martedì 16 ottobre 2007
Tesi?
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The day after
Ohibò, ma non ha vinto Veltroni?
Ma la lista dei sinistri ha preso troppi voti, e pare che a Roma si siano accorti dei pasticci in cui la Margherita si stava cacciando quando era troppo tardi; come era stata bloccata la lista dei "volenterosi" rutelliani, avrebbero dovuto bloccare anche questa e tutto sarebbe andato via liscio.
Mi hanno messo al computer a calcolare l'attribuzione dei seggi, e poi - visto che non era buona - a fare simulazioni su tutte le possibili ripartizioni dei resti, finché non abbiamo trovato una clausola nel regolamento che ci ha dato un po' di fiato - anche se sono stati da conteggiare i voti comune per comune delle ultime elezioni, e la cosa ha di necessità portato via un mucchio di tempo. Poi abbiamo chiamato Fioroni per assicurargli (secondo me barando, ma otèr) dieci delegati Popolari all'assemblea costituente. Più realisticamente nove.
Questa mania plebiscitaria non mi piace, ma quando la politica inizia a macinare mi trovo proprio nel mio brodo. Ciò non toglie il problema politico, che non posso qui affrontare, ma inserirò un link ad una graziosa satira sul PD.
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lunedì 15 ottobre 2007
Sono democratico perciò decide Veltroni
Anzi, un po' sì.
Il TGR di ieri a pranzo faceva vedere la coda fuori dal seggio di piazzale Cadorna ed intervistava la gente che andava a votare. «Ci voleva proprio!» commentava un vecchietto, lieto di alzare la mano al cenno dei suoi capi di Roma.
Sarà perché sono stato un po' addentro alle dinamiche di scrittura del regolamento, al percorso dai congressi comunali dei partiti fino all'accelerazione impressa quest'estate per mettere una falla al governo barcollante, alla formazione delle liste ed alla campagna elettorale - benché la mia unica parte attiva sia stata quella di tuonare contro il PD ai vari congressi e di fare di tutto per far girare i cinque minuti alla Sinistra Giovanile di Bergamo - ma non credevo proprio fosse così facile far credere al popolo che il proprio voto conti qualcosa (volevo titolare il post "Popolo bue", ma poi non volevo nemmeno essere offensivo nei confronti di chi ci ha creduto).
Intanto, a Bergamo (non sono ancora disponibili i risultati definitivi, in Lombardia e in Italia) la lista "Democratici lombardi" ha fatto registrare un sonoro fallimento, tallonata com'è da "eccetera eccetera Sinistra". Mio padre - dopo aver dovuto rivelare, su mia indiscrezione, il pasticcio delle liste a mia madre che si accingeva a votare - ha promesso che se avessero preso troppi voti i sinistri il PD sarebbe saltato. Per poi ritrattare.
Io aspetto i dati nazionali, ma se ha preso tanti voti la sinistra qui a Bergamo non oso pensare cosa sia successo in Emilia o in Toscana.
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sabato 13 ottobre 2007
Primarie del Partito Democratico
Ma questo, da sé, non vale molto. Non andrò a votare sebbene lo facciano tutta la mia famiglia ed i miei amici, nonostante il voto vada a mio cugino.
