Ecco; dopo una settimana di relativa pausa, dopo gli ultimi due tre giorni in cui sono tornato a lavorare come al CRE nel seminterrato del curato di Scanzo;
prima di avere preparato borse zaino et coetera.
Domattina si parte per la settimana del Campo Scuola adolescenti degli Oratori di Scanzorosciate, a Spormaggiore in provincia di Trento.
I miei multiformi incarichi sono quasi un divertimento, di primo acchito: preparazione del gioco notturno; predisposizione degli itinerari escursionistici; sorveglianza notturna.
Ma non sarebbe la prima volta che questi campi mi uccidono di stress: l'ultima volta sono tornato a casa con una gastrite che mi ha tenuto in ballo per quindici giorni. Speriamo bene. Stavolta siamo di più, come responsabili - ergo, dovremmo avere meno responsabilità.
Nel frattempo, mi auguro da me stesso buon viaggio
venerdì 27 luglio 2007
Spormaggiore
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sabato 21 luglio 2007
domenica 15 luglio 2007
Contraddendo il contraddittorio
Oggi sono stato a Sondalo (SO) per partecipare ad almeno una sessione della Tre Giorni di Formazione della Margherita lombarda, ed ho assistito all' "intervista" (credo che adesso si chiami così quando un giornalista decide di partecipare ad un dibattito concludendo i suoi interventi con una domanda per il politico di turno, che c'entri o meno con la premessa) al ministro Fioroni; di cui ho apprezzato la verve, i contenuti, le risposte.
Ma ci sono tre cose che sono state dette oggi, e con le quali io sono d'accordo nel modo più totale, che però dette da un membro del Governo, del Comitato dei 45 Saggi del PD, del gotha della Margherita, mi lasciano un po' smarrito.
- La legge elettorale voluta dal Centrodestra nella scorsa legislatura sottrae all'elettore la possibilità di decidere, perché non può esprimere preferenze, ma dire solo "partito, mi fido di te". Bisogna cambiarla ed introdurre le preferenze. Giusto. Ma, per fare un esempio, le elezioni primarie del PD avranno liste bloccate. Perché qui vanno bene?
- Un gruppo di quarantacinque persone, per quanto autorevole e con motivi non campati per aria, non può rovesciare i deliberati di due congressi ai quali, partendo dai livelli locali, hanno partecipato centinaia di migliaia di iscritti. Vero, le Primarie dovevano solo eleggere l'assemblea costituente del PD, in modo che tale assemblea scrivesse gli statuti che conducessero, entro l'anno dai Congressi, all'elezione di tutti gli Organi di partito e dei suoi leader; perché adesso sappiamo il leader prima ancora che ci sia l'Assemblea, e certo non dopo aver deciso qualcosa? Ma, soprattutto, chi c'è tra questi quarantacinque
- Non si può fare politica sulle persone dei leader, non ci si può affidare ogni volta all'Uomo della Provvidenza. Giusto. E cos'è Veltroni?
La mia impressione è che la contingenza della politica costringa anche chi la pensa come si deve a fare cose che non vuole, per stare a galla. Ma questa è solo l'ipotesi più ottimista.
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venerdì 13 luglio 2007
Ferie!
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domenica 8 luglio 2007
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martedì 26 giugno 2007
Fisica III ed altre novità
Sono stato indeciso un bel po' prima di riprendere in mano il blog.
In primo luogo, perché l'ultimo post mi piaceva molto (per quanto le cose tristi possano piacere) per l'eburnea statuarietà del pezzo, che non lascia discussioni aperte benché si veda che non è tutto lì; ma credo che il pudore che dovrebbe circondare il dolore faccia da freno inibitore alla curiosità altrui.
D'altro canto, neanche far morire il blog - insomma, io non sono morto, nonostante il colpo, forse per via del fatto che mi considero spiritualmente morto da un paio d'anni, e quindi neanche fare eutanasia sul blog era una cosa giusta.
Così aggiorno. Ci sarebbero parecchie cose da dire su questo benedetto/maledetto Centro Estivo che mi porta via un sacco di ore che dovrei, piuttosto, dedicare allo studio, ma limitiamoci ad un minimo di cronaca odierna, segnata dallo scritto di Fisica III - modulo II.
