo, o sul Vaccaro, c'era.
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sabato 1 novembre 2008
Geometria Generalizzata e NLSM - Presentazione
Finché non riesco a capire perché un bellissimo sistema per registrare presentazioni online fa le bizze con i pdf, bisognerà che il lettore interessato rinunci al mio suadente commento e si accontenti di questa presentazione, che è la versione "disanimata" della mia, e con una grafica pessima perché SlideShare rovina tutte le sfumature.
Certo, con la voce è tutta un'altra cosa. Cercheremo di risolvere.
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giovedì 30 ottobre 2008
Geometria generalizzata e modelli sigma non lineari
Dopo aver espletato (quasi completamente, domani mi aspetta Il Pranzo dei Dottori) le esigenze mondane, i festeggiamenti ed i complimenti (a cui rispondo con sentiti ringraziamenti, ma mi schermisco dicendo che non ho fatto niente di importante), vediamo di fare qualcosa di utile, e parliamo in summa della tesi e del suo contenuto scientifico.
In queste ore sto esplorando gli strumenti che Internet mette a disposizione per fornire la maniera più interessante di "replicare" la mia presentazione; e, una volta fatto ciò, pubblicherò anche la versione digitale della tesi (non la mando ad arxiv perché è scritta in italiano). Per ora, mi limiterò a descrivere agli interessati il contenuto ed i risultati raggiunti.
Nella tesi abbiamo studiato gli aspetti geometrici soggiacenti alla teoria dei modelli sigma non lineari, ed in particolare alla loro estensione supersimmetrica. Poiché allo stato attuale della ricerca sembra che tutte le strutture geometriche che nascono dalla richiesta di invarianza per gruppi di supersimmetria siano riconducibili a casi particolari di una struttura chiamata Geometria Complessa Generalizzata, nel corso della tesi abbiamo delineato e seguito il percorso di sviluppo della geometria differenziale dalla nozione di varietà complessa fino alle moderne varietà complesse generalizzate, in particolare attraverso lo studio della teoria dell'algebroide e del bialgebroide di Lie. La nozione di algebroide di Lie permette di riguardare sotto un punto di vista comune tutte le varietà dotate di struttura tensoriale semplice (ad esempio le varietà complesse, le varietà di Poisson e le varietà di Nijenhuis), mentre la nozione di bialgebroide di Lie offre una cornice concettuale sotto cui affrontare le varietà bistrutturate (come le varietà di Poisson-Nijenhuis). In particolare, abbiamo affrontato e mostrato come le varietà di Poisson-Nijenhuis abbiano la struttura di bialgebroide di Lie. Abbiamo poi considerato la nozione di algebroide di Courant, che unifica il fibrato tangente e cotangente nella loro somma diretta che è detta il doppio da cui prende le mosse la definizione di struttura complessa generalizzata; è stato messo in luce come una varietà complessa generalizzata possa essere considerata una varietà dotata di tre strutture tensoriali (al posto che di una struttura $D\to D$) con opportune condizioni di compatibilità, che permetterebbero anche un loro indebolimento che porti ad una "varietà di Nijenhuis generalizzata".
Presto presentazione e/o tesi, su queste pagine.
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mercoledì 29 ottobre 2008
Ora con un Titolo di Studio
Ero tentato di non scrivere niente, ma poi ho pensato sarebbe stato piuttosto ipocrita, e dunque eccomi. Dopo la lunghissima giornata di ieri, mi ritrovo con un impegno in meno ed un pezzo di carta in più (pezzo di carta affatto virtuale, per ora, ma quel che conta è il pensiero). Giornata lunghissima perché iniziata, secondo gli imperscrutabili disegni di Coloro Che Regolano Il Sonno, alle quattro antimeridiane.