Non sono il Caldarola (da un lato) né il Dini (dall'altro) di turno, non sto uscendo dal partito di cui conservo la tessera nel portafogli. Non parteciperò, comunque, a questo fallimento. Dovessi andare a votare, certo voterei Veltroni. Non perché lo stimi (anzi, molto meglio Letta) ma perché, almeno, il voto a Veltroni è il voto di chi non crede a 'sta mania delle primarie, ma si adegua, crede (o lo fa credere) obbedisce e combatte. Io non credo, non obbedisco ma combatterò: remando contro. Primarie! Inutili a suo tempo con Prodi, che non ebbe più forza di quanta non ne avesse prima, o forse sì, ma quanto bastava solo per scrivere il programma, non certo per attuarlo, ed inutili domani. Da politico non professionista ma ormai abbastanza consumato (e per chi è scettico, ero presente anche al congresso che ha sciolto il Partito Popolare, quindi fatevi un po' di conti) capisco la valenza mediatica di una cosa del genere. Telegiornali che da una settimana a questa parte dedicano (quelli RAI, ma queste sono le regole di quando si è al governo, non sono mica uno che si scandalizza) cinque minuti ad edizione alla cosa, giornali riempiti di inserzioni a pagamento (e così sono felici anche gli editori) che dicono dove sono posti i vari seggi, campagna a tappetto in tutti i comuni di tutte le province di tutte le regioni d'Italia. E un piccolo esercito di militanti e volontari che riempirà le piazze, domani, come segno visibile del nuovo partito. Bella cosa, come ritorno d'immagine. Se avessimo pronti i cannoni a coriandoli per quando verrà eletto segretario Veltroni potremmo replicare l'atmosfera U.S.A. (da pronunciarsi rigorosamente iù - ès - ei), e non è detto che non lo faremo, è stato così sia al congresso della Margherita che a quello dei Circoli della Libertà che ho visto in televisione. Ma dal punto di vista politico la cosa è una grande delusione.
A suo tempo, aveva tenuto banco la polemica circa la "fusione fredda". Sarà ancora peggio, come l'acqua e l'olio, tutt'al più una temporanea emulsione.
Le città si sono riempite di manifesti con scritto "Sono democratico e decido io". Sono infatti libero di decidere tra quattro liste bloccate. Avete capito bene, proprio come nel cosiddetto "porcellum" calderoniano che tutti criticano aspramente. Inoltre, per aumentare la libertà degli elettori, le liste sono rigorosamente fatte alternando un uomo ed una donna (o viceversa: e precise trattative hanno individuato i collegi a capolista di genere maschile o femminile). Non solo. Ogni lista per l'assemblea nazionale è collegata ad un candidato segretario, e questo è abbastanza ineliminabile, ma anche ogni lista per l'assemblea regionale - a proposito, palesemente ASSURDO votarle insieme, perché o è un partito federale e sono le assemblee regionali ad esprimere quella nazionale, o è un partito centrale ed è l'assemblea nazionale a scegliere i segretari regionali - è collegata ad un candidato nazionale.
Inoltre, ciliegina sulla torta, a sostenere Veltroni ci sono due liste. Quella "Democratici Lombardi", istituzionale - come si dice - fatta bilanciando in modo millimetrico DS, Margerita e singole personalità di spicco, e quella dal lungo nome con dentro "Sinistra", massiccia iniezione di DS, che così sballeranno tutte le proporzioni e Veltroni vincerà comunque. E non ci si venga a dire che Letta e Bindi sono della Margherita, e quindi siamo avvantaggiati, perché quelle liste sono un ratatuja di personalità più disparate, di sicuro abbondantemente contaminate da tutti i partiti. Ed i vertici locali dei DS che sostengono con ambiguità entrambe le liste, ed in segreto insegnano di votare la loro. Perché tutti erano Mussiani ma hanno firmato la mozione Fassino per non essere emarginati, in primavera. Ed adesso vogliono la loro rivincita.
Io credo non se la prenderanno, e che prevarranno i Democratici. Ma sarebbe meglio vincessero. Ho sentito i nostri, e potrebbero far saltare il piatto. Come, uno si chiede, senza fare la figura di quelli che si tirano indietro? Forse nel modo più antico della Repubblica Italiana, facendo lo sgambetto ad un governo già barcollante. Per sbaglio. Per colpa dei dissidenti di Bordon. Per colpa di Turigliatto.
Mah.
Intanto, per tutto domani, il mio blog porta il lutto. Il plebiscito non è democrazia.