Mi dicono che il tema era difficile, a dire il vero non ho avuto nemmeno un cedimento su cosa andasse fatto e come lo si dovesse fare: benché il tempo che ho avuto per studiare non sia stato così tanto, ho imparato discretamente bene. Peccato per la calcolatrice, che ha portato da sola ad un errore sul finale del terzo esercizio (dopo aver ricavato un'elegante formula per finire un passaggio prima), ma con i gradi invece dei radianti nell'argomento del coseno mi ha sballato il risultato di pi/180. E, nel finale del quarto esercizio, mi lascia tutt'ora perplesso il passaggio da energia a frequenza di precessione, perché a dispetto delle fin troppo facili apparenze NON è vero che E=omega h/2pi, in quanto non è vero che L*S=Jh/2pi, ma L*S=1/2*(j(j+1)-l(l+1)-s(s+1)), il che mi lascia perplesso per via dell'assenza di l ed s, nonché j, dal testo del problema. Alla fine, avrò preso 27 o 28, stai a vedere. Però poi c'è l'orale, le cose dovrei saperle, potrebbe andare bene
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domenica 17 giugno 2007
L'ultimo viaggio (1)
Piove. Ormai è diventato il leitmotiv del mio dolore. Dovrebbe rimanere privato, non essere sbattuto in faccia a tutti; non è il dolore di uno.
Ma non so; forse è davvero il dolore di uno solo, ed in tal caso è più intenso.
È scritto; perché non sono un Lotofago, né un amante della rimozione psicologica, con tanta pace di Freud. Ma andrà lett0?
L'auto attraversa lanciata la pianura buia. Dal finestrino abbassato entra il frinire di grilli e cicale. È estate, oggi è la prima sera in cui te ne accorgi. Cerchi di andare sempre più veloce, per lasciarti alle spalle la Milano chiusa dalle sue tangenziali, la Milano che, come città, disprezzi, e che solo negli ultimi mesi hai iniziato a conoscere.
A conoscere non per merito tuo. Dillo, avresti mai pensato di andare a Milano un sabato sera, o non era forse tra le cose che eri certo non ti sarebbero mai capitate?
Ma poche ore fa eri lì, che cercavi un parcheggio tra corso Buenos Aires e piazzale Caiazzo. Che contrattavi con il parcheggiatore la tariffa. Che, come sempre trepidante, aspettavi che scendesse le scale.
Naturalmente, è scritto tutto, e questo è solo l'incipit. Ma non so...non credo vada pubblicato. Attenderò suggerimenti
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giovedì 14 giugno 2007
Laboratorio di fisica dietro le spalle
Non solo perché, come qualche mio collega illustre, ritengo che siano esami inutilmente pesanti, quelli di laboratorio, ché la teoria viene già affrontata e richiedono un'infinità di tempo per preparare relazioni, tabelle e seghe mentali varie. Ma perché l'approccio sperimentale alla fisica di questi anni corre più il rischio di far vedere quanto poco conti l'esperimento, quanti siano gli errori e come tutti falsifichino i dati (addirittura il grande Keplero si è inventato l'orbita di Marte per mostrare che era ellittica, e chi siamo noi per far meglio di Keplero?); e perché se costruisco un circuito si smonta da sé, senza toccarlo, o se devo allineare un laser sposto il tavolo perché non trovo l'apposita thumb-screw, e quindi l'attività manuale ed io siamo proprio in antitesi.
Quale che sia il motivo, anche la fatica di sopportare le dinamiche, quasi mai virtuose, del lavoro di gruppo, non vedevo l'ora che finisse. Ed è finito. Bene: mi porto a casa un trenta e dieci crediti. Un diciottesimo di laurea triennale.
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sabato 9 giugno 2007
Teoria sugli spettrometri
Dopo lunghe fatiche, posso finalmente presentare al mondo un minimo risultato di fisica che dia una certa soddisfazione, cioè la trattazione teorica delle questioni riguardanti gli spettrometri per il laboratorio.
Teoria per spettrometri a reticolo e a prisma
Si aspettano commenti (ma chi prendo in giro?)
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domenica 3 giugno 2007
Invece di studiare
Questo fine settimana partiva un po' come IL fine settimana rovinato, perché Gorini aveva fatto spostare lo scritto di fisica II da settimana scorsa a domattina, e così si è bruciato un fine settimana di studio, con tutti i progetti che avevo. Di questi vari progetti per il fine settimana, quello senza ombra di dubbio più divertente (anche se non il più interessante) consisteva in una due giorni nella casa in montagna di uno di noi, ad Ardesio, dove mangiare, bere, e guardare stupidi DivX al computer.
Ma io dovevo studiare, e così mi sono bruciato la due giorni di divertimento spensierato; ma non si poteva rinunciare del tutto. Così, nel tardo pomeriggio di ieri, sotto una pioggia battente che faceva venire voglia di fare qualsiasi cosa tranne mettersi al volante, dopo aver diligentemente passato la mattinata sui dielettrici, mi sono messo in viaggio alla volta dell'alta valle, dove ho cenato, passato la notte e la mattina di oggi, per scendere a casa per pranzo (in tempo per infilarci un'ultima studiatina di fisica).