Dopo aver realizzato che sfidarli era uno sforzo inane, mi sono alzato e preparato; in modo di essere pronto approssimativamente alle sei e mezza; e la seduta iniziava alle quattordici e trenta. Sono andato a Milano al mattino, dunque, anche e soprattutto per assistere alla seduta di molti colleghi. Troppa cortesia, temo, anche perché sei tesi di Particellari una dietro l'altra sono presto diventate indistinguibili alle mie orecchie (e, soprattutto, se fosse stato il primo a fare tutte le possibili e più perverse misure usando un bolometro a dire cosa sia un bolometro, invece dell'ultimo...); ed essere surclassati dal paragone, perché questi sei particellari (o meglio, cinque particellari ed un teorico venduto), hanno organizzato una specie di ricevimento, nel tunnel del blocco di Scienze, mentre noi ci siamo salutati e siamo andati ciascuno ai propri luoghi.
È venuto, dunque, il momento atteso. Dopo pranzo, seduti ai tavolinetti metallici ricoperti da non-si-sa-cosa-di-appiccicoso dell'area relax, abbiamo messo sul medesimo laptop le presentazioni e siamo saliti all'aula tesi, giusto per aspettare, in piedi al caldo soffocante e stipati assieme a tutto il pubblico che la commissione arrivasse, che si riuscisse a far partire il proiettore (non facile), che la commissione decidesse il da farsi (un quarto d'ora a parlare dietro i vetri non si sa di che), e poi dare il via alle discussioni. È stato scelto l'ordine più razionale possibile, cioè quello alfabetico (potrebbe non sembrare chissà che risultato, ma è capitato di assistere a sedute alla chi vuole venire?), e dunque mi sono ritrovato a discutere nella comoda posizione di secondo. Credo, poi, di aver abbastanza dignitosamente resistito alle domande della commissione, in particolare di un Destri scatenato (più con gli altri che con me, almeno apparentemente) . E, dopo aver preso la mia dose di applausi da parte di una platea più perplessa ancora della media delle platee di un esame di laurea in fisica (ho trovato una sola persona che dicesse "ho capito qualcosa di quello che hai detto", di matematica), ho atteso con pazienza che finisse il rito delle discussioni, e con meno pazienza che finisse quello degli scrutini. In modo da notare l'assoluta anarchia che regna nelle commissioni di laurea quando si tratta di fare la proclamazione. Avevo sentito, un mese fa, con i poteri a me conferitemi dal Magnifico Rettore, vi dichiaro Laureati in Fisica, ma mi era sembrata una formula un po' inventata (anche perché sono quasi sicuro che nella formula ci debba essere "dottori", ma c'è questa specie di idiosincrasia nei confronti del termine per le lauree triennali che i professori non riescono a digerire); ieri mattina si era proclamati dottori in fisica (triennale), e ieri sera ci è stata conferita la Laurea triennale in Fisica. Dopo brevi convenevoli (brevi anche per il fatto che ormai erano le sei di sera) ci siamo tutti dispersi, e siamo tornati a Bergamo per la cena. Baccalà.
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lunedì 27 ottobre 2008
FB e decreto Gelmini
Amici di colori politici diversi mi invitano ad aderire a questo o quel gruppo di pro o contro; per non accontentare nessuno, ovviamente, mi astengo. Anche perché il mio giudizio in merito è ambivalente...sarebbe divertente rispondere Yes a tutti gli inviti.
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domenica 26 ottobre 2008
In paroecia quando sumus
Fine settimana movimentato, senza essersi allontanati, né fisicamente né - soprattutto - con la testa, dalla parrocchia e dall'oratorio. E non c'è bisogno di nessun bigottismo che, comunque, non abita in questi luoghi, per passare comunque del buon tempo, divertirsi e svolgere, si spera, anche una funzione utile.