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Armonia innata
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Del principio d'indeterminazione
Però, se sciogliamo la formulazione fumosa del principio di indeterminazione, che ancora all'ultimo anno di Liceo insegnano (i professori di lettere - non per ingiungere loro di stare zitti, ma sarebbe sempre meglio sapere ciò di cui si parla) essere, insieme alla relatività (che ha intendimenti e risultati opposti) essere una delle basi della crisi delle certezze del primo Novecento, il principio è assolutamente accettabile, ed evidente - e non mi sembra che possa intaccare le certezze di chicchessia. La prima cosa da cui vorrei sgombrare il campo è che il principio sia dovuto alla misura, cioè all'idea, che sono certo viene ancora veicolata nelle scuole superiori (stavolta, più grave, dagli insegnanti di scienze), che l'osservazione di una particella ne perturbi le condizioni, e che quindi se vedo dov'è (posizione) le do una "botta" e non so più dove andrà a finire (velocità). Questo, che è comunque vero, non è la radice del principio - anche perché, converrete, non sarebbe poi questa cosa fondamentale.
Nota: cercherò di essere il più chiaro possibile, ma se uno non dovesse capire di cosa sto parlando, è bene che si dia un'occhiata alla meccanica delle onde e (se volesse una dimostrazione di quello che dico, che comunque qui non darò) all'analisi di Fourier.
Tutti hanno presente la funzione sin(t) - t è la variabile, a questo livello è indifferente scrivere x. Sappiamo che è continua e va "su e giù", come un'onda. Possiamo prenderla come modello di onda piana. La funzione varia tra -1 e 1 (non possono esserci valori di seno più alti di uno e più bassi di -1) ed è periodica; sappiamo che si ripete uguale dopo 2π. Possiamo scegliere di assegnarle un'ampiezza ed un periodo (con relativa frequenza) arbitraria, tramite opportuni parametri. y=Asin((2π/T)t). Si vede subito che questa nuova funzione varia tra +A e -A ed è periodica dopo un'intervallo di T sulle t (se non ci credete o non lo vedete al volo, verificate).
A questo punto, sapendo che la frequenza è l'inverso del periodo, introduciamo la grandezza (molto più comoda) ω tale che y=Asin(ωt). La pulsazione, come si chiama, è direttamente proporzionale alla frequenza. Ora, diamo per scontato che si sappia, da Einstein, che l'energia trasportata da un'onda è direttamente proporzionale alla sua frequenza. Si ha E=ħω. Con ħ ho indicato il fattore di proporzionalità rispetto alla pulsazione perché so già è quello, ma non ci sono motivi particolari per prediligerlo, andava bene una costante qualunque. L'energia trasportata da un'onda dipende dalla sua frequenza. La funzione che ho scritto, allora, ha un'energia arbitrariamente precisa, perché arbitrariamente precisa è la frequenza. Mi posso però chiedere dov'è questa energia (anzi, visto che la funzione è in t, sarebbe meglio quand'è) (per i fisici: so di non essere preciso, che la variabile coniugata all'energia è il tempo e non la posizione, e quindi dovrei parlare di impulso e non di energia, ma tanto sono proporzionali, no? per i non fisici: fate finta di non avere letto) e concluderei che non è da nessuna parte di preciso, perché la funzione seno è "uguale" (ci capiamo...) dappertutto, e quindi non posso localizzarla.
Qualcuno non dormirà stanotte, per questo?
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giovedì 11 ottobre 2007
Disputatio
Breve tratteggio del contesto: Riunione degli animatori del gruppo adolescenti per preparare l'incontro di venerdì. La suora spiega l'attività proposta con abuso dei termini bellissimo ed emozioni.