Potrei dedicarmi a descrivere con pignoleria ineguagliabile chi eravamo, cosa abbiamo mangiato e fatto, in quale dei paesini dimenticati da Dio abbiamo passato il sabato sera o in che stato era ciascuno di noi stamane, ma non sarebbe molto interessante.
Invece, c'è da dire. Vanno detti i grigi vapori che, ieri sera, circondavano le creste di calcare del Monte Secco, va raccontata la croce che, se dal paese si vede, deve essere di notevole imponenza; va detto il ritmico stillare della pioggia sulle piante del giardino sul retro, e le solitarie e deserte strade di Clusone, quando le poche persone si rintanano nell'ultimo bar aperto, affacciato sul parcheggio del Sole che ho sempre visto di notte, al buio; e la facciata della chiesa di colle Crosio, sempre illuminata ed inaccessibile, che spunta da un bosco fitto ed apparentemente impenetrabile.
Queste cose basterebbero, per dire quanto sia profondo il silenzio della valle. Ma il mattino!
Siamo andati due volte ad Ardesio, in entrambe le occasioni il sabato ha piovuto; e la domenica mattina siamo stati svegliati dal più limpido dei soli, che disegna nettissimi i profili delle case, degli alberi, delle cime, che siano affacciate sulla casa o distanti chilometri, mentre la gente si reca, rigorosamente a piedi, al Santuario per la Messa. Sbuffi di nuvole bianche sospese a mezz'aria, riflessi cangianti sulle pozzanghere non ancora asciugate, l'aria frizzante che ti sveglia felice, e lontano, dietro il monte Secco, dietro cima Bani, già avvolte in nuvole mattutine occhieggiano le cime più alte, le creste che scendono dal passo Portula, forse, imbiancate di una neve leggera che è caduta stanotte, il 3 giugno. Non è iniziata l'estate, e già la luce trasfigura l'aulico grigiore, nello sublime spettacolo di pascoli verde smeraldo, e i fitti pecceti quasi neri, e gli azzurri calcari che si inseguono, rotti da scampoli di magri alpeggi, e sempre più in alto, dove le nubi ne cerchiano il capo, scuri dirupi selvaggi, una cresta col suo filo brillante, che mi sogno inviolata, ed il segno della fede degli uomini conficcato nel cielo; che da qui, si vede appena. E, mentre riassetto il disordine di ieri, asciugo i bicchieri, sono là e vado oltre, Santa Maria di Leten e l'Arera, Corna Piana ed il passo Branchino, e ancora - a volo d'uccello - il pizzo dell'Orto ed i Laghi Gemelli, il passo d'Aviasco ed i laghi di Valgoglio, e la Val Sanguigno e il monte Zulino, la Cima di Bani ed ancora qui sotto.
Che c'è, di più e meglio dei monti?
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giovedì 31 maggio 2007
Mi sento a disagio
Non è essere di cattivo umore, non è avercela con il mondo od una persona in particolare, non è avere la luna storta perché non è stata giornata, o settimana, o non è vita.
È non sentirsi a casa, o come nei famosi sogni in cui ci si vede a parlare in pubblico nudi, anche se poi è scontato che è un sogno, ma ci si sveglia lo stesso rassicurati. (A proposito: ho scoperto di recente che la maggior parte delle persone non si rende conto che sta sognando, e pensa di vivere davvero quello che sogna. Boh. Si vede che io non ho abbastanza fantasia, oppure sono troppo distaccato).
È come un bambino che ha un segreto stupido, tipo che ha rubato i biscotti, e adesso non sa come dire che ha il mal di pancia, perché sarebbe subito scoperto - ma la mamma non è stupida ed ha visto tutte le briciole per la cucina, e non deve scoprire nulla.
Ecco, mi sento a disagio come quel bambino. Non posso certo dire di aver custodito gelosemente il mio segreto, ma certo non l'ho affisso ai muri; e vedere che qualcuno lo sa - senza che gli sia stato detto, che io sappia - mi fa sentire come un ladro colto in flagranza di reato. E non che abbia molto senso anche negare, di cui pure sono maestro, visto che oltre a non essere effettivamente più possibile è anche ingiusto.
Ma perché sono a disagio? Mi sentirò pure come colto in flagrante, ma certo non credo sia un reato quello che ho commesso; e non va neanche contro l'onore, la giustizia, o cose affini. Due cose. La prima è che non è da me. Come se si scoprisse che Berlusconi, che pur se ne vantò, a suo tempo, non ha sulla scrivania "Il Principe" di Machiavelli, ma Harry Potter. Ho ancora nelle orecchie due giudizi sul mio conto, dati a distanza di anni e da due persone diversissime, ma parimenti molto veri "La tua aridità ci preoccupa" e "Ma quanto è bello questo cinismo". Ecco, questo è il vero Cassa, o perlomeno il Cassa che vale la pena conoscere, mica quell'altro, di cui pure su queste pagine sto dando eccessivo spettacolo. E non solo questo, non che si veda soltanto come un problema di immagine. Avevo giurato a me stesso che giammai avrei dovuto cadere in una trappola di tal fatta, che si fa anche presto ad iniziare bene, ma poi conduce alla rovina.