Tutto, come al solito, incomincia venerdì con l'incontro di catechesi per gli adolescenti ed i giovani. Tra l'altro, per la prima volta di quest'anno (ma, in buona approssimazione, anche dell'anno scorso) sono arrivato in anticipo rispetto all'orario nominale (in ritardo rispetto all'orario effettivo è impossibile, visto che si fa sempre una gran fatica a trascinare il centinaio di adolescenti dall'oratorio alla chiesa vecchia di Scanzo e ritorno). Per il gruppo di V Superiore ed il gruppo giovani battezzato G6 il programma, dopo la consueta preghiera tfiutti insieme, prevedeva la visione del film Mary di Abel Ferrara (tra l'altro, premio giuria cattolica a Venezia 2005); film di discussione, secondo la definizione del curato don Alessandro; discussione, a dire il vero, che sarebbe partita forse se avessimo incominciato prima, perché adolescenti e giovani hanno meno resistenza di quanto pensassi, e finito il film più che riassumerlo non erano in grado di fare. In teoria, doveva esserci un momento di riflessione per quelli di V, onde sistematizzare le questioni aperte sul rapporto con Dio; in pratica, è stato un fare l'ennesima volta il punto (che poi sarà da rifare, temo, in quanto settimana prossima c'è il film per tutti). Ma intorno alle undici è difficile sia che rimanga in mente quello che si dice, sia che si sia disposti ad intervenire in maniera produttiva. Pertanto, l'attività più produttiva della serata è stato il successivo trasferimento all'Ein Mass di Torre, tra qualche educatore e qualche giovane, i cui discorsi (tra l'altro nel cui dovrei esserci anch'io, ma per qualche forma di pregiudizio, o a ragion veduta, salta sempre fuori che tu non puoi parlare di queste cose, e dunque non posso essere incluso nel novero) non sono riportabili né qui né altrove. Altre due birre in meno da provare dalla carta.
Mentre la gran parte degli amici di partito, e diversi compaesani, scendevano a Roma, il mio sabato mattina è stato dedicato alle ennesime prove della presentazione della tesi, con vari ed eventuali aggiustamenti alla presentazione, mentre nel pomeriggio ho atteso a preparazioni meno fondamentali ma non per questo trascurabili in vista dell'esame di laurea. Per cena ero stato invitato, insieme a Fabio, al diciottesimo compleanno di uno dei miei adolescenti di catechismo, che non festeggiava in un esclusivo esasperato lounge bar come quell'altra volta, ma più semplicemente all'Oratorio di Negrone. E, difatti, si è mangiato in abbondanza (e bevuto molto meno); ma, dopo la cena, è venuta la parte migliore dell'affare: il film di Futurama (non si capisce perché è passato al cinema il molto meno speciale film dei Simpson, e questo è stato dimenticato); al cui termine, mentre le brave ospiti (e, al solito, il brave è per la maggior parte ironico) andavano a casa perché erano passate le undici e trenta, noi tiravamo la mezza ed il relativo effettivo compleanno del festeggiato guardando spezzoni del film di Jackass che (tra le altre cose) gli avevamo regalato.
Ma la vera giornata campale è stata oggi, domenica. Centosessantaerottesimo anniversario della dedicazione della parrocchiale, e solenne ingresso del nuovo Prevosto di Rosciate (il titolo prepositurale è una storia lunga), don Fabrizio Lazzari. Con tutto il contorno di eventi che un fatto del genere comporta, e per affrontare i quali anche l'ora ulteriore di sonno non è sufficiente. Accoglienza alle ore dieci presso il monumento Cristo Porta Di Vita, messa solenne di ingresso con il vicario ed i sacerdoti del circondario; dopo la messa, pranzo per i parenti del neopastore (orribile neologismo, in quanto mischia greco e latino), per i membri del Consiglio Pastorale, del Consiglio d'Oratorio e del Consiglio degli Affari Economici; dunque, tra gli altri anche per me. Pranzo come sempre impegnativo, anche perché si è sfiorata la crisi in merito alle competenze ed alle riunioni del Consiglio d'Oratorio, e finito per le quindici e trenta. Quando alle sedici e trenta sarebbe iniziato lo spettacolo di benvenuto, durato poi fino alle diciotto e seguito dal lungo rinfresco (è vero che tutti i presenti al pranzo erano ben più che pieni, ma la gola non sarebbe un vizio se ci si limitasse a mangiare quando si ha fame) che ha concluso la serata, la festa, l'accoglienza ed anche il fine settimana. Tutto in parrocchia.
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