Nota: il tono del discorso di ieri era meno elevato ed il lessico meno specialistico perché si parlava a braccio (elemento 1) ed alla presenza di altri giovani che avrebbero dovuto capire anche senza aver studiato filosofia (elemento 2)
Io intervengo obiettando che va ridimensionato lo spazio che nel nostro vocabolario educativo riserviamo all'emozione. In primo luogo perché codesti adolescenti già vivono immersi in un brodo turbinante di emozioni atematiche, e la nostra attività educativa dovrebbe essere quella di far fare loro ordine trovando le ragioni di quello che provano, che possono sostituirsi senz'altro a quello che provano con il pregio di poter meglio dirigere la prassi. In secondo luogo perché, se non si può espellere l'emotività dal vissuto personale, di un adolescente come di un adulto, non si deve comunque fare l'errore di considerarla fondante.
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mercoledì 10 ottobre 2007
Il contro-mondo
Ad essere sincero, fino a pochi giorni fa ero totalmente estraneo a questo mondo, nel senso che io scrivevo praticamente solo per me e per quei due lettori fedeli e ignoravo del tutto il sentimento comunitario che scrivere blog e leggere quelli altrui comporta (o comporterebbe, stando ai teorici). Frequentavo certo alcuni blog - alcuni dei quali si trovano anche linkati qui a fianco - ma non avevo alcun interesse a farmi conoscere od a scambiare (ho scoperto che si fa anche questo) indirizzi per aumentare il proprio traffico.
Poi, per caso, mentre cercavo indicazioni su come inserire due sidebar alla pagina, onde renderla più flessibile ed elegante, mi sono imbattuto in tutto un gruppo di giovani autori, che immagino si conoscano di persona prima che telematicamente, essendo tutti quanti di Desenzano, che hanno avuto il potere di farmi toccare concretamente questa dimensione comunitaria. Da cui un maggiore interesse ad aggiornare il blog ed a intervenire su quelli altrui.
Con sentiti ringraziamenti a Chiara che segnala il mio Illa Diva. Per trovare gli altri desenzanesi, andate sul suo sito e cercate nei collegamenti, perché sono troppi per segnalarli qui. L'unico che, forse, merita la segnalazione indipendente è Daniel che ha l'aria di essere un po' il fondatore di tutto quanto.
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lunedì 8 ottobre 2007
Catechesi giovani
Non si pensi che io usi questo blog per sfogarmi in mancanza di confronto col curato. Figuriamoci! Già ad inizio estate gli ho fatto notare, con molta franchezza, che il suo atteggiarsi ad intellettual-chic non è intellettualmente (ironia) onesto, con la sua mania di confondere le cose di suo gusto con quelle intelligenti, o importanti. Ma non c'è stato verso.
E la preghiera di ieri sera è stata sulla solita falsariga. Riflettere su un'installazione di arte contemporanea (arte?!) realizzata filmando Zidane per tutta una partita, allo scopo di mettere in luce la solitudine esistenziale dell'Eroe...interessante (lo dico con sarcasmo). Si salva, e spicca per qualità, in tanta stranezza estrosa («se per riflettere siete più comodi sdraiati, o seduti in terra, occupate pure tutto lo spazio della chiesa») che getta fumo negli occhi perdendo di vista Chi siamo venuti a pregare, la Vocazione di Matteo del Caravaggio. Che corre il rischio di perdersi nel turbinare cromatico di un tale in braghe corte e sudore.
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domenica 7 ottobre 2007
Argh!
Sono salito in cima alla Grignetta e non ho firmato il libro di vetta (che ho scoperto oggi esistere - ma avrei potuto scoprirlo prima!)