E la seconda cosa, più importante e seria.
A chi piacciono i sentimenti, in particolare quelli degli altri? A nessuno, ovvio. Li subiscono un po' tutti, come dice pure la parola stessa: passioni, da patire. Non riesco nemmeno ad immaginare quale fastidio possa dare essere oggetto di un qualche tipo di sentimento da parte di qualcun altro, in particolar modo se si condivide poco o punto. E, se sono a disagio io, quale disagio sto procurando a quell'altra, che certo non lo merita, e nemmeno, voce populi, ne ha mai fornito ragioni?
Io, confesso, ero convinto non di mantenerlo segreto, ma certo non che facessi di tutto per farlo sapere in giro; anzi. Ma, evidentemente, così non va.
Sono allora due le alternative che si potrebbero intraprendere. O fare un passo indietro, e stare alla finestra, o cercare di segnare il punto. L'uno comodo ma doloroso, l'altro faticoso, senza alcuna possibilità di riuscita, e senz'altro foriero di male.
Un male non meritato, di cui ho coscienza.
Il male.
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lunedì 28 maggio 2007
Spire quadrate
Se c'è una cosa che non sbaglio, è calcolare il flusso del campo magnetico in una spira quadrata.
Eccone una prova!
Al giorno d'oggi, è importante specializzarsi od il mondo del lavoro ti taglia fuori...
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sabato 26 maggio 2007
Semel anno licet insavire
Dopo i consueti riunioni ed incontri del venerdì sera, invece di tornare a casa abbiamo deciso di fare il solito giro in compagnia. La serata del venerdì appartiene alla categoria "serata base", perché nessuno ha mai intenzione di esagerare, e di solito si passa seduti in qualche bar dove si ordinano rigorosamente max 2 consumazioni alcoliche (e di queste, una sola superalcolica). È iniziata ufficialmente la stagione delle sagre, quindi abbiamo pensato di fare un salto a Pedrengo a vedere se c'era in giro un po' di gente (Pedrengo è finitimo a Scanzorosciate, sono cinque minuti d'auto). Probabilmente perché era la prima sera, c'erano veramente poche persone, nonostante non è che fosse così tardi (erano intorno alle 22.15), e un gruppo di musicisti suonava una banda di ottoni. Andiamo al bar, e in quattro prendiamo (molto base) una coca, due medie e mezzo litro di vino (questo sono io, da bere così non ci sarebbero stati problemi). Mentre siamo lì, ci raggiunge da Rosciate un altro di noi, che ci spinge ad andare alla cassa ristorante ed a vedere cosa è rimasto da mangiare. Iniziamo con spiedini e patatine fritte; mentre aspetto che finiscano di preparare la carne, gli altri fanno di nuovo un salto al bar, e quando arrivo con il cibo trovo altri due litri di vino che ci attendono al tavolo. Iniziamo a mangiare e bere, e poi il mangiare non ci basta, e ordiniamo di nuovo, e di nuovo ancora, fino a prosciugare tutto quello che era rimasto alla sagra (fatta eccezione per la trippa, ma solo perché non c'era l'Epo). Alla fine rimangono sul campo di battaglia, per cinque persone di cui una astemia:
- due litri e mezzo di vino (mezzo di rosso, due di bianco)
- una lattina di coca-cola
- due medie
- tre piatti di spiedini
- un piatto di casoncelli (freddi)
- due piatti di tiramisù
- uno di profiteroles
- un piatto con almeno tre-quattro porzioni di polenta (fredda e mangiata con le mani)
- due panini col salame
- un piatto di scaglie di grana
- tre panini con la Nutella
- cinque-sei porzioni di patatine fritte
- due litri di gassosa Yessi (ho proprio una GranSete)
- un limoncello
- un montenegro
- un caffè
E tutto questo nel giro di tre quarti d'ora, un'ora.
Un delirio. Abbiamo sattonato l'inverosimile, conosciuto tutte le cuoche di Pedrengo (che io sappia, non in senso biblico, ma con tutto quell'alcol...) e siamo anche arrivati a casa con le nostre gambe (io, almeno, che sono sempre il primo a scendere). Certo, sono cose che mettono alla prova, e meno si fanno meglio è. Ma quando si fanno...
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Cassa
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