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Laphroaig - Ho trovato il mio whisky
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sabato 6 ottobre 2007
La cresta Cermenati o Della Noia
Vado ai Piani Resinelli, sopra Ballabio (LC), ed in una decina di minuti su strada chiusa al traffico e mulattiera raggiungo il rifugio Porta del CAI di Milano (in uno stato pietoso, a dire il vero), da dove parte la salita vera e propria. Il tempo non promette nulla di buono. Nessun tipo di vista della Grignetta, solo un muro di nuvole che parte poco oltre il limite del bosco. Si incomincia attraversando il bosco Giulia, subito alle spalle del rifugio, e risalendo in poco tempo (direi...10') oltre il limite del bosco iniziando a risalire l'ampio spallone erboso noto come Cresta Cermenati. Le guide non la raccomandano particolarmente, se non in invernale, per la sua monotonia, e me ne accorgo molto presto. Il sentiero, se così lo vogliamo chiamare, è una pietraia calcarea che si fa strada tra i prati, ripidi ed a volte ripidissimi, senza una traccia chiaramente individuabile, ma anche senza grandi difficoltà, almeno in salita, per cui si va su senza farsi troppi problemi. Presto sono avvolto dalle nubi, il che abbassa drasticamente la visibilità, ridotta a qualche metro avanti e qualche metro indietro. Ai lati, essendo su una cresta, ancorché spesso ampia, solo un muro lattiginoso ed impenetrabile. Va avanti così per diverso tempo; la salita non è mai faticosa ma nemmeno che ci sia da ridere e scherzare. Le rarissime persone che incontro, in discesa, sono annunciate da un rumore di sassi smossi ed appaiono come fantasmi materializzandosi all'improvviso davanti a me. E va avanti così, senza novità di rilievo, per un'ora abbondante, ogni passo uguale all'altro e con l'impressione di essere sempre nello stesso posto. Il sentiero è segnato pochissimo. Solo nel primo tratto, che la mia mappa chiama i Geroni, ci sono dei bolli blu che indicano la via più semplice, poi bisogna arrangiarsi. Si lascia a destra la traccia per la cresta Sinigaglia, e si sta bene attenti a non andare troppo a sinistra, pena buttarsi nel canalone Caimi. Poi, dopo aver incontrato un paio di fasce di pioggia forte, si arriva in vista dei contrafforti rocciosi della vetta, dove si incrocia il sentiero Cecilia e si intravede almeno qualcuna delle guglie che rendono famoso il profilo della Grignetta. L'ultimo tratto è più impegnativo e dura circa un quarto d'ora; si arriva in vetta superando una paretina un po' scoscesa aiutandosi eventualmente con una catena. Ma, orrore! Cosa sia successo qui in cima non voglio immaginarlo, ma è completamente ricoperta da bagole di capra, o di camoscio, e quindi i pochi passi di arrampicata si fanno su terreno scivoloso e anche un po' disgustoso, specie quando si è costretti ad usare le mani. Ma ormai sono su, appena oltre le nuvole. Questo, anche se affascinante, rovina decisamente il panorama, perché l'unica cosa che si vede nei dintorni è la vicina (ma sarebbero comunque due ore e mezza) vetta del Grignone. Qui in vetta c'è la bizzarra costruzione del bivacco Ferrario, una piccola croce, un paio di colleghi escursionisti ed uno stormo di corvi.
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venerdì 5 ottobre 2007
Dentro la routine
- 7.30-8.00 : sveglia e colazione
- 8.00-10.00 (allargabile se il caso) : studio
- 10.00-11.00 : tempo libero
- 11.00-11.20 : pranzo (nota dolente)
- 11.25 : autobus sotto casa
- 11.55 : treno per Carnate
- 12.35 : treno per Milano Greco Pirelli
- 13.00 : arrivo all'università
- 13.30-17.30 : lezione (a volte anche 18.30)
- 17.50-19.30 (variabile in base a ritardi) : strada a ritroso
- 20.00-20.30 : cena
- 20.30-23.00 : o riposo davanti al televisore, o riunione fuori casa
- 23.00 : a letto
Questo, almeno, finché lo studio non diventa più pesante, o i laboratori riempiranno anche le mattine.
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martedì 2 ottobre 2007
Solidarietà al Myanmar
Questo blog (o meglio, il suo autore) sarebbe anche stanco dei democratici a corrente alternata e della solidarietà a termine.
...ed associa, ovviamente, alla solidarietà tutti coloro che il Tribunale della Storia ha condannato, condanna e condannerà (con l'eccezione di Previti che è una mezza tacca).
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